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martedì 12 agosto 2008

Perdono Soli contro il Mondo


In principio i re sono sette. Persone egocentriche, malvagie, attaccate al vile denaro e al potere. Ma tutti hanno lo stesso destino: cadere. Il mondo si evolve, si libera sempre di più, si dimena, si scuote di dosso i tiranni. Si parte con il classico personaggio che voleva tutto per se, ma ahimè anche un re deve sottostare alla prima legge della vita, quella che arriva per tutti, che ci livella e ci rende tutti uguali: la morte. Ed ecco che il tiranno si ritrova seppellito in una tomba ingorda... nessun piccolo fiore, nessuno che ricorda. Sei sono i re. Il sesto era innamorato di tutto quello che alla fine si rivela inutile. Potere, denaro, cemento e benzina... il suo destino è la pazzia. Fu ritrovato matto sposato ad una gallina. Cinque sono i re. Il quinto se non spara non è fiero di se... anche lui destinato a cadere. Quattro sono i re. La quarta è la regina del Prêt-à-porter. Donna che tradì la sua natura mettendosi a fare il maschio pagò la sua impostura. Tre sono i re. Questo era chiamato: "Non Ti Scordar di Me"... perché metteva foto giganti del suo viso, destino volle che rimase incastrato nel suo proprio sorriso. Due sono i re. Litagano bene, si odiano perché uno è figlio d'arte l'altro fuma il narghilè. Cadono tutti i re del mondo. Saltano in un girotondo. Perdono soli contro il mondo.

Siete su Byte Liberi e questa che state per ascoltare è: Sette Sono i Re - Bandabardò.



mercoledì 30 luglio 2008

A Te di Jovanotti è un plagio? Giudicate voi stessi


Jovanotti: accuse di plagio dalla Spagna
«A te» sarebbe molto simile a «La primera persona», brano del 2006 di Alejandro Sanz




Vero o falso? Giudicate voi stessi:

Jovanotti - A Te


Alejandro Sanz - La primera persona


Se volete divertirvi provate a farle suonare insieme :D

Edit: a causa del limite di banda dell'host mp3 superato ho dovuto rimpiazzare i player con i video youtube.

mercoledì 2 luglio 2008

Taranta Terapy


Vlad Lo Stanco : voice and rythm guitar
Paco Lostanco : lead guitar and backin vocals
PP Lo stanco : bass
Miliu Lostanco : drum
Luvigio Lostanco : trumpet
Ecco la famiglia Lostanco al completo.
Sono i cinque componenti dei Taranta Terapy, a mio parere il miglior gruppo calabrese attualmente in circolazione.
Calorosi, spassosi, preparati. Impossibile non "zumpare" ai loro concerti.
Vediamo un pò la loro storia e le influenze musicali, sinteticamente descritte nel loro sito: "Il progetto prende forma nel 2001 e sin da subito si è distinto per l'energia dei suoi live. Attitudine punk, impennate Funk, il tutto condito con una solide base Etno-folk che strizza l'occhio al sound giamaican-reggae. Questi gli ingredienti della Patchanka Kalabra dei Taranta Terapy. Il gruppo prende linfa vitale dalla terra calabra, tanto da dedicarle tutta la sua produzione: un concept composto da 4 capitoli ognuno dei quali dedicato a un elemento. Il vento, il mare, la terra e il fuoco si fondono con la vita, la morte e il ciclico ritorno delle esperienze di un calabrese e della sua stirpe."
Il gruppo ha oramai una grande esperienza live maturata in un lungo cammino composto di quasi 130 date tra cui: Rock targato Italia - finalisti per il sud, Arezzo Wave - finalisti per il sud, Zion Village - Livorno, Invasioni 2005 e 2007 - Cosenza, Evento nazionale Erasmus 2007- Ricadi (VV), Martelive@ alpheus 2008 - Roma.
Attualmente stanno registrando il nuovo disco in uscita ad Ottobre 2008 con l'etichetta Videoradio Rai trade. Il titolo è "Terra k'abballa".
Insomma, un gruppo in piena attività e con una voglia infinita di farsi notare, sprigionare energia e far divertire. L'obiettivo è quello di diventare un punto di riferimento per la Calabria, contribuendo alla nascita di un solido movimento musicale nella regione, partendo dalle nostre radici e tradizioni insieme ad una costante apertura agli influssi esterni. Credo sia giunto il momento che gruppi come i Taranta Terapy debbano finalmente emergere e fare da traino al tutto il movimento alternativo in Calabria. I sud sound system ad esempio ci sono riusciti. Hanno creato un movimento reggae nella loro regione che ha dato lustro e turismo al Salento. E' ora di svegliarci. Quindi sosteniamo i Taranta, cosi come tutti gli altri gruppi locali bravi ed appassionati. Andiamo ai loro concerti, parliamone, facciamoli conoscere ai nostri amici del resto d'Italia.
Quest'estate saranno impegnati in importanti tappe in giro per l'italia. Il 2 e 3 agosto si esibiranno a Messina al festival "ESPRESSIVAMENTE" ed il 20 agosto saranno a Viggianello (PZ) come finalisti del "radici festival 2008". Inoltre, fonti autorevoli (Pacolino Lostanco), mi informano che avranno l'onore di aprire il concerto della BandaBardò a Cosenza.
Questo era il nostro piccolo tributo al gruppo.
Lunga vita ai Taranta Terapy.


Qui sotto potrete ascoltare due canzoni del loro album " mediterraneamente".


La prima è "Figliu"






La seconda è un tributo al grande Rino Gaetano: "l'emigrante"






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domenica 22 giugno 2008

Ridateci il Ligabue di un tempo!


"Ridateci il Ligabue di un tempo!" - Questo è il primo pensiero che viene in mente ad ogni vero vecchio fun del Liga quando ascolta uno dei suoi ultimi pezzi. Il senso di nostalgia del suo primo rock, quello vero, quello crudo, libero dalla schiavitù della commercializzazione è davvero immenso. Ma questo mio pensiero andrà sicuramente controcorrente in quanto da poco uno degli ultimi pezzi di Luciano: "Il centro del Mondo" ha scalato le classifiche piazzandosi al primo posto come brano più trasmesso dalle radio italiane. Ascoltandolo sento un cantante che a mio avviso ha fatto il suo tempo e se pur privo di ispirazione si lancia, per il vile denaro, sulla facile preda della musica commerciale e scontata. Sicuramente per questa dura critica i suoi attuali seguaci mi staranno odiando, mi scuso ma è esattamente quello che penso sopratutto quando sul mio winamp girano pezzi come quello che vado a proporvi.

Questa è Byte Liberi e questo che state per ascoltare è Lambrusco, Coltelli, Rose E Pop-corn (1991) "Salviamoci la pelle" (premi play).



"Verso che cosa andiamo?" lei chiede.
Lui dice "Beh, questo non si sa,
però sappiamo bene cosa non c'era qua".
Poi lei si volta per un momento,
guarda quel posto ed accenna un ciao.
Lui a quel posto gli sputa contro spinge sul gas.


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sabato 24 maggio 2008

Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo: qualche commento

Ieri 23 maggio 2008, è finalmente uscito il quarto capitolo (che potrebbe non essere l'ultimo, stando al finale del film) della saga di Indiana Jones. Le basi ci sono tutte: George Lucas produttore, Steven Spielberg regista, e naturalmente Harrison Ford nei panni dell'archeologo più famoso del mondo.


Le premesse per fare bene, quindi, erano eccellenti, ma io ero parecchio scettico sulla "tenuta" di Ford, abbastanza invecchiato negli anni, nei panni di Indiana. Dopo aver visto il film, però, devo dire che la realizzazione sotto questo punto di vista è stata più che buona, invece. Certo, in alcune scene più movimentate sicuramente ci sarà stato un massiccio impiego di controfigure, e in altre, in cui era palese la recitazione di Ford, si vedeva che era un po' "impacciato", però il risultato globale è nettamente meglio di quanto mi aspettassi e soprattutto non rende "quasi ridicolo" il film, che rimane ben godibile. Insomma, il buon Harrison a conti fatti non ha toppato!

Non sono mancate, poi, alcune scene con le classiche battute alla Indiana Jones, oppure la solita "squadriglia" improvvisata e decisamente eterogenea (Marion Ravenwood -altro revival dopo i Predatori dell'Arca Perduta-, Mutt, giovane ragazzo scapestrato -la cui identità sarà ben presto intuibile e poi rivelata nel corso del secondo tempo-, il prof. Oxley -un vecchio amico-, e "Mac", il socio traditore), così come i nemici di turno subiscono un passaggio di consegne quasi inevitabile, con Jones che dopo aver avuto a che fare con i nazisti dell'Ultima Crociata, si ritrova adesso a fronteggiare i comunisti di Stalin, essendo il film ambientato nei primi anni della Guerra Fredda.

Riguardo la storia, onestamente non ho per niente digerito la "trovata" aliena e la scena (nella prima parte del film) della bomba atomica: per come la vedo io, sono due risvolti che ben poco hanno a che vedere con Indiana Jones, anzi è quasi irreale la situazione della bomba atomica: non penso che un frigorifero possa essere la panacea contro tutte le conseguenze che può portare un'esplosione di quel tipo. Da un film della serie, ti saresti aspettato qualcosa di più "classico", intesa come qualche civiltà nascosta, tesori, etc. e non risvolti quasi alla X-Files. Tuttavia, il film in alcuni frangenti è veramente piacevole, ti prende come i vecchi film, ma il mix delle componenti "classiche" e "nuove" secondo me funziona poco. Ricordo che anni fa uscì un videogioco (targato, manco a dirlo, LucasArts): "Indiana Jones and the Fate of Atlantis". Perché non fare qualcosa di simile? Personalmente l'avrei preferito, ma sono gusti.

Spero di non aver rovinato nulla a chi non ha ancora visto il film, ma era doveroso per me, amante della saga, commentarlo visto che lo attendevo da tempo. Ci vediamo nei commenti per discuterne meglio!

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giovedì 1 maggio 2008

E cantava le canzoni



"Ma chi?? Quello che cantava “Italiaaaa, Italiaaaaaa”. Ed io, divertito e stupito continuavo a ribadire: “ma no, io parlo di Rino Gaetano, non Mino Raetano”. Io mi riferivo al lui. Al grande cantautore di Crotone. Spesso ignorato dai media, in vita e dopo la sua morte, a volte ripescato a loro piacimento (vedi fiction recente). Uno schiaffo alla memoria di un artista clamorosamente vero ed appassionante.
Ha cantato un’Italia grottesca negli anni della tensione, paladino “inconsapevole” degli sfruttati e del sud. La denuncia sociale dietro l’ironia delle sue filastrocche resta ancora attualissima. E’ sorprendente ascoltare una sua canzone e pensare allo stesso tempo che i testi sono vecchi di trent'anni. Segno di un' immensa capacità di vedere la realtà ed analizzare ironicamente il paese, nei suoi difetti cronici. Al tempo stesso segno di un immobilismo del nostro paese, sempre uguale, marcio ed ipocrita.
Rino cantava di politici imbrillantinati, di “nuntereggecchiù”, di sfruttati malpagati e frustrati, di belle attrici ma dell’amore per Bice, di Lucia, di Aida, di Gianna, di Berta, di Michele o’ pazzo. Rino cantava di gente vera, di storie non-sense con MOLTO sense.
Rino è morto a soli 31 anni in circostanze sospette. Ufficialmente si trattò di un tragico incidente stradale, avvenuto il 2 giugno 1981 a Roma sulla via Nomentana. Pochi giorni prima era rimasto coinvolto in un altro scontro dal quale era uscito miracolosamente illeso: la sua auto rimase completamente distrutta ed egli ne acquistò un’altra uguale. Il secondo incidente fu fatale: la nuova vettura si schiantò contro un camion. In fin di vita, venne trasportato in ben 5 ospedali i quali si rifiutarono (misteriosamente) di prenderlo in cura. Circostanza spaventosamente simile a quella narrata in uno dei suoi primi testi “la ballata di Renzo” eseguita dal cantuatore durante le sue prime esibizioni però mai incisa. In rete circolano molte tesi (alcune decisamente troppo “complottistiche”) sulla sua morte, che non sarebbe stata figlia del fato ma frutto di un preciso disegno da parte di ambienti massonici.
Una morte prematura, una grave perdita per un paese troppo ingessato, privo di senso critico. Chissà come avrebbe commentato e cantato gli avvenimenti degli ultimi vent’anni. Penso a tangentopoli, allo stragismo mafioso, al degrado politico e culturale Berlusconiano. Purtroppo non ci sarà la sua voce graffiante a commentare tutto questo. Non resta che rifugiarsi nelle sue canzoni e scandagliare tra i suoi versi. E scoprire magari, tra quelle “apparenti idiozie”, sorprendenti premonizioni e segni tangibili del nostro tempo.


"Ci sono persone pagate per dare notizie, altre per tenerle nascoste, altre per falsarle. Io non sono pagato per far niente di tutto questo."
(Rino Gaetano)


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giovedì 10 aprile 2008

Tenacious D e il Destino del Rock


Ancora in pochi in Italia conoscono i Tenacious D; un gruppo rock talentuoso almeno quanto bizzarro e particolare. La band nasce in California nel 1994, dall'unione di due musicisti/attori: Jack Black e Kyle Gass. Questi due artisti, alquanto singolari, hanno unito il mondo della musica a quello del cinema. E' infatti tramite un'omonima serie televisiva che diventa famoso il gruppo, che lancia il suo primo album nel 2001 riscuotendo un buon apprezzamento. Ma il boom di successo il duo lo raggiunge con il lancio del secondo album (The Pick of Destiny) accompagnato da un vero e proprio lungometraggio divertente e ben fatto, dal titolo: Tenacious D e il destino del rock. Nel film si narra in modo ironico e fantasioso la storia della band, in cui il protagonista, JB, fin da piccolo ha il sogno di diventare un grande rocker. Altra particolarità che rende famosa la loro musica è la fusione di quest'ultima con la commedia volgare, infatti basta leggere i loro testi per ritrovarsi proiettati in veri e propri racconti. Oltre questo, quello che colpisce subito l'ascoltatore è la capacità del cantante, Jack Black, di saltare con straordinaria facilità da uno style rock duro ad un style soave decisamente opposto, dimostrando una magnifica padronanza della voce. JB non se la cava per niente male nemmeno come attore, infatti la sua filmografia è da ritenersi di primo ordine. Io personalmente lo ricordo in una grande interpretazione in School of Rock, altro film che consiglio di vedere per passare una serata divertente in compagnia di un po' di buona musica. Tornando comunque alla band inserisco di seguito un assaggio del loro suono.
La scelta di una sola canzone tra tante è ardua, per questo ne ho scelto due che a mio avviso rappresentano bene la loro musica. La prima intitolata: "Classico" rappresenta il loro suono orecchiabile e affascinante.



Mentre questa seconda chiamata: "Kickapoo" da una buona dimostrazione del continuo salto da un genere rock all'altro. Buon Ascolto.



Sito Ufficiale dei Tenacious D: QUI

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