<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Byte Liberi &#187; mangano</title> <atom:link href="http://www.byteliberi.com/tag/mangano/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.byteliberi.com</link> <description>La Libertà è Partecipazione</description> <lastBuildDate>Mon, 30 May 2011 08:56:52 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>E se il governo fosse sotto ricatto della mafia a causa del passato di Berlusconi?</title><link>http://www.byteliberi.com/2009/11/e-se-il-governo-fosse-sotto-ricatto-della-mafia-a-causa-del-passato-di-berlusconi.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2009/11/e-se-il-governo-fosse-sotto-ricatto-della-mafia-a-causa-del-passato-di-berlusconi.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 28 Nov 2009 11:03:10 +0000</pubDate> <dc:creator>while</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[mangano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=2113</guid> <description><![CDATA[ Nel passato di Silvio Berlusconi c&#8217;è qualcosa di oscuro. 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Si può affermare con tranquillità pensando alla misteriosa e <strong>inquietante </strong>storia che lo lega ad uno come <strong>Vittorio Mangano</strong>, <strong>mafioso pluriomicida</strong> assunto a lavorare da <strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong> nella villa del Presidente del Consiglio.</p><p>Dell&#8217;Utri, come da sentenza di primo grado, <strong>era ben a conoscenza del profilo criminale di Mangano, anzi lo assunse proprio per questo.</strong></p><blockquote><p>Sulla posizione assunta da <strong>Marcello Dell’Utri</strong> nei confronti di esponenti di “cosa nostra” (&#8230;) sulla funzione di garanzia” svolta nei confronti di <strong>Silvio Berlusconi</strong>, il quale temeva che i suoi familiari fossero oggetto di sequestri di persona, adoperandosi per l<strong>’assunzione di Vittorio Mangano presso la villa di Arcore dello stesso Berlusconi</strong>, quale “<strong>responsabile</strong>” (o “fattore” o “soprastante” che dir si voglia) e non come mero “stalliere”, <strong><span style="color: #ff0000;">pur conoscendo lo spessore delinquenziale dello stesso Mangano sin dai tempi di Palermo (ed, anzi, proprio per tale sua “qualità”) </span></strong>(Sentenza Dell&#8217;Utri)</p></blockquote><p>In un paese normale<strong> non potrebbero pendere tali incertezze</strong> sulla testa di chi ha in mano il potere esecutivo, sarebbero immediatamente <strong>una ghigliottina per la vita pubblica</strong> del più insignificante uomo, figuriamoci dell&#8217;uomo più potente d&#8217;Italia.</p><p>Ma nel passato di Berlusconi non c&#8217;è solo l&#8217;interrogativo Mangano. Molti pentiti stanno cominciando a parlare <strong>additando il pluriprescritto come mandante di alcune stragi dal 93 in poi</strong>. La <strong>teoria difensiva del servo berlusconiano</strong> è stata già sfornata: <em>&#8220;La mafia ce l&#8217;ha con il governo perché il governo la sta combattendo&#8221;.</em></p><p>Viene quasi da ridere se non ci trovassimo in un <strong>contesto talmente serio e delicato</strong>. Come la sta combattendo la malavita organizzata questo governo? A colpi di <strong>scudi fiscali </strong>che faranno rientrare capitali mafiosi come se piovesse? Oppure facendo in modo che i<strong> beni confiscati alla mafia</strong> tornino ad essa rimettendoli <strong>all&#8217;asta?</strong></p><p><strong>Un&#8217;ipotesi molto più plausibile </strong>di quella di stampo berlusconiano è che, a causa del <strong>tetro passato di Berlusconi</strong>, questo <strong><span style="text-decoration: underline;">governo sia fortemente ricattabile</span></strong>. Oggi più che mai visto l&#8217;aumento &#8211; se pur ancora lieve &#8211; di attenzione dell&#8217;opinione pubblica verso questi fatti.</p><p>L&#8217;altro giorno, coincidenza vuole, che dai microfoni di radio radicale, <strong>arriva quello che ha tutta l&#8217;aria di essere un messaggio per cosa nostra</strong>. <strong>Renato Farina (PDL) </strong><strong>denuncia l’inumanità del 41 bis per i mafiosi.</strong></p><blockquote><p>Per lui è solo un atto di carità cristiana. Un gesto umanitario per dare un po’ di conforto a chi soffre. <strong>Per gli investigatori, invece, potrebbe essere una sorta di messaggio. O almeno potrebbe essere colto dalla mafia come tale.</strong> Come l’ultimo, o il penultimo, segnale nella lunga presunta trattativa tra Cosa Nostra e lo Stato cominciata nel 1992-93 e mai interrotta. Comunque stiano le cose un fatto è certo: <strong>fa effetto ascoltare dai microni di Radio Radicale un esponente di peso del Pdl come il neo-parlamentare Renato Farina, chiedersi se davvero il 41 bis, il cosiddetto carcere duro, è una forma di tortura. </strong>(Peter Gomez)</p></blockquote><p>Sotto il regime di detenzione speciale <strong>41-bis</strong> ci sono ben <strong>82 capi-mafia</strong>. E assieme al più celebre di tutti, <strong>Totò Riina</strong>, c’è anche <strong>Giuseppe Graviano</strong>, il capo della famiglia mafiosa di Brancaccio, che, secondo il pentito Gaspare Spatuzza, <strong>avrebbe concluso intorno al Natale 1993 una sorta di accordo politico con Silvio Berlusconi.</strong></p><p>I <strong>dubbi </strong>allora giustamente si creano. E se la mafia stia in poche parole dicendo: <em><strong>&#8220;o rispettate i patti, o fate come diciamo noi, o noi cominciamo a far sapere come sono andate realmente le cose negli anni delle stragi&#8221;</strong></em>?</p><hr /><strong>Il Personaggio:</strong></p><blockquote><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2119" title="renato-farina" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2009/11/renato-farina-70x70.jpg" alt="renato-farina" width="70" height="70" />Scrittore, opinionista, ex giornalista, radiato dall’ordine, deputato europeo. Collaboratore del Sismi dal 1999. Nome in codice: <strong>Betulla</strong>. Questa la carriera di <strong>Renato Farina</strong>, nato a Desio nel 1954 e grande <strong>amico di Vittorio Feltri</strong>. Secondo le indagini, nel 2004, riceve da <strong>Nicolò Pollari</strong> (l’allora direttore del <strong>Sismi</strong>), tramite <strong>Pio Pompa</strong>, l’ordine di recuperare da Al Jazeera le immagini dell’esecuzione di Fabrizio Quattrocchi, componente italiano di una compagnia militare privata, rapito e ucciso in Iraq. Sostiene che con il suo operato ha fornito ai servizi segreti informazioni nelle mani dei pubblici ministeri sul rapimento della giornalista de il Manifesto Giuliana Sgrena, tenuta prigioniera in Iraq. Nel giugno del 2006 Pio Pompa chiede a Farina, di scrivere una <strong>cronaca contro Romano Prodi</strong> (pubblicata poi il 9 giugno 2006), per accusarlo di avere appoggiato la pratica delle extraordinary rendition quando era alla Commissione europea. <strong>Il 2 ottobre 2006 l&#8217;ordine dei giornalisti lombardo lo sospende per un anno con l&#8217;accusa di aver pubblicato notizie false in cambio di denaro dal Sismi.</strong> (IFQ)</p></blockquote> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2009/11/e-se-il-governo-fosse-sotto-ricatto-della-mafia-a-causa-del-passato-di-berlusconi.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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