Rubrica: Pensieri dalla Rete
Io lo credo.
Comincio a sentirmi, a torto o ragione, responsabile di quello che succede nel mondo. Mi sento responsabile perché non sono più un bambino piccolo, sono un 23enne, sto diventando adulto, e ogni giorno che passa sento che anche sulle mie spalle si posa il peso, sempre più grande, dell'immobilità.
L'immobilità mia che non faccio niente riguardo la corruzione, niente riguardo la nostra politica, niente riguardo gli omicidi, i soprusi, le guerre.
Mi sento responsabile perché, se vado a vedere quale è il senso della mia vita, tutto è riferito solo a me. E mi sento in colpa, inizio a sentirmi in colpa per essere nato nella parte migliore del mondo. Mi sento in colpa, e mi si gela il sangue, quando io penso che in Iraq un bambino viene ucciso nello stesso momento in cui io accendo il televisore e mi siedo sul divano. Mi siedo e non faccio niente.
E non dite che è il mondo che è così, perché non siamo bambini. Invece di sedermi sul divano e accendere il televisore, dovrei andare a cercare di persona chi tiene i militari in Iraq e impedire che quella persona rimanga dove è. E invece non scelgo di fare questo, scelgo di accendere il televisore, mentre qualcuno muore. E quella morte quindi è anche causa mia, quelle morti sono causa nostra.
Come possiamo guardarci allo specchio, guardarci negli occhi, quando al mondo ogni giorno è un massacro ovunque.
Sono al mondo solo da 23 anni, eppure ho visto cose terribili. Non in televisione, ma su internet. Esplosioni, corpi dilaniati, verità diverse da quelle che la gente apprende da giornali e telegiornali.
Io ho una responsabilità, devo assumermi una responsabilità di fronte a tutto questo, perché sono un navigatore di una rete che, per ora, non è filtrata. Siamo una piccola percentuale di mondo che ha ancora la possibilità di avvicinarsi alla realtà delle cose, e non stiamo facendo nulla. Di fronte alla realtà non facciamo nulla, e dobbiamo vergognarci più noi dei ragazzi che non sanno niente perché tenuti all'oscuro dalla televisioni.
Ditemi che possiamo fare qualcosa, che possiamo unirci ed alzare alta una bandiera per rovesciare tutto.
Perché se così non può essere, io esco da internet, perché non è ciò che credevo che fosse, l'unico strumento che ci unisce, in ogni parte del mondo, come uomini.
giovedì 31 luglio 2008
La Rivoluzione viene da Internet
sabato 19 luglio 2008
Se dire Morfeo a Napolitano è un insulto, allora questi cosa sono?
Se dire "Morfeo" a Napolitano è un insulto, allora questi cosa sono?
- Mezza manica di magistrato Trifuoggi (titolare inchiesta su Del Turco).
- Il dottor Palmera (Palamara, pres. ANM) doveva continuare a vendere tonno.
- Sa cosa sarebbe molto bello adesso? che Del Turco si uccidesse. Sarebbe un'accelerazione della riforma giustizia!
- Di Pietro e' un cretino!
- Gli elettori dell'Italia dei DISvalori sono cretini!
Fonti: video1; video2
Alcune reazioni a caldo dalla rete:
E' in preda all'arteriosclerosi, le ultime uscite sono da ospedale psichiatrico. (rip82)
Davvero pessimo Cossiga. (Marco!)
Io invece mi vergogno che lui sia stato il presidente della repubblica del mio paese. (Xilema)
Io sono ORGOGLIOSO che gentaglia come lui mi dia del cretino e che un individuo dal passato + che discutibile mi dia del coglione. Gente del genere ha la capacità di giudizio di un paramecio imho (^TiGeRShArK^)
Grazie degli insulti Cossiga, prima cojone ora cretino, da lui e Silvio gli insulti sono dei complimenti. (sander4)
Ricordo che Cossiga, ben prima che diventasse un nonnino
eccentrico, ha avuto coinvolgimenti con servizi segreti deviati, fatto
parte dell'organizzazione paramilitare segreta gladio, fatto intendere
più volte di sapere tutto di varie stragi (Bologna, Ustica, ...) senza
mai collaborare
con la magistratura. Provo il massimo disprezzo per quest'uomo da
sempre, per me è il simbolo di quanto di peggio sia uscito fuori
dall'italia degli anni di piombo. (-kurgan-)
sabato 12 luglio 2008
Ciao Gianfranco, la rete ti saluta e ti ringrazia.
Rubrica: Pensieri dalla Rete
Oggi per la Rubrica: "Pensieri dalla Rete", voglio pubblicare una frase di Gianfranco Funari scomparso oggi. Questo oltre ad un modo per ricordarlo vuole essere anche un saluto affettuoso ad un personaggio scomodo che vedeva nella rete quella Libertà di cui l'Italia ha bisogno.
Aboccaperta, trasmissione televisiva che è nella memoria di tutti, nella mia intenzione era l'applicazione costante dell'articolo 21 della Costituzione che riconosce a tutti i cittadini di esprimere opinioni a qualsiasi livello. E' inutile dirvi che per quel che riguarda gli argomenti politici sono stato massacrato, censurato ed eliminato, come voi ben sapete. Dopo 25 anni di professione, con questo forum posso realizzare la mia grande aspirazione: l'articolo 21 si materializza su internet. E ricordate che l'applicazione dell'articolo 21 mette in moto il meccanismo dell'intera Costituzione e della nostra democrazia. Benvenuti, a voi la parola.
venerdì 27 giugno 2008
Quello che interessa agli italiani
Rubrica: Pensieri dalla Rete
All'italiano, visto i risultati elettorali, non frega niente dei processi di Berlusconi.
All'italiano medio importa di arrivare a fine mese, di poter progettare concretamente il suo futuro, di vivere in una città pulita con tutti i divertimenti accessibili alla sua tasca.
All'italiano medio interessa mantenere quello stato sociale-economico che ormai non ha quasi più. Non interessa chi o come si fa. Interessa averlo.
L'italiano medio pensa con la pancia e non con la testa.
A tanti altri italiani importa che ci sia giustizia. Che chi delinque, ruba, affama il popolo paghi.
A tanti altri italiani interessa vivere in un paese onesto, dove ci sia libertà. Dove il potente di turno non abbia il controllo dell'informazione.
A tanti italiani interessa arrivare a fine mese ma anche avere una buona sanità, una buona educazione. Interessa che la parola "legalità e uguaglianza" non siano solo parole su un dizionario ma che tornino ad avere il loro valore.
A tanti italiani interessa una città pulita, vivibile, respirabile e non inquinata ed inquinante.
A tanti italiani interessa vivere perché è stanca di sopravvivere.
sabato 21 giugno 2008
Imbarazzanti deja vu
Rubrica: Pensieri dalla Rete
Stranamente le toghe sono “rosse” solo quando non assolvono Berlusconi o non gli danno le attenuanti generiche, se invece lo assolvono o si fanno corrompere a suon di bonifici dalla Svizzera sono toghe buone, brave e giuste.
Stranamente si sentivano le accuse “toghe rosse” già al maxiprocesso e pronunciate dai mafiosi e da Totò Riina.
Stranamente moltissimi imputati invece di difendersi nello specifico sui loro reati attaccano i loro giudici dicendo che sono rossi o neri e che li perseguitano.
Stranamente, ma anche no, è molto più comodo urlare al gomblotto rosso invece che andare nel particolare, forse perché davanti a certi bonifici, mazzette, falsi in bilancio, c’è davvero poco da difendere.
Nel 1994 Toto Riina disse: «C’è uno strumento politico, ed è il partito comunista. Ci sono i Caselli, i Violante, poi questo Arlacchi che scrive libri. Ecco, secondo me, il nuovo governo si deve guardare dagli attacchi di questi comunisti». Ed era già successo dieci anni prima verso il pool di Falcone da un altro mafioso di primo piano, Antonino Salvo.
Imbarazzanti deja vu.
















