<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Byte Liberi &#187; mafia</title> <atom:link href="http://www.byteliberi.com/tag/mafia/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.byteliberi.com</link> <description>La Libertà è Partecipazione</description> <lastBuildDate>Fri, 10 Sep 2010 09:20:51 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator> <item><title>1992: l&#8217;anno in cui lo Stato si inginocchia alla mafia</title><link>http://www.byteliberi.com/2010/04/1992-lanno-in-cui-lo-stato-si-inginocchia-alla-mafia.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2010/04/1992-lanno-in-cui-lo-stato-si-inginocchia-alla-mafia.html#comments</comments> <pubDate>Thu, 08 Apr 2010 08:09:01 +0000</pubDate> <dc:creator>while</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[popolo senza memoria]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=3121</guid> <description><![CDATA[Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro. E&#8217; sulla base di questo vero, se pur semplice, principio che ho deciso di aprire una rubrica &#8220;storica&#8221; &#8211; che chiamerò appunto &#8220;Un popolo senza memoria&#8221; &#8211; in Byte Liberi. Proprio in questo periodo, in cui la tempesta di revisionismo si abbatte senza alcuna pietà sul [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro.</strong> E&#8217; sulla base di questo vero, se pur semplice, principio che ho deciso di aprire una rubrica &#8220;storica&#8221; &#8211; che chiamerò appunto <strong>&#8220;Un popolo senza memoria&#8221;</strong> &#8211;  in Byte Liberi. Proprio in questo periodo, in cui <strong>la tempesta di revisionismo</strong> si abbatte senza alcuna pietà sul nostro recente passato, questo blog cercherà di raccogliere <strong>articoli, interviste, video e stralci di storia politica italiana</strong> per conoscere <strong>chi eravamo</strong> e  capire <strong>dove stiamo andando</strong>.</p></blockquote><p style="text-align: right;"><em><span style="color: #ff0000;"><strong>Rubrica:</strong></span> </em><em><a href="http://www.byteliberi.com/tag/popolo-senza-memoria" target="_blank"><span style="text-decoration: none;">Un popolo senza memoria</span></a></em></p><p><a rel="attachment wp-att-3122" href="http://www.byteliberi.com/2010/04/1992-lanno-in-cui-lo-stato-si-inginocchia-alla-mafia.html/patto-mafia-stato-1992"><img class="aligncenter size-large wp-image-3122" title="patto mafia stato 1992" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2010/04/patto-mafia-stato-1992-580x361.jpg" alt="" width="580" height="361" /></a></p><p>Questa è una storia inconfessabile.<strong> Fatta di sangue, polvere da sparo e paura.</strong> Non prendetela per la verità. Perché per ora è solo<strong> una verità possibile</strong>. Una ricostruzione verosimile che si è affacciata nelle menti degli investigatori dopo la deposizione dell’ex Guardasigilli,<strong> Claudio Martelli</strong>, davanti ai giudici che stanno processando per <strong>favoreggiamento aggravato l’ex comandante del Ros, generale Mario Mori.</strong> Ridotta a una frase – ma come si sa, quando si parla di mafia le cose sono molto più complicate – suona più o meno così.</p><p><strong>Nel 1992 lo Stato trattò con Cosa Nostra per salvare la vita a un lungo elenco di politici</strong>: i ministri o ex ministri <strong>Calogero Mannino</strong>, <strong>Salvò Andò</strong>, <strong>Martelli</strong>, <strong>Giulio Andreotti</strong> e <strong>Carlo Vizzini</strong>, il deputato regionale <strong>Sebastiano Purpura</strong> e il presidente della regione <strong>Rino Nicolosi.</strong> Sette nomi eccellenti, considerati a torto o ragione dai clan dei traditori, ai quali si deve aggiungere la lista, compilata come la prima in più fasi, dei nemici a tutto tondo: i magistrati <strong>Giovanni Falcone</strong>, <strong>Paolo Borsellino </strong>e <strong>Piero Grasso</strong> e i poliziotti <strong>Arnaldo La Barbera, Gianni De Gennaro </strong>e <strong>Rino Germanà</strong>.</p><p>Per capire come si giunge a questa ipotesi, <strong>bisogna però cominciare dai <span style="color: #ff0000;">fatti certi</span>. </strong>Vediamoli. A partire dal <strong>febbraio del 1991</strong>, mese in cui Falcone, osteggiato dai colleghi, lascia Palermo per diventare di fatto il braccio destro di Martelli, <strong>la situazione per Cosa Nostra precipita</strong>. Da una parte arriva nelle mani dei magistrati (ma subito dopo degli uomini d’onore e dei politici) un <strong>rapporto</strong>, redatto proprio dai carabinieri di Mori, <strong>su mafia e appalti in Sicilia che rischia di far saltare affari per mille miliardi di lire.</strong> Dall’altra, <strong>con Falcone al ministero, le cosche capiscono che la musica è cambiata.</strong></p><p><strong> </strong> Subito il governo (presidente del Consiglio Andreotti) vara <strong>un decreto per rimettere in prigione 16 importanti boss scarcerati per decorrenza termini.</strong> Poi Martelli si muove per evitare che in Cassazione i processi per mafia finiscano sempre alla prima sezione presieduta da <strong>Corrado Carnevale</strong>, il giudice allora soprannominato <strong>ammazzasentenze</strong>.</p><p><strong>Totò Riina</strong>, all’epoca capo incontrastato di Cosa Nostra, <strong>diventa una belva</strong>. All’improvviso capisce che le garanzie ricevute sul buon esisto del maxi-processo, istruito negli anni ‘80 da Falcone e Paolo Borsellino, in cui lui stesso è stato condannato all’ergastolo non valgono niente. Anche in Terzo grado il verdetto sarà sfavorevole.</p><p><strong>Nella seconda parte dell’anno</strong>, raccontano le sentenze, <strong>si svolgono così una serie di vertici tra capi-mafia in cui Riina annuncia la decisione di “pulirsi i piedi”.</strong> Cioè di ammazzare, non solo i nemici, <strong>ma anche chi nei partiti aveva fatto promesse e non le manteneva</strong>. Si discute dei nomi dei personaggi da eliminare e intanto parla di fare <strong>guerra allo Stato con attentati </strong>a poste, questure, tralicci dell’Enel, caserme dei carabinieri e alle sedi della Democrazia cristiana (quattro verranno colpite in Sicilia). <em><strong>“Si fa la guerra per fare la pace”,</strong></em> spiega a tutti il boss corleonese, <strong>in quel momento già alla ricerca di una nuova sponda politica con cui stringere un nuovo accordo</strong>.</p><p>Poi, il<strong> 31 gennaio del ‘92</strong>, come pronosticato, <strong>la Cassazione priva di Carnevale, conferma le condanne del maxi</strong>. E così il <strong>12 marzo</strong>, a campagna elettorale appena iniziata, <strong>l’eurodeputato Salvo Lima, da anni proconsole di Andreotti, in Sicilia muore sotto i colpi dei killer</strong>. E’ un <strong>messaggio </strong>diretto al divo Giulio che sarebbe dovuto giungere nell’isola l’indomani.</p><p>Falcone intuisce quanto sta accadendo. E, come scriverà La Stampa, commenta: <em><strong>“Il rapporto si è invertito: ora è la mafia che vuole comandare. E se la politica non obbedisce, la mafia si apre la strada da sola”</strong></em>. I politici siciliani cominciano davvero a tremare.</p><p>Il <strong>20 febbraio</strong>, ma questo lo si scoprirà solo molti anni dopo, in casa di <strong>Girolamo Guddo</strong> (un amico dell’ex fattore di Arcore, <strong>Vittorio Mangano</strong>) si è tenuta un riunione operativa in previsione della <em>“pulizia dei piedi”</em>: si è parlato della morte di Lima, di quella di Ignazio Salvo (18 settembre ‘92), dell’attentato a Falcone e di molte delle altre persone da eliminare. <strong>Il programma prevede che a essere colpito, dopo Falcone, sia l’ex ministro dell’Agricoltura e leader siciliano della sinistra Dc, Mannino</strong>.</p><p>Quale sia <strong>la forza della mafia</strong> gli italiani se ne rendono conto il <strong>23 maggio</strong> osservando le <strong>centinaia di metri asfalto divelti dal tritolo a Capaci</strong>.</p><p><strong>Morto Falcone, tutto sembra perduto</strong>. Mentre nel nord infuria <strong>Tangentopoli</strong>, gli apparati investigativi antimafia appaiono in ginocchio. È a quel punto che, secondo l’accusa, <strong>Mori e il suo braccio destro, Giuseppe De Donno, decidono di battere la strada che porta a don Vito Ciancimino</strong>, l’ex sindaco mafioso di Palermo, legato a doppio filo all’alter ego (apparente) di Riina: Bernardo Provenzano.</p><p><strong>A giugno</strong>, ha sostenuto due giorni fa Martelli, <strong>De Donno contatta un’importante funzionaria del ministero, Liliana Ferraro</strong>. L’ufficiale le spiega di essere<strong> in procinto di vedere don Vito <em>“per fermare le stragi”</em></strong>. E, secondo l’ex ministro, chiede una sorta di <strong><em>“supporto politico”</em></strong>. Ferraro avverte di quanto sta accadendo Borsellino, amico fraterno di Falcone e favorito nella corsa alla poltrona di procuratore nazionale antimafia.</p><p>Intanto <strong>Giovanni Brusca</strong>, il boss oggi pentito che ha azionato il telecomando di Capaci,<strong> si sta già muovendo con pedinamenti e sopralluoghi per far fuori Mannino</strong>. Ai primi di giugno il ministro Dc <strong>viene però avvertito da un colonnello dell’Arma </strong>(chi?) dei rischi che sta correndo. Visibilmente teso lo racconterà lui stesso in un colloquio dell’<strong>8 luglio </strong>con Antonio Padellaro, allora vicedirettore de L’Espresso (il settimanale lo pubblicherà in parte a fine luglio e integralmente nel 1995).</p><p>Mannino dice: <em><strong>“ Secondo i carabinieri c’è un commando pronto ad ammazzarmi”.</strong></em> L’ufficiale gli ha consegnato<strong> un rapporto di sette pagine</strong> con sopra stampigliata la parola <em><strong>“segreto”</strong></em> in cui è <strong>riassunta tutta la strategia di morte di Cosa Nostra</strong>. Mannino &#8211; che oltretutto annovera nella sua corrente molti esponenti legati ai clan &#8211; sa dunque perfettamente cosa sta accadendo. E nella conversazione spiega pure che Lima è stato ucciso per non aver potuto rispettare i patti sul maxi-processo.</p><p><strong>Le paure di Mannino sono però destinate a rientrare.</strong> Salvatore Biondino, un colonnello di Riina, sempre a giugno comunica a Brusca che <strong>il progetto di omicidio è sfumato.</strong> La mafia ha cambiato strategia. <strong>Nel mirino all’ultimo momento è stato messo Borsellino che morirà il 19 luglio in via D’Amelio. </strong></p><p><strong></strong>Perché? Oggi gli investigatori riflettono su due episodi. <strong>I presunti incontri precedenti alla bomba di via D’Amelio tra Mori e don Vito Ciancimino in cui vennero avanzate le prime richieste allo Stato</strong>. E la nascita del governo Amato del 28 giugno.</p><p>A sorpresa<strong> il ministro dell’Interno Vincenzo Scotti (durissimo con Cosa Nostra), viene sostituito da Nicola Mancino (sinistra Dc come Mannino).</strong> Mentre pure Martelli (contrario a ogni ipotesi di trattativa) per qualche giorno,<strong> su proposta di Bettino Craxi</strong>, rischia di perdere la poltrona di Guardasigilli. <em>“Ero preoccupato”</em>, ha spiegato l’ex ministro, <em><strong><span style="color: #ff0000;">“era come si fosse esagerato con la lotta alla mafia&#8230; Il messaggio pareva essere: ‘Troviamo una forma più blanda di contrasto, ci abbiamo vissuto per 50 anni’”</span></strong></em>.</p><p>Il risultato è comunque che <strong>Cosa Nostra lascia perdere i politici</strong> (tranne Martelli, intorno alla cui casa ancora il 4 dicembre si aggirano boss impegnati in sopralluoghi) <strong>e si dedica invece a Borsellino</strong>, notoriamente c<strong>ontrario ad ogni ipotesi di patto</strong>.</p><p>La trattativa aveva dunque come obiettivo la loro sopravvivenza? O semplicemente i politici si sono salvati in conseguenza della trattativa? Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, lo scorso dicembre, sembrava propendere per la seconda ipotesi: “Probabilmente”, diceva, “i mafiosi cambiarono obiettivo perché capirono che non potevano colpire chi avrebbe dovuto esaudire le loro richieste”. Oggi però sappiamo che quell’elenco di politici da ammazzare, già a giugno, era in gran parte noto. <strong>E la storia potrebbe cambiare. Di molto</strong></p><p style="text-align: right;"><strong>Peter Gomez -IFQ 8 aprile 2010</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2010/04/1992-lanno-in-cui-lo-stato-si-inginocchia-alla-mafia.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Che coincidenza, Mokbel si rivolse a Dell&#8217;Utri</title><link>http://www.byteliberi.com/2010/02/che-coincidenza-mokbel-si-rivolse-a-dellutri.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2010/02/che-coincidenza-mokbel-si-rivolse-a-dellutri.html#comments</comments> <pubDate>Thu, 25 Feb 2010 13:22:24 +0000</pubDate> <dc:creator>while</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[di girolamo]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=2784</guid> <description><![CDATA[Guarda caso, quando c&#8217;è la mafia di mezzo, spunta sempre Dell&#8217;Utri. Pare infatti che Mokbel, per far entrare in Senato la sua pedina Nicola Di Girolamo, prima di passare per Colosimo e quindi dalla ndrangheta calabrese, abbia fatto un tentativo con il braccio destro di Berlusconi: Marcello Dell&#8217;Utri. Il povero Marcello ovviamente cade sempre dalle [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2785" href="http://www.byteliberi.com/2010/02/che-coincidenza-mokbel-si-rivolse-a-dellutri.html/dell_utri01g"><img class="aligncenter size-full wp-image-2785" title="Dell_Utri01g" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2010/02/Dell_Utri01g.jpg" alt="" width="580" height="365" /></a></p><p>Guarda caso, quando c&#8217;è la <strong>mafia </strong>di mezzo, spunta sempre <strong>Dell&#8217;Utri</strong>. Pare infatti che <strong>Mokbel, </strong>per far entrare in Senato la sua pedina <strong>Nicola Di Girolamo, </strong>prima di passare per <strong>Colosimo </strong>e quindi dalla <strong>ndrangheta </strong>calabrese, abbia fatto un tentativo con il <strong>braccio destro</strong> di Berlusconi: <strong>Marcello Dell&#8217;Utri.</strong></p><p>Il povero Marcello ovviamente cade sempre dalle nuvole. Ignora puntualmente il <strong>profilo criminale</strong> della gentaglia di cui si circonda. Che<strong> ingenuo bonaccione</strong>.</p><blockquote><p>Dell&#8217;affare si occupa <strong>Mokbel</strong>. Nella sua agenda pesca il nome del senatore <strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong>, lo chiama per proporgli la candidatura, ma lui si prende qualche giorno di tempo. Poi declina l&#8217;offerta. <em>“Ricorda questa telefonata?”</em>, chiediamo al senatore braccio destro di Berlusconi. <em>“Conosco Mokbel, ma non ricordo di essermi mai occupato della candidatura di Di Girolamo. Mokbel sapendo che io sono un appassionato del pittore Fabio Clerici di cui lui è un collezionista mi ha cercato più volte&#8230; voleva fare una mostra, ma mi sembra che sia accaduto di recente”</em>. Ma lei era al corrente dello spessore criminale di Mokbel? <em>“Noooo&#8230; so che ha delle gallerie d&#8217;arte, ci siamo sentiti in varie occasioni, ma sempre in ragione dell&#8217;interesse comune&#8230; ”</em>. In effetti Mokbel, a quanto risulta dai verbali di perquisizione nel giorno dell&#8217;arresto, possiede decine di quadri di enorme valore come De Chirico e Picasso. Ma le intercettazioni raccontano anche che Mokbel è un grosso trafficante di diamanti. Dopo il tentativo con Dell&#8217;Utri, Mokbel si rivolge all&#8217;amico avvocato <strong>Paolo Colosimo</strong>, che difende alcuni esponenti della <strong>famiglia Arena della &#8216;ndrangheta</strong>. La vicenda va a buon fine: <strong>Di Girolamo oggi è senatore</strong> del Pdl. (<strong>Il Fatto Quotidiano 25-02-2010</strong>)</p></blockquote> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2010/02/che-coincidenza-mokbel-si-rivolse-a-dellutri.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Guarda caso sempre PDL. Chi è questo Di Girolamo?</title><link>http://www.byteliberi.com/2010/02/guarda-caso-sempre-pdl-chi-e-questo-di-girolamo.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2010/02/guarda-caso-sempre-pdl-chi-e-questo-di-girolamo.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 24 Feb 2010 09:16:21 +0000</pubDate> <dc:creator>while</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[di girolamo]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[pdl]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=2776</guid> <description><![CDATA[Ancora corruzione. Ancora arresti, frodi, intrallazzi con l&#8217;ndrangheta, ma soprattutto ancora PDL. Si, perché l&#8217;ultimo nome importante saltato fuori nella vicenda della maxi frode fiscale Telecom-Fastweb è quello di Nicola Di Girolamo, Senatore per la circoscrizione Estero-Europa per il Popolo della Libertà. Ma procediamo con calma e cerchiamo di capire chi è questo signore e [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2777" href="http://www.byteliberi.com/2010/02/guarda-caso-sempre-pdl-chi-e-questo-di-girolamo.html/di_girolamo_nicola"><img class="aligncenter size-full wp-image-2777" title="di_girolamo_nicola" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2010/02/di_girolamo_nicola.jpg" alt="" width="580" height="330" /></a></p><p>Ancora <strong>corruzione</strong>. Ancora arresti, frodi, intrallazzi con <strong>l&#8217;ndrangheta</strong>, ma soprattutto ancora <strong>PDL</strong>. Si, perché l&#8217;ultimo nome importante saltato fuori nella vicenda della <strong>maxi frode fiscale Telecom-Fastweb</strong> è quello di <strong>Nicola Di Girolamo</strong>, Senatore per la circoscrizione Estero-Europa per il <strong>Popolo della Libertà.</strong></p><p>Ma procediamo con calma e cerchiamo di capire chi è questo signore e in che modo è stato eletto partendo da un altro nome coinvolto nello scandalo, <strong>un nome che fa paura.</strong></p><p>Il nostro personaggio principale si chiama <strong>Gennaro Mokbel,</strong> un imprenditore romano con un passato nella destra eversiva e contatti anche con Antonio D’Inzillo (<strong>Nar</strong>).</p><p>Per chi non lo sapesse, Nar sta per: <strong>Nuclei Armati Rivoluzionari</strong>, un gruppo terroristico d&#8217;ispirazione neofascista attivo in Italia dal 1977 al novembre del 1981, nato a Roma nel Quartiere Trieste e poi diramatosi in altre città italiane. In quattro anni i membri dei NAR furono responsabili di <strong>33 omicidi</strong>, senza contare le 85 morti causate dalla <strong>Strage di Bologna.</strong></p><p>E&#8217; <strong>Mokbel </strong>a credere nella <strong>necessità di un referente in Parlamento</strong> per poter far affari. Così, nell’aprile del 2008, <strong>propone la candidatura</strong> al Senato (circoscrizione Estero-Europa) dell’avvocato <strong>Nicola Di Girolamo</strong>, suo stretto collaboratore <em>“già utilizzato per la costituzione delle società di comodo finalizzate al riciclaggio”</em>.</p><p>Per eleggere Di Girolamo, Mokbel si rivolge all’avvocato calabrese <strong>Colosimo </strong>(ora latitante), che a sua volta si fa carico di convocare una riunione con il referente della <strong>cosca Arena di isola Capo Rizzuto</strong>, Fabrizio Arena che <strong>assicura l’elezione di Di Girolamo al Senato nelle fila del Pdl.</strong></p><p>Infatti, secondo la Procura di Roma, il senatore del Pdl Nicola Paolo Di Girolamo uomo alle dirette dipendenze di Gennaro Mokbel,<strong> sarebbe stato eletto nella circoscrizione Estero del Senato, con i voti garantiti dalla ‘Ndrangheta di Isola Capo Rizzuto.</strong></p><p>Dalle intercettazioni emerge che <strong>Di Girolamo si è recato in Germania assieme agli esponenti della cosca Arena</strong> per procurare voti come scrive il gip <em>“avvalendosi della <strong>capacità di intimidazione</strong> e dell’operatività della cosca mafiosa reperivano voti presso gli immigrati calabresi in particolare nel distretto di Stoccarda e Francoforte. Dove grazie al supporto del mafioso Franco Pugliese, riciclatore dei beni della famiglia Arena difesa dall’avvocato Colosimo ora latitante,<strong> reperivano le schede elettorali in bianco inviate agli elettori residenti all’estero provvedendo al riempimento inserendovi abusivamente il nominativo Di Girolamo Nicola Paolo”.</strong></em></p><p>Insomma, guarda caso sempre <strong>PDL.</strong></p><p>Alla luce di tutto ciò,<strong> scoperto solamente grazie allo strumento delle intercettazioni,</strong> non fa un po&#8217; ridere la nuova propaganda sulle leggi anti-corruzione di Berlusconi?</p><p>Proprio lui che sforna da anni <strong>condoni </strong>e <strong>depenalizzazioni </strong>per <strong>reati finanziari,</strong> proprio lui che sta per varare la <strong>nuova legge ammazza intercettazione</strong>, grazie alla quale tutta questa gentaglia tirerà un sospiro di sollievo e <strong>potrà  finalmente  rubare nella pace più assoluta.</strong></p><p><strong>Quand&#8217;è che l&#8217;ettorato del PDL si sveglierà?</strong> Basterà un altro editoriale del viscido Minzolini per dare come sempre la colpa alla Magistratura mangia bambini? e continuare a considerare eroi dal cielo questa casta politica che sta <strong>consumando l&#8217;Italia a colpi di mazzette e corruzione?</strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2010/02/guarda-caso-sempre-pdl-chi-e-questo-di-girolamo.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Mafia? Un po&#8217; di outing in Spagna</title><link>http://www.byteliberi.com/2010/02/mafia-un-po-di-outing-in-spagna.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2010/02/mafia-un-po-di-outing-in-spagna.html#comments</comments> <pubDate>Thu, 11 Feb 2010 07:20:53 +0000</pubDate> <dc:creator>while</dc:creator> <category><![CDATA[Flash]]></category> <category><![CDATA[italia dall'estero]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[tv]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=2727</guid> <description><![CDATA[&#8220;Tu sai cosa significa il capo dei capi?&#8221;. La TV ha fatto il suo lavoro. La Mafia è stata mitizzata per benino e i giovani all&#8217;estero non perdono un&#8217;occasione per fare un po&#8217; di outing. Buona triste visione.]]></description> <content:encoded><![CDATA[<em><strong>&#8220;Tu sai cosa significa il capo dei capi?&#8221;</strong></em>. La TV ha fatto il suo lavoro. <strong>La Mafia è stata mitizzata</strong> per benino e i giovani all&#8217;estero non perdono un&#8217;occasione per fare un po&#8217; di <strong>outing</strong>. Buona <strong>triste </strong>visione. <object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="300" height="250" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/q918Ruhf6BA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="300" height="250" src="http://www.youtube.com/v/q918Ruhf6BA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2010/02/mafia-un-po-di-outing-in-spagna.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Quel business per le mafie chiamato immigrazione</title><link>http://www.byteliberi.com/2010/02/quel-business-per-le-mafie-chiamato-immigrazione.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2010/02/quel-business-per-le-mafie-chiamato-immigrazione.html#comments</comments> <pubDate>Thu, 04 Feb 2010 09:20:14 +0000</pubDate> <dc:creator>while</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[calabria]]></category> <category><![CDATA[immigrazione]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=2655</guid> <description><![CDATA[Com&#8217;è che gridava il nostro amato Pluriprescritto del Consiglio durante la visita a Reggio Calabria? 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Invito tutti a leggere questo articolo di <strong>Enrico Fierro</strong> (IFQ) che dimostra come<strong> l&#8217;equazione berlusconiana, in realtà, è completamente capovolta</strong>. In Calabria è la &#8216;ndrangheta che vuole e fa entrare illegalmente gli immigrati. La <strong>prima azienda del paese</strong> ha bisogno di <strong>manodopera </strong>a prezzi stracciati. La <strong>mafia </strong>ha bisogno di <strong>nuovi schiavi</strong>. Buona lettura.</p><p><strong>A ‘NDRANGHETA PER IL RACKET PARLA INDIANO</strong><br /> Ecco come le cosche fanno entrare (regolarmente) gli immigrati</p><p>di Enrico Fierro</p><p>Quando a <strong>Singh </strong>chiedono come vive in Italia, lui risponde beffardo. <em>“Bene, da gran signore. Il mio lavoro principale è quello dei documenti, ormai mi sono abituato a guadagnare di più, con gli altri lavori si può solo mangiare”</em>. E guadagnava cifre da capogiro <strong>Singh Sher</strong> con <em>“i documenti”</em>. I <strong>visti falsi che lui e i suoi uomini procuravano ai loro connazionali per sbarcare finalmente in Italia</strong>.</p><p>In Calabria Sher aveva capito come funziona: <strong>non ti muovi se non ti allei con la ‘Ndrangheta</strong>, con i <strong>Iamonte di Melito Porto Salvo</strong>, e i <strong>Cordì</strong>, le due cosche entrate nel <strong>business dell’immigrazione</strong>. Con loro Sher aveva costruito una organizzazione perfetta. Non erano scafisti, <strong>gli immigrati non arrivavano sulle coste joniche a bordo di barconi</strong>. Quella è roba buona per gli africani o per gli albanesi di una volta. No, <strong>gli indiani partivano direttamente da Nuova Delhi, in aereo, con regolari passaporti e regolarissimi permessi di soggiorno</strong>.</p><p>C’erano i datori di lavoro che stipulavano contratti fittizi, sindacalisti e mediatori culturali compiacenti, funzionari di Asl e dell’Ispettorato del lavoro ai quali veniva chiesto di chiudere un occhio e loro, volentieri, li chiudevano tutti e due, funzionari di consolati e complici negli aeroporti indiani. Bastava pagare, c’era un<strong> tariffario preciso per gli indiani che sognavano l’Europa</strong>. Un visto per sei mesi costava 9 lak, <strong>15 mila euro</strong>, per 11 mesi da <strong>18 a 25 mila</strong>.</p><p>Il business è durato anni e ha fruttato all’organizzazione calabro-indiana 6 milioni di euro. Con i Iamonte e i referenti dei Cordì, Singh Sher trattava alla pari. <em>“Movimenta notevolissime somme di danaro, lui è il capo di tutta l&#8217;organizzazione, nel senso che lui è un soggetto trainante di queste cose”</em>, dichiara ai magistrati della Direzione antimafia di Reggio Calabria, <strong>Saverio Fot</strong>i. Foti è un <strong>imprenditore agricolo di Melito Porto Salvo</strong>, i Iamonte vogliono accaparrarsi la sua azienda, lo riducono sul lastrico, fino a quando riescono a coinvolgerlo nel business dei contratti di lavoro falsi.</p><p>Singh Sher ha un fortissimo ascendente sugli indiani, nelle telefonate lo appellano “Virk”, un vero e proprio blasone, in questo modo in India ci si rivolge a coloro che appartengono al jet-clan, la classe superiore. <strong>Il suo è un clan potentissimo, in India controlla, sia politicamente sia economicamente, intere città, ma è presente anche in Pakistan, negli Stati Uniti</strong>. In Italia il <em>“trafficante di indiani”</em> ha stabilito <strong>ottimi rapporti anche con pezzi delle istituzioni</strong>. <em>“Tu puoi fare tutto, puoi anche comprare la Prefettura”</em>, gli dice ammirato un suo complice.</p><p><strong>All&#8217;organizzazione collaboravano “pubblici funzionari italiani</strong> – scrivono i magistrati dell’antimafia reggina – collocati strategicamente negli uffici amministrativi (<strong>Prefettura e Direzione del lavoro</strong>) o in <strong>organizzazioni sindacali</strong>”. Un meccanismo raffinato, ma anche spietato. Per pagare l’organizzazione, i migranti <em><strong>“si indebitano in maniera notevole o vendono tutti i loro beni per far fronte alle ingenti richieste di denaro”</strong></em> degli <em>“scafisti”</em>, i quali molto spesso acquistano direttamente le loro proprietà o i terreni da loro posseduti”.</p><p>Il cartello calabro-indiano non si limitava a vendere contratti di lavoro e permessi di soggiorno farlocchi, ma <strong>riciclava anche passaporti</strong>. Che i migranti indiani ricevevano da un complice direttamente all’aeroporto di Nuova Delhi, senza passare dall’Ufficio visti. <em>“O Sher consegna falsa documentazione a chi sta per imbarcarsi</em> – scrivono i pm – <em>oppure anche i suoi sodali hanno conoscenze all’interno degli uffici consolari”</em>. Un <strong>vorticoso giro di soldi</strong> che passava attraverso <strong>una banca particolare</strong>. Singh Sher è infatti un referente del metodo “hawala”, i circuiti bancari clandestini presenti in Africa, America latina e paesi arabi. <strong>Banche parallele dove il danaro circola senza lasciare tracce e senza incorrere nei controlli dell’antiriciclaggio</strong>. Ma a guadagnare erano anche gli <strong>imprenditori calabresi compiacenti </strong>che per danaro si impegnavano a fare richieste di manodopera false. C’è un dato impressionante nell’inchiesta: dal 2007 al 2009 <strong>gli indiani assunti in provincia di Reggio Calabria sono 877</strong>, 282 di questi hanno lavorato massimo per 3 mesi, il 32% non è arrivato a 10 mesi di lavoro. Per gli indiani la Calabria è terra di passaggio, molti di loro aspirano ad andare in Inghilterra. Anche a questo provvedeva il cartello.</p><p><center><span class="youtube"> <object width="480" height="360"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gK1Ok_pD9Cg&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0?rel=1&amp;hd=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /> <embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/gK1Ok_pD9Cg&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0?rel=1&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="480" height="360"></embed><param name="wmode" value="transparent" /> </object> </span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gK1Ok_pD9Cg&fmt=18">www.youtube.com/watch?v=gK1Ok_pD9Cg</a></p></center></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2010/02/quel-business-per-le-mafie-chiamato-immigrazione.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Davvero strani questi primi giorni del 2010</title><link>http://www.byteliberi.com/2010/01/davvero-strani-questi-primi-giorni-del-2010.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2010/01/davvero-strani-questi-primi-giorni-del-2010.html#comments</comments> <pubDate>Mon, 04 Jan 2010 09:05:11 +0000</pubDate> <dc:creator>while</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[aggressione berlusconi]]></category> <category><![CDATA[chiesa]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[renato brunetta]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=2410</guid> <description><![CDATA[Sono giorni strani questi. Sono giorni in cui un unto dal Signore, per non perdere il sorriso di sempre, trasla le sue stimmate dove più gli aggrada. Sono giorni in cui il ladro latitante più famoso della storia italiana viene riabilitato da tre quarti della classe dirigente del paese. Sono giorni in cui l&#8217;ennesimo, pericolosissimo, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2412" href="http://www.byteliberi.com/2010/01/davvero-strani-questi-primi-giorni-del-2010.html/20563_247382124232_93532009232_3056901_7841073_n"><img class="aligncenter size-full wp-image-2412" title="bende berlusconi" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2010/01/20563_247382124232_93532009232_3056901_7841073_n.jpg" alt="" width="580" height="439" /></a></p><p>Sono <strong>giorni strani</strong> questi. Sono giorni in cui un <strong>unto dal Signore</strong>, per non perdere il sorriso di sempre, <a href="http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2116827" target="_blank">trasla le sue stimmate dove più gli aggrada</a>. Sono giorni in cui il<strong> ladro latitante più famoso della storia italiana</strong> <a href="http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2114430" target="_blank">viene riabilitato da tre quarti della classe dirigente del paese</a>. Sono giorni in cui <strong>l&#8217;ennesimo, pericolosissimo, boss mafioso</strong><a href="http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2115459" target="_blank"> riesce ad evitare una legge piena di falle e cavilli come il 41bis</a>, ma del Ministro della Giustizia <strong>non si hanno notizie.</strong></p><p>Proprio strani  questi giorni in cui<a href="http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2116048" target="_blank"> il nostro Presidente del Consiglio riceve a casa</a> un<strong> &#8220;sorvegliato speciale</strong> ritenuto dal Tribunale per le misure di prevenzione<strong> socialmente pericoloso</strong> a causa delle sue <strong>relazioni con una serie di soggetti mafiosi&#8221;.</strong></p><p>Stiamo vivendo giorni in cui <a href="http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2115995" target="_blank">vengono a galla i continui regali al Vaticano</a> da parte dello<a href="http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2113228" target="_blank"> Stato più indebitato di Europa</a>. In cui un Ministro, con <strong>più presenze a Buona Domenica che in Parlamento</strong>,<a href="http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2115949" target="_blank"> attacca la Costituzione dicendo che ne cambierà il primo articolo</a>. Non c&#8217;è lavoro? Cancelliamo dalla Carta &#8220;L&#8217;Italia è una Repubblica fondata sul lavoro&#8221;. Come si dice? <strong>Se Maometto non va alla montagna&#8230;</strong></p><p>Sono giorni in cui, scopriamo che <strong>l&#8217;allarme suina era solo l&#8217;ennesima bufala</strong> per far guadagnare le solite lobby farmaceutiche e dobbiamo anche <strong>subirci il siparietto</strong> per i 20 milioni di vaccini che andranno sprecati <a href="http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2116201" target="_blank">da parte dello stesso governo che ne ha comprati così tanti.</a></p><p>Meglio al momento fermarsi qui. Tanto<strong> avrete capito bene che questi primi giorni del 2010 sono davvero strani</strong>. L&#8217;anno non poteva cominciare peggio. Ma tanto gli italiani sono<strong> troppo distratti dalle feste e dai saldi per poter ricordare cosa è l&#8217;indignazione</strong>. Buon anno a tutti.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2010/01/davvero-strani-questi-primi-giorni-del-2010.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>E se il governo fosse sotto ricatto della mafia a causa del passato di Berlusconi?</title><link>http://www.byteliberi.com/2009/11/e-se-il-governo-fosse-sotto-ricatto-della-mafia-a-causa-del-passato-di-berlusconi.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2009/11/e-se-il-governo-fosse-sotto-ricatto-della-mafia-a-causa-del-passato-di-berlusconi.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 28 Nov 2009 11:03:10 +0000</pubDate> <dc:creator>while</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[berlusconi]]></category> <category><![CDATA[dell'utri]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[mangano]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=2113</guid> <description><![CDATA[Nel passato di Silvio Berlusconi c&#8217;è qualcosa di oscuro. 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Si può affermare con tranquillità pensando alla misteriosa e <strong>inquietante </strong>storia che lo lega ad uno come <strong>Vittorio Mangano</strong>, <strong>mafioso pluriomicida</strong> assunto a lavorare da <strong>Marcello Dell&#8217;Utri</strong> nella villa del Presidente del Consiglio.</p><p>Dell&#8217;Utri, come da sentenza di primo grado, <strong>era ben a conoscenza del profilo criminale di Mangano, anzi lo assunse proprio per questo.</strong></p><blockquote><p>Sulla posizione assunta da <strong>Marcello Dell’Utri</strong> nei confronti di esponenti di “cosa nostra” (&#8230;) sulla funzione di garanzia” svolta nei confronti di <strong>Silvio Berlusconi</strong>, il quale temeva che i suoi familiari fossero oggetto di sequestri di persona, adoperandosi per l<strong>’assunzione di Vittorio Mangano presso la villa di Arcore dello stesso Berlusconi</strong>, quale “<strong>responsabile</strong>” (o “fattore” o “soprastante” che dir si voglia) e non come mero “stalliere”, <strong><span style="color: #ff0000;">pur conoscendo lo spessore delinquenziale dello stesso Mangano sin dai tempi di Palermo (ed, anzi, proprio per tale sua “qualità”) </span></strong>(Sentenza Dell&#8217;Utri)</p></blockquote><p>In un paese normale<strong> non potrebbero pendere tali incertezze</strong> sulla testa di chi ha in mano il potere esecutivo, sarebbero immediatamente <strong>una ghigliottina per la vita pubblica</strong> del più insignificante uomo, figuriamoci dell&#8217;uomo più potente d&#8217;Italia.</p><p>Ma nel passato di Berlusconi non c&#8217;è solo l&#8217;interrogativo Mangano. Molti pentiti stanno cominciando a parlare <strong>additando il pluriprescritto come mandante di alcune stragi dal 93 in poi</strong>. La <strong>teoria difensiva del servo berlusconiano</strong> è stata già sfornata: <em>&#8220;La mafia ce l&#8217;ha con il governo perché il governo la sta combattendo&#8221;.</em></p><p>Viene quasi da ridere se non ci trovassimo in un <strong>contesto talmente serio e delicato</strong>. Come la sta combattendo la malavita organizzata questo governo? A colpi di <strong>scudi fiscali </strong>che faranno rientrare capitali mafiosi come se piovesse? Oppure facendo in modo che i<strong> beni confiscati alla mafia</strong> tornino ad essa rimettendoli <strong>all&#8217;asta?</strong></p><p><strong>Un&#8217;ipotesi molto più plausibile </strong>di quella di stampo berlusconiano è che, a causa del <strong>tetro passato di Berlusconi</strong>, questo <strong><span style="text-decoration: underline;">governo sia fortemente ricattabile</span></strong>. Oggi più che mai visto l&#8217;aumento &#8211; se pur ancora lieve &#8211; di attenzione dell&#8217;opinione pubblica verso questi fatti.</p><p>L&#8217;altro giorno, coincidenza vuole, che dai microfoni di radio radicale, <strong>arriva quello che ha tutta l&#8217;aria di essere un messaggio per cosa nostra</strong>. <strong>Renato Farina (PDL) </strong><strong>denuncia l’inumanità del 41 bis per i mafiosi.</strong></p><blockquote><p>Per lui è solo un atto di carità cristiana. Un gesto umanitario per dare un po’ di conforto a chi soffre. <strong>Per gli investigatori, invece, potrebbe essere una sorta di messaggio. O almeno potrebbe essere colto dalla mafia come tale.</strong> Come l’ultimo, o il penultimo, segnale nella lunga presunta trattativa tra Cosa Nostra e lo Stato cominciata nel 1992-93 e mai interrotta. Comunque stiano le cose un fatto è certo: <strong>fa effetto ascoltare dai microni di Radio Radicale un esponente di peso del Pdl come il neo-parlamentare Renato Farina, chiedersi se davvero il 41 bis, il cosiddetto carcere duro, è una forma di tortura. </strong>(Peter Gomez)</p></blockquote><p>Sotto il regime di detenzione speciale <strong>41-bis</strong> ci sono ben <strong>82 capi-mafia</strong>. E assieme al più celebre di tutti, <strong>Totò Riina</strong>, c’è anche <strong>Giuseppe Graviano</strong>, il capo della famiglia mafiosa di Brancaccio, che, secondo il pentito Gaspare Spatuzza, <strong>avrebbe concluso intorno al Natale 1993 una sorta di accordo politico con Silvio Berlusconi.</strong></p><p>I <strong>dubbi </strong>allora giustamente si creano. E se la mafia stia in poche parole dicendo: <em><strong>&#8220;o rispettate i patti, o fate come diciamo noi, o noi cominciamo a far sapere come sono andate realmente le cose negli anni delle stragi&#8221;</strong></em>?</p><hr /><strong>Il Personaggio:</strong></p><blockquote><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2119" title="renato-farina" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2009/11/renato-farina-70x70.jpg" alt="renato-farina" width="70" height="70" />Scrittore, opinionista, ex giornalista, radiato dall’ordine, deputato europeo. Collaboratore del Sismi dal 1999. Nome in codice: <strong>Betulla</strong>. Questa la carriera di <strong>Renato Farina</strong>, nato a Desio nel 1954 e grande <strong>amico di Vittorio Feltri</strong>. Secondo le indagini, nel 2004, riceve da <strong>Nicolò Pollari</strong> (l’allora direttore del <strong>Sismi</strong>), tramite <strong>Pio Pompa</strong>, l’ordine di recuperare da Al Jazeera le immagini dell’esecuzione di Fabrizio Quattrocchi, componente italiano di una compagnia militare privata, rapito e ucciso in Iraq. Sostiene che con il suo operato ha fornito ai servizi segreti informazioni nelle mani dei pubblici ministeri sul rapimento della giornalista de il Manifesto Giuliana Sgrena, tenuta prigioniera in Iraq. Nel giugno del 2006 Pio Pompa chiede a Farina, di scrivere una <strong>cronaca contro Romano Prodi</strong> (pubblicata poi il 9 giugno 2006), per accusarlo di avere appoggiato la pratica delle extraordinary rendition quando era alla Commissione europea. <strong>Il 2 ottobre 2006 l&#8217;ordine dei giornalisti lombardo lo sospende per un anno con l&#8217;accusa di aver pubblicato notizie false in cambio di denaro dal Sismi.</strong> (IFQ)</p></blockquote> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2009/11/e-se-il-governo-fosse-sotto-ricatto-della-mafia-a-causa-del-passato-di-berlusconi.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Nuovi inquietanti rapporti fra Schifani e la peggiore mafia</title><link>http://www.byteliberi.com/2009/11/nuovi-inquietanti-rapporti-fra-renato-schifani-e-la-peggiore-mafia-siciliana.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2009/11/nuovi-inquietanti-rapporti-fra-renato-schifani-e-la-peggiore-mafia-siciliana.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 21 Nov 2009 10:37:20 +0000</pubDate> <dc:creator>while</dc:creator> <category><![CDATA[Flash]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[schifani]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=2046</guid> <description><![CDATA[Emergono nuovi inquietanti rapporti fra il nostro Presidente del Senato Renato Schifani e la peggiore mafia siciliana. La notizia più incredibile è che nessun giornale ne parla. Nemmeno la temibile Repubblica delle 10 domande sulle veline. Evidentemente il pizzino che lo stesso Schifani ha inviato a reti unificate ha raggiunto il suo obiettivo. Rimettere maggioranza e opposizione in riga. Dov&#8217;è l&#8217;indignazione [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img class="alignleft size-full wp-image-2055" title="Schifani" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2009/11/Schifani1.jpg" alt="Schifani" width="92" height="105" />Emergono nuovi <strong>inquietanti rapporti</strong> fra il nostro Presidente del Senato <strong>Renato Schifani</strong> e la <strong>peggiore mafia siciliana</strong>. La notizia più incredibile è che <strong>nessun giornale ne parla</strong>. Nemmeno la <strong>temibile Repubblica</strong> delle 10 domande sulle veline. Evidentemente il <strong>pizzino </strong>che lo stesso Schifani ha inviato a reti unificate ha raggiunto il suo obiettivo. Rimettere <strong>maggioranza e opposizione in riga</strong>. Dov&#8217;è l&#8217;indignazione del PD? Dove sono le richieste di dimissioni? Per approfondire il caso Schifani-Mafia consiglio la lettura di <a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;id_blogdoc=2384496&amp;yy=2009&amp;mm=11&amp;dd=20&amp;title=storia_di_un_palazzo_abitato_d" target="_blank">questo articolo</a>. Siamo <strong>lontani anni luce</strong> dall’America di <strong>Barack Obama</strong>, dove del governo non si fa parte anche solo se nel proprio passato ci sono state <strong>amicizie imbarazzanti</strong>.]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2009/11/nuovi-inquietanti-rapporti-fra-renato-schifani-e-la-peggiore-mafia-siciliana.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Quello strano 41 bis che in realtà è un regalo alla mafia</title><link>http://www.byteliberi.com/2009/10/quello-strano-41-bis-che-in-realta-e-un-regalo-alla-mafia.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2009/10/quello-strano-41-bis-che-in-realta-e-un-regalo-alla-mafia.html#comments</comments> <pubDate>Mon, 19 Oct 2009 16:26:36 +0000</pubDate> <dc:creator>while</dc:creator> <category><![CDATA[News]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=1812</guid> <description><![CDATA[Ormai è accertato. La trattativa fra mafia e stato &#8211; scritto volontariamente minuscolo &#8211; c&#8217;è stata. In questi giorni i PM stanno analizzando il famoso &#8220;papello&#8221; che Ciancimino Junior ha consegnato tramite fax. In quel pezzo di carta ci sono scritti i punti di richiesta che i boss mafiosi avanzarono allo stato in cambio della [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1814" title="41 bis" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2009/10/2071906366_80293b69d1.jpg" alt="41 bis" width="580" height="330" /></p><p>Ormai è accertato. <strong>La trattativa fra mafia e stato</strong> &#8211; scritto volontariamente minuscolo &#8211; <strong>c&#8217;è stata</strong>. In questi giorni i PM stanno analizzando il famoso <strong>&#8220;papello&#8221;</strong> che <strong>Ciancimino Junior</strong> ha consegnato tramite fax. In quel pezzo di carta ci sono scritti i <strong>punti di richiesta</strong> che i boss mafiosi avanzarono allo stato in cambio della fine degli attentati.</p><p>Una delle richieste era proprio contro il <strong>regime di detenzione speciale per reati di criminalità organizzata</strong>, più volgarmente chiamato <strong>41 bis</strong>.</p><p>Ovviamente, visto le tante attuali <strong>code di paglia</strong>, è partita subito la gara dei <strong>pennivendoli </strong>per difendere i vari padroni. In particolare i giornalisti più vicini al centrodestra <strong>si sono affannati</strong> per ricordare all&#8217;opinione pubblica una <strong>fantomatica lotta alla mafia</strong> inserendo nelle argomentazione anche l&#8217;aver varato il 41 bis.</p><p>Peccato che basterebbe essere un pochino informati  per capire che <strong>questo vanto in realtà è un autogol clamoroso</strong>. Se all&#8217;opinione pubblica venissero ricordati anche gli effetti di questo 41 bis <strong>scritto &#8211; inconsciamente o appositamente &#8211; con i piedi,</strong> sicuramente la campagna difensiva perderebbe di senso.</p><blockquote><p>Il 41 bis il cosiddetto carcere duro, è stato invece “stabilizzato” nel 2002. Ma la norma, anche questa volta bipartisan, è stata scritta male. Così i tribunali di sorveglianza, <strong>com’era perfettamente prevedibile, si sono trovati a dover revocare il 41 bis</strong> (già reso molto meno duro)<strong>a centinaia di boss</strong>. E <strong>persino quattro mafiosi condannati per la strage di via dei Georgofili a Firenze sono adesso detenuti in regimi penitenziari normali.</strong> (Peter Gomez)</p></blockquote><p>Ma a raccontare più di tutti del fallimento di questa legge è uno dei maggiori esperti in Italia sulle mafie e la criminalità organizzata: <strong>Lirio Abbate</strong>.</p><blockquote><p>Il problema sta nei fatti che ogni tanto il senatore Schifani tira fuori, quello di aver dato un contributo a confermare il 41 bis. <strong>Oggi i mafiosi sono contenti di averlo perché è stato svuotato</strong>. Intanto lo puoi impugnare, rendendolo definitivo è impugnabile. Numero due non è più il 41 bis di una volta, le cronache giudiziarie lo dicono, i mafiosi parlano in carcere. Bagarella al 41 bis conosce alla perfezione cosa scrivo io e mi ha , in una aula del tribunale, minacciato apertamente (Lirio Abbate)</p></blockquote> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2009/10/quello-strano-41-bis-che-in-realta-e-un-regalo-alla-mafia.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Il Papa e la benedizione al matrimonio della figlia di un boss mafioso</title><link>http://www.byteliberi.com/2009/10/papa-benedizione-mafioso.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2009/10/papa-benedizione-mafioso.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 07 Oct 2009 16:49:32 +0000</pubDate> <dc:creator>while</dc:creator> <category><![CDATA[Flash]]></category> <category><![CDATA[chiesa]]></category> <category><![CDATA[mafia]]></category> <category><![CDATA[papa]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=1695</guid> <description><![CDATA[Provate, se avete tempo da perdere, a chiedere la benedizione del Papa per il vostro matrimonio. Sono pronto a scommettere qualsiasi cifra che non otterrete nemmeno risposta. Un donna molto fortunata invece è riuscita nell&#8217;impresa. Coincidenza vuole che sia la figlia di Giuseppe Condello, noto come U Supremu, indiscusso boss della ‘ndrangheta calabrese, in galera [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<img class="alignleft size-full wp-image-1696" title="papa ratzinger" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2009/10/papa-ratzinger.jpg" alt="papa ratzinger" width="93" height="120" />Provate, se avete tempo da perdere, a chiedere la <strong>benedizione del Papa</strong> per il vostro matrimonio. Sono pronto a scommettere qualsiasi cifra che non otterrete nemmeno risposta. Un donna molto fortunata invece è riuscita nell&#8217;impresa. Coincidenza vuole che sia <strong>la figlia di Giuseppe Condello</strong>, noto come<strong> U Supremu</strong>, <strong>indiscusso boss della ‘ndrangheta calabrese</strong>, in galera per i prossimi 22 anni. Forse a dare una spinta in più a questo strano telegramma di benedizione è stato il nome del promesso sposo: <strong>Daniele Ionetti</strong>, già finito in carcere e poi assolto, è <strong>considerato il tesoriere della cosca Condello</strong>. E&#8217; il caso di dirlo: evviva gli sposi, ma soprattutto evviva la chiesa. (<em>Fonte usata: Il Fatto Quotidiano cartaceo) </em>]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2009/10/papa-benedizione-mafioso.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>4</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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