<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Byte Liberi &#187; voce</title> <atom:link href="http://www.byteliberi.com/tag/voce/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.byteliberi.com</link> <description>La Libertà è Partecipazione</description> <lastBuildDate>Mon, 30 May 2011 08:56:52 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>Jen Shyu &#8211; Raging Waters, Red Sands</title><link>http://www.byteliberi.com/2009/12/jen-shyu-raging-waters-red-sands.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2009/12/jen-shyu-raging-waters-red-sands.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 12 Dec 2009 08:34:05 +0000</pubDate> <dc:creator>SAKURA</dc:creator> <category><![CDATA[Musica]]></category> <category><![CDATA[danza]]></category> <category><![CDATA[jazz]]></category> <category><![CDATA[live]]></category> <category><![CDATA[voce]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=2239</guid> <description><![CDATA[ In giro per New York, ad un tratto la pioggia si tramuta in neve, gridi di gioia tra la gente in cerca di nessun riparo. Aspetto che arrivi l´ora per giungere ai luoghi in cui ascolterò nuova musica. Esploro il quartiere degli artisti, le strade, insoliti negozi di vera musica accatastata in grandi scatoloni. Arrivata l´ora, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2241" title="Jen Shyu" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2009/12/ec2.jpg" alt="Jen Shyu" width="580" height="385" /></p><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In giro per New York, ad un tratto la pioggia si tramuta in neve, gridi di gioia tra la gente in cerca di nessun riparo. Aspetto che arrivi l´ora per giungere ai luoghi in cui ascolterò nuova musica. Esploro il quartiere degli artisti, le strade, insoliti negozi di vera musica accatastata in grandi scatoloni.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Arrivata l´ora, dato il freddo, cerco nervosamente il numero civico. Entro&#8230;.ambiente lounge, menù sopraffino&#8230;.ho sbagliato posto! La porticina accanto.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Lunghe scale davanti a me, all´ultimo scalino mi accorgo di essere in un luogo familiare come ne ho visti tanti. Una stanza un po&#8217; allungata che termina con un palco.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il luogo di chiama Jazz Gallery.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La performance inizia al buio, sibili di voce, parole confuse in cui si scorge la ripetizione di &#8220;silence&#8221;. Percussioni necessarie suonate a gambe incrociate, viola, vibrafono , clarinetto e voce di Jen Shyu.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il dio acqua, in un momento d´ira, fa un buco nel cielo.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il cielo si apre. La pioggia cade come un fiume, sommergendo la terra, mettendo un uomo davanti la scelta di salvare il suo villaggio dall´alluvione o rimanere con sua moglie e il figlio ancora non nato.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il titolo è Raging water, Red sands (Acqua furiosa, sabbie rosse) un mito moderno basato su un antico racconto dal nome &#8220;Shuo-chang&#8221; (parla-canta) nozioni di amore, esistenza e dovere universale vs. personale.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Le note prendono forma intrecciandosi con il canto e le parole in diverse lingue (portoghese, mandarino, taiwanese, inglese e tetum), accompagnate da una lentissima danza in cui il movimento prende spazio in ogni singola parte del corpo.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Tempo sospeso, ma legato ai ritmi della terra. Tempo allungato e ristretto in attimi impercettibili. Tempo graffiante e, a seguire, dolce per contrasto. Musica e danza parti dello stesso flusso.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Jen è trasportata dal suono delle parole che hanno echi di note e diventa il tramite tra i gesti del danzatore e le note dei musicisti.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Si racconta di un uomo che per difendere l´onore del padre vuole continuarne l´impresa cercando di salvare il proprio villaggio inondato dall´acqua furiosa. Si parla di un uomo il cui istinto lo conduce alla porta della sua casa, ma l´onore costringe le mani e le parole al silenzio. Si narra di un uomo la cui moglie scorge dietro la porta e a cui parla chiamandolo eroe, dicendogli che suo figlio aveva imparato a camminare e il cui figlio era adesso davanti a lui con gli occhi pieni di lacrime&#8230;come quelli di Jen Shyu che con eleganza asciuga lentamente con un fazzoletto di seta rosso.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La storia continua e prende vita sul palco. Jen Shyu si accompagna cantando sui suoni dell´er hu e Satoshi Haga sullo sfondo controlla i gesti e rallenta le sensazioni descrivendole in ogni loro attimo di vita. L´insieme assume una forma inafferrabile e all´apparenza indescrivibile ma il senso che guida la performance ha una sua direzione. Rabbia, disperazione sono descritte lentamente, il cambiamento ha il suo respiro ma è interrotto da frenetiche mancanze di sostegno.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Le acque ribelli sono state finalmente domate, ed alla calma frenetica sopraggiunge la risoluzione definitiva per un eterno riposo.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il crepuscolo, l´ora rossa&#8230;.l´uomo diventa sole, la moglie acqua e il figlio si solleva e diventa firmamento&#8230;.le luci si affievoliscono e pian piano tutto finisce sospeso&#8230;</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Jen Shyu - voice, dance, er hu</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Satoshi Haga - choreography, dance</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ivan Barenboim - clarinet</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Chris Dingman - vibraphone</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Mat Maneri - viola</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Satoshi Takeishi - percussion</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Poetry by Patricia Magalhaes</div><p>In giro per <strong>New York</strong>, ad un tratto la pioggia si tramuta in neve, gridi di gioia tra la gente in cerca di nessun riparo. Aspetto che arrivi l´ora per giungere ai <strong>luoghi in cui ascolterò nuova musica</strong>. Esploro il quartiere degli artisti, le strade, insoliti negozi di vera musica accatastata in grandi scatoloni.</p><p>Arrivata l´ora, dato il freddo, cerco nervosamente il numero civico. Entro&#8230; ambiente lounge, menù sopraffino&#8230; ho sbagliato posto! La porticina accanto.</p><p>Lunghe scale davanti a me, all´ultimo scalino mi accorgo di essere in un <strong>luogo familiare</strong> come ne ho visti tanti. Una stanza un po&#8217; allungata che termina con un palco.</p><p>Il luogo di chiama<strong> Jazz Gallery</strong>.</p><p>La performance inizia al buio, sibili di voce, parole confuse in cui si scorge la ripetizione di &#8220;silence&#8221;. Percussioni necessarie suonate a gambe incrociate, viola, vibrafono, clarinetto e voce di Jen Shyu.</p><p>Il dio acqua, in un momento d´ira, fa un buco nel cielo.</p><p>Il cielo si apre. La pioggia cade come un fiume, sommergendo la terra, mettendo un uomo davanti la scelta di salvare il suo villaggio dall´alluvione o rimanere con sua moglie e il figlio ancora non nato.</p><p>Il titolo è <strong>Raging water</strong>, <strong>Red sands</strong> (Acqua furiosa, sabbie rosse) un mito moderno basato su un antico racconto dal nome <em>&#8220;Shuo-chang&#8221;</em> (parla-canta) nozioni di amore, esistenza e dovere universale vs. personale.</p><p><strong><img class="alignright size-full wp-image-2242" title="Jen shyu" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2009/12/Jen-shyu.png" alt="Jen shyu" width="350" height="350" />Le note prendono forma intrecciandosi con il canto e le parole in diverse lingue</strong> (portoghese, mandarino, taiwanese, inglese e tetum), accompagnate da una lentissima danza in cui il movimento prende spazio in ogni singola parte del corpo.</p><p>Tempo sospeso, ma legato ai ritmi della terra. Tempo allungato e ristretto in attimi impercettibili. Tempo graffiante e, a seguire, dolce per contrasto. Musica e danza parti dello stesso flusso.</p><p>Jen è trasportata dal suono delle parole che hanno echi di note e diventa il tramite tra i gesti del danzatore e le note dei musicisti.</p><p>Si racconta di<strong> un uomo</strong> che per difendere l´<strong>onore </strong>del padre vuole continuarne l´impresa cercando di salvare il proprio villaggio inondato dall´acqua furiosa. Si parla di un uomo il cui istinto lo conduce alla porta della sua casa, ma l´onore costringe le mani e le parole al silenzio. Si narra di un uomo la cui moglie scorge dietro la porta e a cui parla chiamandolo <strong>eroe</strong>, dicendogli che suo figlio aveva imparato a camminare e il cui figlio era adesso davanti a lui con gli occhi pieni di lacrime&#8230; come quelli di Jen Shyu che con eleganza asciuga lentamente con un fazzoletto di seta rosso.</p><p>La storia continua e prende vita sul palco. <strong>Jen Shyu</strong> si accompagna cantando sui suoni dell´<strong>er hu e Satoshi Haga</strong> sullo sfondo controlla i gesti e rallenta le sensazioni descrivendole in ogni loro attimo di vita. L´insieme assume una <strong>forma inafferrabile</strong> e all´apparenza indescrivibile ma il senso che guida la performance ha una sua direzione. <strong>Rabbia</strong>, <strong>disperazione </strong>sono descritte lentamente, il cambiamento ha il suo respiro ma è interrotto da frenetiche mancanze di sostegno.</p><p>Le acque ribelli sono state finalmente domate, ed alla calma frenetica sopraggiunge la risoluzione definitiva per un eterno riposo.</p><p>Il crepuscolo, l´ora rossa&#8230; l´uomo diventa sole, la moglie acqua e il figlio si solleva e diventa firmamento&#8230; le luci si affievoliscono e pian piano tutto finisce sospeso&#8230;</p><p>Jen Shyu - voice, dance, er hu</p><p style="text-align: left;">Satoshi Haga - choreography, dance</p><p style="text-align: left;">Ivan Barenboim - clarinet</p><p style="text-align: left;">Chris Dingman - vibraphone</p><p style="text-align: left;">Mat Maneri - viola</p><p style="text-align: left;">Satoshi Takeishi - percussion</p><p style="text-align: left;">Poetry by Patricia Magalhaes</p><p style="text-align: left;"><center><span class="youtube"> <object width="580" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/eHbnVmcw2iY?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /> <embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/eHbnVmcw2iY?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="580" height="350"></embed><param name="wmode" value="opaque" /> </object> </span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=eHbnVmcw2iY&fmt=18">www.youtube.com/watch?v=eHbnVmcw2iY</a></p></center></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2009/12/jen-shyu-raging-waters-red-sands.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Tori Amos &#8211; 1 Ottobre 2009, Teatro Smeraldo Milano</title><link>http://www.byteliberi.com/2009/10/tori-amos-1-ottobre-2009-teatro-smeraldo-milano.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2009/10/tori-amos-1-ottobre-2009-teatro-smeraldo-milano.html#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Oct 2009 06:35:57 +0000</pubDate> <dc:creator>SAKURA</dc:creator> <category><![CDATA[Musica]]></category> <category><![CDATA[live]]></category> <category><![CDATA[piano-voce]]></category> <category><![CDATA[pianoforte]]></category> <category><![CDATA[Tori Amos]]></category> <category><![CDATA[voce]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=1676</guid> <description><![CDATA[	Tori Amos 1 Ottobre 2009, Teatro Smeraldo MilanoSembra di essere ad un concerto hard-rock. La hard-rock star ammalia il suo pubblico con parole dai toni forti e movenze estatiche ed elegantemente perverse. Qualcosa non quadra…non c’è la chitarra elettrica! Siamo verso la fine del concerto il cui apice è raggiunto con Strong Black Vine da Abnormally [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tori Amos</strong><br /> <strong> 1 Ottobre 2009, Teatro Smeraldo Milano<img class="alignright size-full wp-image-1678" title="Tori Amos" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2009/10/Tori1.jpg" alt="Tori Amos" width="263" height="350" /><br /> </strong></p><p>Sembra di essere ad un concerto hard-rock. La hard-rock star ammalia il suo pubblico con parole dai toni forti e movenze estatiche ed elegantemente perverse. Qualcosa non quadra…non c’è la chitarra elettrica!</p><p>Siamo verso la fine del concerto il cui apice è raggiunto con Strong Black Vine da Abnormally Attracted To Sin (2009). Tori Amos divinizzata dal suo sempre fedele pubblico anche questa volta è tornata in Italia. Due sole date! Poche ma decisamente buone.</p><p>Presenta il suo nuovo lavoro, ma la scaletta riporta alla luce vecchi brani anche non tra i più noti. L’atmosfera è evocata dalla batteria e delineata dal basso sui quali si spiegano intrecci piano-voce che riprendono liberamente le versioni originali registrate.</p><p>Ad ogni nuovo tour si sa a cosa si assisterà, ma lo si riscopre con una profondità diversa. Quattro anni fa Tori Amos si presenta in piano solo. Era eterea, rassicurante. Due anni fa in trio. Si traveste rispetto ai ruoli che interpreta per ogni canzone su sonorità decisamente rock, ma in ambienti dai ritmi lussureggianti ed onirici. Nel 2009 osa. Non dimentica la dolcezza con la quale narra le sue favole, non rinnega la sensualità, ma esce dal suo essere donna. Esprime la sua rabbia e ribellione con aggressività non appartenente ad un genere definito dalla società, ma proprio di noi tutti, l’istinto primitivo.</p><p>Non esiste pudore, né esagerazione, ma ogni gesto e suono è essenza della sua dinamica. Ogni pezzo ha la sua storia e linguaggio, il suo pubblico lo riconosce, lo vive e la osanna con costanti richiami di godimento e affamata condivisione.<br /> Dal mio canto non ne avremo mai abbastanza, perché è importante quello che si fa, ma il segreto sta nel come lo si fa.</p><p><center><span class="youtube"> <object width="580" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2lwKpwo8xBo?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /> <embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/2lwKpwo8xBo?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="580" height="350"></embed><param name="wmode" value="opaque" /> </object> </span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=2lwKpwo8xBo&fmt=18">www.youtube.com/watch?v=2lwKpwo8xBo</a></p></center></p><blockquote><p>“Cari lettori mi introduco, sono solo un’appassionata di musica che si nutre di note e silenzi ad un ritmo costante ma con accenti poco prevedibili e velocità oscillante. Ascolto quello che mi incuriosisce senza schemi e bisogno di nozioni. Fidandomi dei sensi ho scovato luoghi di insolita bellezza.Utilizzerò questo spazio per condividere con chi mi leggerà quello su cui inciamperò nel mio cammino musicale. Non è critica, nè giudizio, ma condivisione.” (SAKURA)</p></blockquote> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2009/10/tori-amos-1-ottobre-2009-teatro-smeraldo-milano.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Jeanne Cherhal</title><link>http://www.byteliberi.com/2009/09/jeanne-cherhal.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2009/09/jeanne-cherhal.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 12 Sep 2009 06:40:29 +0000</pubDate> <dc:creator>SAKURA</dc:creator> <category><![CDATA[Musica]]></category> <category><![CDATA[album]]></category> <category><![CDATA[Francia]]></category> <category><![CDATA[Jeanne Cherhal]]></category> <category><![CDATA[piano-voce]]></category> <category><![CDATA[pianoforte]]></category> <category><![CDATA[voce]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=1416</guid> <description><![CDATA[	&#8220;Cari lettori mi introduco, sono solo un&#8217;appassionata di musica che si nutre di note e silenzi ad un ritmo costante ma con accenti poco prevedibili e velocità oscillante. Ascolto quello che mi incuriosisce senza schemi e bisogno di nozioni. Fidandomi dei sensi ho scovato luoghi di insolita bellezza.Utilizzerò questo spazio per condividere con chi mi [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>&#8220;Cari lettori mi introduco, sono solo un&#8217;appassionata di musica che si nutre di note e silenzi ad un ritmo costante ma con accenti poco prevedibili e velocità oscillante. Ascolto quello che mi incuriosisce senza schemi e bisogno di nozioni. Fidandomi dei sensi ho scovato luoghi di insolita bellezza.Utilizzerò questo spazio per condividere con chi mi leggerà quello su cui inciamperò nel mio cammino musicale. Non è critica, nè giudizio, ma condivisione.&#8221; </em>(SAKURA)</p></blockquote><p><strong>Artista:</strong> Jeanne Cherhal<img class="alignright size-full wp-image-1425" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2009/09/37192_1.jpg" alt="37192_1" width="270" height="270" /></p><p><strong>Album:</strong> Jeanne Cherhal</p><p>Luogo, Paris. Tempo, fine Agosto. In una città piena di lustrini e paillettes cercavo la semplicità, la vera vita. In pochi giorni di turismo è difficile non resistere a tentazioni superficiali e andare avanti nella ricerca sapendo di aver poco tempo e non avere la certezza di trovare momenti vissuti, reali e fatti non solo di sorrisi.</p><p>Dove cercare…? Nella musica, l’anima di un popolo in piccole confezioni.</p><p>La copertina ha attirato la mia attenzione. Jeanne Cherhal, di schiena, un piccolo pianoforte in mano, copertina semplice, all’apparenza per niente commerciale. Ascolto! Dalle prime note accompagnate dalla voce…ero già convinta. Era quello che cercavo e che non sapevo di cercare. Si sente la Francia, si sentono gli anni contemporanei, si sente la personalità dalla naturalezza della sua voce e dalla scelta di un semplice auto-accompagnamento musicale.</p><p>Chi è? Una ragazza nata a Nantes nel 1978. Cresciuta nella campagna francese, due sorelle, padre idraulico e madre insegnante. Voleva fare la ballerina ed entrare nell’accademia del Paris Opera ballet, ma all’audizione non passò. Iniziò a suonare il piano a 12 anni e a 14 già si esibiva con diversi gruppi rock. Nel 2002  ha sfondato nella musica e ora è anche attrice.</p><p>L’album omonimo è uscito nel 2002, è un live all’Olympic di Nantes, 20 Dicembre 2001. La musica rimanda alla chanson française. I testi parlano di vita quotidiana, raccontati con verve teatrale e intenso carisma. I suoni trascinano in onde di sentimenti che vanno dalla tenerezza alla rabbia con punte di pazzia, colorati da una divertente e pungente ironia. La pianista-&#8217;chanteuse&#8217; alterna caricature di concetti comuni a paesaggi nascosti e soffusi. Il pianoforte ha i suoi spazi da solista e nei brevi intervalli tra le frasi delle storie narrate, ma ha anche l’importante ruolo di accompagnatore di una voce duttile che scivola con sicurezza dai toni più acuti ai più graffianti e agile anche nelle note più coraggiose (insoliti accenni di teatralità estrema). Chiusura del concerto decisa e d’effetto con il brano voce e fisarmonica <em>Les bistrots les bastringues</em>. Un’artista da ascoltare e seguire nelle sue evoluzioni immortalate negli album successivi.</p><p><center><span class="youtube"> <object width="300" height="250"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gg8soD1KcDA?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /> <embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/gg8soD1KcDA?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="300" height="250"></embed><param name="wmode" value="opaque" /> </object> </span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gg8soD1KcDA">www.youtube.com/watch?v=gg8soD1KcDA</a></p></center></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2009/09/jeanne-cherhal.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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