Accusa l’accusatore, contesta il contestatore.
Elio Veltri è il mastino alle caviglie del buon Tonino Di Pietro, promotore di battaglie civiche ed unico oppositore reale dell’attuale governo Berlusconi.
Veltri è uno di quelli tosti: nell’81 entrò in polemica con Craxi sulla questione morale(un decennio prima di qualunque altro) e fu espulso dal partito socialista. Si occupò di mafia e corruzione, fu uno dei numi tutelari dei girotondi. Con Di Pietro, nel 1998, fondò l’Italia dei Valori. Se ne andò nel 2001.
Veltri, assieme a Marco Travaglio, fu l’autore dell’ormai famoso libro “ l’odore dei soldi”, che indagava sull’origine delle fortune di Silvio Berlusconi all’inizio della sua carriera imprenditoriale(ricordate questa
puntata di Satirycon?).
La domanda era «Cavaliere, dove ha preso i soldi?». Oggi Elio Veltri quella domanda la rivolge ad Antonio Di Pietro: «Tonino, dove hai preso i soldi?». Il tutto nasce dallo shopping immobiliare del leader di Idv, oltre 4 milioni di euro spesi tra il 2002 e il 2008.
Ma i motivi del dissidio tra Veltri e Di Pietro nascono, sostanzialmente, dalla gestione teocratica del partito dell'ex pm.
In pratica l’Italia dei valori è, per statuto, controllata da un’associazione composta solo da tre soci: Di Pietro, sua moglie e
Silvana Mura (deputata e tesoriera del partito). Sono loro tre che gestiscono soldi e proprietà. Una direzione a dir poco anti-democratica. Si pensi che il presidente del partito può essere sfiduciato solo dai tre soci e non dagli iscritti. Veltri, con un azzeccato paradosso, sostiene che se Mussolini avesse fatto come Di Pietro, e nel Gran Consiglio avesse messo donna Rachele e la Petacci, sarebbe ancora in piedi.
Veltri dice di Di Pietro «È un furbacchione. Uno che organizza una manifestazione come quella di piazza Navona dovrebbe amministrare il suo partito in maniera un po’ più trasparente di Forza Italia”.
In sostanza lo Stato distribuisce il rimborso elettorale al partito, ma in realà i soldi vanno ad un’Associazione privata impenetrabile. Di Pietro rimarrà presidente a vita del partito perché né gli iscritti né un eventuale congresso può sfiduciarlo e certo non lo faranno la moglie e la Mura. E anche Silvana Mura è nominata tesoriera a vita.
Caro buon Tonino. Non ho alcun dubbio sulla tua integrità morale e sono un fervente sostenitore della tua linea politica. Ma affinchè questa possa essere più efficace e credibile è necessario che modifichi la gestione del partito, in modo da renderla chiara e trasparente.
Tu sei un convinto sostenitore della rete.
Sappi che la rete ti controlla e sarà pronta a smascherarti.