<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Byte Liberi &#187; Musica</title> <atom:link href="http://www.byteliberi.com/category/musica/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.byteliberi.com</link> <description>La Libertà è Partecipazione</description> <lastBuildDate>Mon, 30 May 2011 08:56:52 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator> <item><title>La vera prigione</title><link>http://www.byteliberi.com/2010/12/la-vera-prigione.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2010/12/la-vera-prigione.html#comments</comments> <pubDate>Mon, 27 Dec 2010 19:48:56 +0000</pubDate> <dc:creator>while</dc:creator> <category><![CDATA[Musica]]></category> <category><![CDATA[il teatro degli orrori]]></category> <category><![CDATA[Ken Saro-Wiwa]]></category> <category><![CDATA[la vera prigione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=3811</guid> <description><![CDATA[www.youtube.com/watch?v=CEYyWeGxrV0 Non è il tetto che perde Non sono nemmeno le zanzare che ronzano Nella umida, misera cella. Non è il rumore metallico della chiave Mentre il secondino ti chiude dentro. Non sono le meschine razioni Insufficienti per uomo o bestia Neanche il nulla del giorno Che sprofonda nel vuoto della notte Non è Non è Non è. Sono le bugie che ti hanno martellato Le orecchie per un&#8217;intera [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><center><span class="youtube"> <object width="580" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CEYyWeGxrV0?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /> <embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/CEYyWeGxrV0?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="580" height="350"></embed><param name="wmode" value="opaque" /> </object> </span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=CEYyWeGxrV0&fmt=18">www.youtube.com/watch?v=CEYyWeGxrV0</a></p></center></p><p style="text-align: center;">Non è il tetto che perde<br /> Non sono nemmeno le zanzare che ronzano<br /> Nella umida, misera cella.<br /> Non è il rumore metallico della chiave<br /> Mentre il secondino ti chiude dentro.<br /> Non sono le meschine razioni<br /> Insufficienti per uomo o bestia<br /> Neanche il nulla del giorno<br /> Che sprofonda nel vuoto della notte<br /> Non è<br /> Non è<br /> Non è.<br /> Sono le bugie che ti hanno martellato<br /> Le orecchie per un&#8217;intera generazione<br /> È  il poliziotto che corre all&#8217;impazzata in un raptus omicida<br /> Mentre esegue a sangue freddo ordini sanguinari<br /> In cambio di un misero pasto al giorno.<br /> Il magistrato che scrive sul suo libro<br /> La punizione, lei lo sa, è ingiusta<br /> La decrepitezza morale<br /> L&#8217;inettitudine mentale<br /> Che concede alla dittatura una falsa legittimazione<br /> La vigliaccheria travestita da obbedienza<br /> In agguato nelle nostre anime denigrate<br /> È  la paura di calzoni inumiditi<br /> Non osiamo eliminare la nostra urina<br /> È questo<br /> È questo<br /> È  questo<br /> Amico mio, è questo che trasforma il nostro mondo libero<br /> In una cupa prigione</p><p style="text-align: center;">(<strong>Ken Saro-Wiwa</strong>)</p><p><img class="aligncenter size-full wp-image-3813" title="Ken Saro Wiwa" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2010/12/Mural_of_Ken_Saro-Wiwa.jpg" alt="" width="580" height="387" /></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2010/12/la-vera-prigione.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>Michel Camilo &#8211; Blue Note, New York &#8211; 21 Aprile 2010</title><link>http://www.byteliberi.com/2010/05/michel-camilo-blue-note-new-york.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2010/05/michel-camilo-blue-note-new-york.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 01 May 2010 08:19:45 +0000</pubDate> <dc:creator>SAKURA</dc:creator> <category><![CDATA[Musica]]></category> <category><![CDATA[Blue Note]]></category> <category><![CDATA[jazz]]></category> <category><![CDATA[latin jazz]]></category> <category><![CDATA[live]]></category> <category><![CDATA[piano]]></category> <category><![CDATA[trio]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=3238</guid> <description><![CDATA[ Dagli echi vicini sembra di essere al Blue Note di Milano, invece è New York city. Troppi italiani! Tanti anni in attesa di poterlo ascoltare, in attesa di capire che sapore avessero quelle inebrianti note percettibili da una confezionata registrazione. Michel Camilo e il suo trio. Al contrabbasso Charles Flores e alla batteria Cliff Almond. La scaletta è [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3239" href="http://www.byteliberi.com/2010/05/michel-camilo-blue-note-new-york.html/dsc02939"><img class="aligncenter size-full wp-image-3239" title="michel camilo blue note new york" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2010/05/DSC02939.jpg" alt="" width="580" height="363" /></a></p><p>Dagli echi vicini sembra di essere al<strong> Blue Note</strong> di Milano, invece è <strong>New York city</strong>.<br /> Troppi italiani!<br /> Tanti anni in attesa di poterlo ascoltare, in attesa di capire che sapore avessero quelle inebrianti note percettibili da una confezionata registrazione.<br /> <strong> Michel Camilo</strong> e il suo trio. Al <span style="color: #ff0000;">contrab</span>basso <strong>Charles Flores</strong> e alla batteria <strong>Cliff Almond</strong>.<br /> La scaletta è un campione dei 65 pezzi scelti per rappresentare il “The Best of..” tratto dai suoi 18 albums.<br /> L’insieme è energico e preciso nei cambi di ritmica e inserzioni di accenti.<br /> I suoi discorsi musicali scorrono nonostante i costanti ornamenti che, dal mio punto di vista, non disturbano, ma delineano lo stile del suo racconto.<br /> Mi ha portato nel suo mondo piano piano, lentamente, addolcita dalla sua sicurezza e morbida decisione, sempre più intenso fino al momento in cui nel culmine dell’eccitamento musicale, solo un suo leggero sospiro sovrasta la silenziosa implosione.<br /> E poi lei….la mia!<br /> Quante ore a riascoltarla senza essere mai sazia. <em><strong>“Reflections”</strong></em>.<a rel="attachment wp-att-3240" href="http://www.byteliberi.com/2010/05/michel-camilo-blue-note-new-york.html/michelcamilo"><img class="size-full wp-image-3240 alignleft" title="michel Camilo" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2010/05/michelCamilo.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a><br /> L’abbondante <strong>groove </strong>ha riempito il pezzo di quella sostanza che nella registrazione si intuisce e si fa desiderare, ma non si realizza mai completamente, portandomi a ricercarla ogni volta nell’ascolto, e ogni volta lasciandomi con un’insaziabile appetito.<br /> La sua sostenuta lentezza riporta alla seduzione, all’assaporato godimento che non ha fretta. Nella morbida espansione, i colpi bassi del piano feriscono e … si sente fortissima l’alma di Cuba.<br /> Il <span style="color: #ff0000;">contrab</span>bassista accompagna e comunica con respiro. I suoi audaci silenzi allargano il soffio delle note.<br /> Il ritmo è pieno e sostenuto tanto che spesso si percepisce una divertita lotta tra l’aggressività del batterista e l’incredibile virtuosismo ritmico  ed elegante di Michel Camilo.<br /> Si materializzano tappeti di armonioso contrasto tra l’ostinato del contrabbasso e i bassi decisi e potenti del pianoforte, tra gli incroci di armonia e ritmo che suggeriscono le lievi sfumature di un sentimento.<br /> Si chiude celebrando il ritmo della musica afro-Cubana, la clave.<br /> Michel Camilo spinge sui bassi creando intersezioni magiche con Flores e accentua la ritmica concedendo imprevedibilità e sorpresa ad Almond. Si è pervasi da una incredibile, calda e frenetica energia Latina.<br /> Nonostante tutto esco con qualche dubbio.<br /> Probabilmente è solo un pregiudizio sull’eccessivo virtuosismo. Ma di una cosa sono sicura, il suo<em><strong> “divorare il pianoforte”</strong></em> non era ostentazione, ma grande capacità di controllo di una eccessiva forza.</p><p><center><span class="youtube"> <object width="580" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-0mNSP1452o?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /> <embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/-0mNSP1452o?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="580" height="350"></embed><param name="wmode" value="opaque" /> </object> </span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=-0mNSP1452o&fmt=18">www.youtube.com/watch?v=-0mNSP1452o</a></p></center></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2010/05/michel-camilo-blue-note-new-york.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>CONNY BAUER / WILLIAM PARKER / HAMID DRAKE TRIO</title><link>http://www.byteliberi.com/2010/03/conny-bauer-william-parker-hamid-drake-trio.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2010/03/conny-bauer-william-parker-hamid-drake-trio.html#comments</comments> <pubDate>Mon, 08 Mar 2010 09:35:43 +0000</pubDate> <dc:creator>SAKURA</dc:creator> <category><![CDATA[Musica]]></category> <category><![CDATA[jazz]]></category> <category><![CDATA[live]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=2878</guid> <description><![CDATA[	Philadelphia Sunday, February 28, 8pm CONNY BAUER / WILLIAM PARKER / HAMID DRAKE TRIO with Conny Bauer, trombone; William Parker, bass; and Hamid Drake, drumsConfusione, perdizione, meditazione e soddisfazione oltre la pienezza. Questo è quello che provo ad ogni suo concerto. Anche qui, in un teatro dove il palco non è usato, dove la vicinanza con il pubblico crea [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em>Philadelphia<br /> Sunday, February 28, 8pm<br /> CONNY BAUER / WILLIAM PARKER / HAMID DRAKE TRIO<br /> with Conny Bauer, trombone; William Parker, bass; and Hamid Drake, drums</em></p><p><em><a rel="attachment wp-att-2879" href="http://www.byteliberi.com/2010/03/conny-bauer-william-parker-hamid-drake-trio.html/william-parker"><img class="aligncenter size-full wp-image-2879" title="william parker" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2010/03/william-parker.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a><br /> </em></p><p>Confusione, perdizione, meditazione e soddisfazione oltre la pienezza.<br /> Questo è quello che provo ad ogni suo concerto. Anche qui, in un teatro dove il palco non è usato, dove la vicinanza con il pubblico crea lo spazio, <strong>la ripetizione non genera ovvietà</strong>.<br /> Parlo di <strong>William Parker</strong>, nato nel Bronx, considerato come uno dei più creativi bassisti/leader dopo Mingus, e <strong>tra i 50 migliori jazzisti di New York di tutti i tempi</strong>.<br /> Con lui <strong>Hamid Drake</strong> descritto come uno dei <strong>più grandi percussionisti nella musica improvvisata</strong> il quale incorpora strumenti ed influenze afro-cubane, indiane ed africane.<br /> Parker e Drake hanno invitato  il riconosciuto trombonista tedesco <strong>Konrad “Conny” Bauer</strong> , musicista conoscitore della gran parte delle tecniche contemporanee in cui il suo strumento è protagonista. <strong>Ecco il trio</strong>.<br /> Raggiungono il non palco e… nel silenzio si preparano senza fretta. <strong>Non è uno spettacolo, semplicemente musica</strong>.</p><p><a rel="attachment wp-att-2881" href="http://www.byteliberi.com/2010/03/conny-bauer-william-parker-hamid-drake-trio.html/williamparker3"><img class="alignleft size-full wp-image-2881" title="WilliamParker3" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2010/03/WilliamParker3.jpg" alt="" width="270" height="200" /></a>Spiegazioni nulle sui percorsi delineati dai pezzi. Sembra che esista una linea, ma tutto cambia impercettibilmente, come se si esplorassero gli oggetti da ogni possibile punto di vista.<br /> Ritmo costante non solo di supporto ma profondamente legato a melodia ritmica e improvvisativa. Spesso, purtroppo, si da spazio al bello solo se riconoscibile.<br /> La fatica della non facilità di ascolto ripaga durante tutta la performance. Gli eleganti e consistenti soli (in questo caso sostenuti dai solisti senza accompagnamento) sono realizzazione delle possibili forme in cui si manifesta l’energia. Bauer incastra melodie ritmiche in progressione creando polimetrie rispetto al costante battito del piede. I suoni gravi e intensi del basso africano di William Parker sono incastonati in atmosfere legate alla terra. Il solo di batteria di Hamid Drake richiama ritmi dell’Africa danzanti tra le infinite e cangianti soluzioni che compongono la maschera del jazz.<br /> Ecco che le note trascinano i colori, quei colori propri della cultura africana sempre presenti e vividi sui tessuti che vestono la sezione ritmica del trio. L’intensità’ del suono crea solidità nell’apparente inconsistenza, la quale a tratti suggerisce l’avvento di una lenta evoluzione dello stesso respiro. Quindi mi ritrovo a sorpresa imprigionata in qualcosa che fino a qualche momento prima percepivo come distante e per me “troppo difficile”. Il tempo passa, il cambiamento è costante, ma la sensazione è sempre nuova e puntualmente inaspettata.<br /> Non c’è molto da dire davanti all’arte e soprattutto non c’è molto da pensare.<br /> Ne esco appagata. Ne esco a colori, nuovi colori che spesso non ricordo di possedere.</p><p><a rel="attachment wp-att-2880" href="http://www.byteliberi.com/2010/03/conny-bauer-william-parker-hamid-drake-trio.html/connybauer"><img class="aligncenter size-full wp-image-2880" title="connybauer" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2010/03/connybauer.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p><p><center><span class="youtube"> <object width="580" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/e7iIXoDUczk?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /> <embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/e7iIXoDUczk?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="580" height="350"></embed><param name="wmode" value="opaque" /> </object> </span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=e7iIXoDUczk&fmt=18">www.youtube.com/watch?v=e7iIXoDUczk</a></p></center></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2010/03/conny-bauer-william-parker-hamid-drake-trio.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Savion Glover: Jammin’ with the Masters</title><link>http://www.byteliberi.com/2009/12/savion-glover-jammin%e2%80%99-with-the-masters.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2009/12/savion-glover-jammin%e2%80%99-with-the-masters.html#comments</comments> <pubDate>Mon, 28 Dec 2009 09:52:04 +0000</pubDate> <dc:creator>SAKURA</dc:creator> <category><![CDATA[Musica]]></category> <category><![CDATA[Blue Note]]></category> <category><![CDATA[danza]]></category> <category><![CDATA[jazz]]></category> <category><![CDATA[live]]></category> <category><![CDATA[tap]]></category> <category><![CDATA[tap dance]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=2369</guid> <description><![CDATA[	Blue Note- New York 21 Novembre 2009 Sempre New York, sempre il solito freddo così diverso da quello a cui sono abituata. Quartiere degli artisti, gente strana per strada, gente estrosa e friendly. Arrivo molto presto ma già qualcuno è in fila per la performance di Savion Glover, JAMMIN´ WITH THE MASTERS, con ospite Jack [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<h1>Blue Note- New York 21 Novembre 2009</h1><p><strong> </strong></p><p><a rel="attachment wp-att-2370" href="http://www.byteliberi.com/2009/12/savion-glover-jammin%e2%80%99-with-the-masters.html/2008_0225_savionglover"><img class="alignleft size-medium wp-image-2370" title="2008_0225_SavionGlover" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2009/12/2008_0225_SavionGlover-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>Sempre New York, sempre il solito freddo così diverso da quello a cui sono abituata. Quartiere degli artisti, gente strana per strada, gente estrosa e friendly. Arrivo molto presto ma già qualcuno è in fila per la performance di Savion Glover, JAMMIN´ WITH THE MASTERS, con ospite Jack DeJohnette. Solo 89 le persone che possono entrare nel Blue Note. Da fuori scorgo con curiosità l&#8217;atmosfera intima, soffusa, blue.</p><p>Prendo posto accanto al palco. Una pedana non molto grande per<strong> <span style="font-weight: normal;">Mr. Glover</span></strong>, pianoforte, batteria, contrabbasso, microfoni, spie. Cerco di immaginare quello che sarà.</p><p>Entra il quartetto e prepara il terreno per Savion. Un boato al suo arrivo<strong>.</strong> Canottiera, camicia aperta, dreadlocks e barba. Unica protagonista la musica, nient’altro è importante. Danza sulle sue gocce di sudore, non smette mai di suonare e di gioire di quello che sta succedendo. Improvvisa e cambia posizione rispetto al musicista con cui interagisce. La magia del suono, del ritmo, l´incrocio, lo scontro e i contrasti ritmici sono gli elementi con cui giocare e scambiarsi energia. Il pubblico partecipa attentamente alla performance. È strano come in un locale così piccolo tutti abbiano la possibilità di esprimersi completamente divertendosi ed allo stesso tempo riuscire a rispettare ed ascoltare gli altri.</p><p><img class="alignright size-medium wp-image-2371" title="saviongloverimprovography_2_full" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2009/12/saviongloverimprovography_2_full-237x300.jpg" alt="" width="237" height="300" /></p><p>&#8220;And now I have the honour and the privilege to play with Mr. Jack Dejohnette&#8221; dice Savion Glover.</p><p>Inizia una battagliaa colpi di suoni. La sfida viene lanciata e rilanciata. La voglia di competizione trasforma la tensione in entusiasmo. Non solo c´è tecnica spaventosa, ma si avverte nell´aria quel flusso naturale dell´arte che nasce come gioco e non fa sentire la fatica e lo sforzo. La concentrazione è parte del respiro e la liberazione ha la velocità del ritmo e l´intensità del suono.</p><p>La sfida comincia con il silenzio e l´osservazione, si mettono pian piano alla prova, osano, rilanciano, ed alla fine &#8220;finalmente&#8221; il nostro momento. Un´esplosione di applausi travolge il locale. Instancabili usano la nostra energia come stimolo per continuare fino a che non ho visto lui, l´eroe afro-americano, il rivoluzionario della tap dance, il bambino prodigio, colui che Gregory Hines ha definito come &#8220;the greatest tap dancer that ever lived&#8221; passarmi vicino sorridente, scendere dal palco e trascinare via i suoi battiti scavalcando la gente seduta che con la testa alzata lo guarda portare via gli echi del sui passi.</p><p><strong>Savion Glover tap dance</strong></p><p><strong>Jack DeJohnette drums</strong></p><p>Kurt Faussette piano</p><p>Patience Higgins saxophone</p><p>Andy  McCloud bass</p><p>Brian Grice drums</p><p><center><span class="youtube"> <object width="580" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3Q7lrpD-0Iw?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /> <embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/3Q7lrpD-0Iw?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="580" height="350"></embed><param name="wmode" value="opaque" /> </object> </span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3Q7lrpD-0Iw&fmt=18">www.youtube.com/watch?v=3Q7lrpD-0Iw</a></p></center></p><p><center><span class="youtube"> <object width="580" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0XOwA0fc-dQ?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /> <embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/0XOwA0fc-dQ?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="580" height="350"></embed><param name="wmode" value="opaque" /> </object> </span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0XOwA0fc-dQ&fmt=18">www.youtube.com/watch?v=0XOwA0fc-dQ</a></p></center></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2009/12/savion-glover-jammin%e2%80%99-with-the-masters.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Jen Shyu &#8211; Raging Waters, Red Sands</title><link>http://www.byteliberi.com/2009/12/jen-shyu-raging-waters-red-sands.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2009/12/jen-shyu-raging-waters-red-sands.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 12 Dec 2009 08:34:05 +0000</pubDate> <dc:creator>SAKURA</dc:creator> <category><![CDATA[Musica]]></category> <category><![CDATA[danza]]></category> <category><![CDATA[jazz]]></category> <category><![CDATA[live]]></category> <category><![CDATA[voce]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=2239</guid> <description><![CDATA[ In giro per New York, ad un tratto la pioggia si tramuta in neve, gridi di gioia tra la gente in cerca di nessun riparo. Aspetto che arrivi l´ora per giungere ai luoghi in cui ascolterò nuova musica. Esploro il quartiere degli artisti, le strade, insoliti negozi di vera musica accatastata in grandi scatoloni. Arrivata l´ora, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2241" title="Jen Shyu" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2009/12/ec2.jpg" alt="Jen Shyu" width="580" height="385" /></p><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">In giro per New York, ad un tratto la pioggia si tramuta in neve, gridi di gioia tra la gente in cerca di nessun riparo. Aspetto che arrivi l´ora per giungere ai luoghi in cui ascolterò nuova musica. Esploro il quartiere degli artisti, le strade, insoliti negozi di vera musica accatastata in grandi scatoloni.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Arrivata l´ora, dato il freddo, cerco nervosamente il numero civico. Entro&#8230;.ambiente lounge, menù sopraffino&#8230;.ho sbagliato posto! La porticina accanto.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Lunghe scale davanti a me, all´ultimo scalino mi accorgo di essere in un luogo familiare come ne ho visti tanti. Una stanza un po&#8217; allungata che termina con un palco.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il luogo di chiama Jazz Gallery.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La performance inizia al buio, sibili di voce, parole confuse in cui si scorge la ripetizione di &#8220;silence&#8221;. Percussioni necessarie suonate a gambe incrociate, viola, vibrafono , clarinetto e voce di Jen Shyu.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il dio acqua, in un momento d´ira, fa un buco nel cielo.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il cielo si apre. La pioggia cade come un fiume, sommergendo la terra, mettendo un uomo davanti la scelta di salvare il suo villaggio dall´alluvione o rimanere con sua moglie e il figlio ancora non nato.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il titolo è Raging water, Red sands (Acqua furiosa, sabbie rosse) un mito moderno basato su un antico racconto dal nome &#8220;Shuo-chang&#8221; (parla-canta) nozioni di amore, esistenza e dovere universale vs. personale.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Le note prendono forma intrecciandosi con il canto e le parole in diverse lingue (portoghese, mandarino, taiwanese, inglese e tetum), accompagnate da una lentissima danza in cui il movimento prende spazio in ogni singola parte del corpo.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Tempo sospeso, ma legato ai ritmi della terra. Tempo allungato e ristretto in attimi impercettibili. Tempo graffiante e, a seguire, dolce per contrasto. Musica e danza parti dello stesso flusso.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Jen è trasportata dal suono delle parole che hanno echi di note e diventa il tramite tra i gesti del danzatore e le note dei musicisti.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Si racconta di un uomo che per difendere l´onore del padre vuole continuarne l´impresa cercando di salvare il proprio villaggio inondato dall´acqua furiosa. Si parla di un uomo il cui istinto lo conduce alla porta della sua casa, ma l´onore costringe le mani e le parole al silenzio. Si narra di un uomo la cui moglie scorge dietro la porta e a cui parla chiamandolo eroe, dicendogli che suo figlio aveva imparato a camminare e il cui figlio era adesso davanti a lui con gli occhi pieni di lacrime&#8230;come quelli di Jen Shyu che con eleganza asciuga lentamente con un fazzoletto di seta rosso.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">La storia continua e prende vita sul palco. Jen Shyu si accompagna cantando sui suoni dell´er hu e Satoshi Haga sullo sfondo controlla i gesti e rallenta le sensazioni descrivendole in ogni loro attimo di vita. L´insieme assume una forma inafferrabile e all´apparenza indescrivibile ma il senso che guida la performance ha una sua direzione. Rabbia, disperazione sono descritte lentamente, il cambiamento ha il suo respiro ma è interrotto da frenetiche mancanze di sostegno.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Le acque ribelli sono state finalmente domate, ed alla calma frenetica sopraggiunge la risoluzione definitiva per un eterno riposo.</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Il crepuscolo, l´ora rossa&#8230;.l´uomo diventa sole, la moglie acqua e il figlio si solleva e diventa firmamento&#8230;.le luci si affievoliscono e pian piano tutto finisce sospeso&#8230;</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Jen Shyu - voice, dance, er hu</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Satoshi Haga - choreography, dance</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Ivan Barenboim - clarinet</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Chris Dingman - vibraphone</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Mat Maneri - viola</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Satoshi Takeishi - percussion</div><div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Poetry by Patricia Magalhaes</div><p>In giro per <strong>New York</strong>, ad un tratto la pioggia si tramuta in neve, gridi di gioia tra la gente in cerca di nessun riparo. Aspetto che arrivi l´ora per giungere ai <strong>luoghi in cui ascolterò nuova musica</strong>. Esploro il quartiere degli artisti, le strade, insoliti negozi di vera musica accatastata in grandi scatoloni.</p><p>Arrivata l´ora, dato il freddo, cerco nervosamente il numero civico. Entro&#8230; ambiente lounge, menù sopraffino&#8230; ho sbagliato posto! La porticina accanto.</p><p>Lunghe scale davanti a me, all´ultimo scalino mi accorgo di essere in un <strong>luogo familiare</strong> come ne ho visti tanti. Una stanza un po&#8217; allungata che termina con un palco.</p><p>Il luogo di chiama<strong> Jazz Gallery</strong>.</p><p>La performance inizia al buio, sibili di voce, parole confuse in cui si scorge la ripetizione di &#8220;silence&#8221;. Percussioni necessarie suonate a gambe incrociate, viola, vibrafono, clarinetto e voce di Jen Shyu.</p><p>Il dio acqua, in un momento d´ira, fa un buco nel cielo.</p><p>Il cielo si apre. La pioggia cade come un fiume, sommergendo la terra, mettendo un uomo davanti la scelta di salvare il suo villaggio dall´alluvione o rimanere con sua moglie e il figlio ancora non nato.</p><p>Il titolo è <strong>Raging water</strong>, <strong>Red sands</strong> (Acqua furiosa, sabbie rosse) un mito moderno basato su un antico racconto dal nome <em>&#8220;Shuo-chang&#8221;</em> (parla-canta) nozioni di amore, esistenza e dovere universale vs. personale.</p><p><strong><img class="alignright size-full wp-image-2242" title="Jen shyu" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2009/12/Jen-shyu.png" alt="Jen shyu" width="350" height="350" />Le note prendono forma intrecciandosi con il canto e le parole in diverse lingue</strong> (portoghese, mandarino, taiwanese, inglese e tetum), accompagnate da una lentissima danza in cui il movimento prende spazio in ogni singola parte del corpo.</p><p>Tempo sospeso, ma legato ai ritmi della terra. Tempo allungato e ristretto in attimi impercettibili. Tempo graffiante e, a seguire, dolce per contrasto. Musica e danza parti dello stesso flusso.</p><p>Jen è trasportata dal suono delle parole che hanno echi di note e diventa il tramite tra i gesti del danzatore e le note dei musicisti.</p><p>Si racconta di<strong> un uomo</strong> che per difendere l´<strong>onore </strong>del padre vuole continuarne l´impresa cercando di salvare il proprio villaggio inondato dall´acqua furiosa. Si parla di un uomo il cui istinto lo conduce alla porta della sua casa, ma l´onore costringe le mani e le parole al silenzio. Si narra di un uomo la cui moglie scorge dietro la porta e a cui parla chiamandolo <strong>eroe</strong>, dicendogli che suo figlio aveva imparato a camminare e il cui figlio era adesso davanti a lui con gli occhi pieni di lacrime&#8230; come quelli di Jen Shyu che con eleganza asciuga lentamente con un fazzoletto di seta rosso.</p><p>La storia continua e prende vita sul palco. <strong>Jen Shyu</strong> si accompagna cantando sui suoni dell´<strong>er hu e Satoshi Haga</strong> sullo sfondo controlla i gesti e rallenta le sensazioni descrivendole in ogni loro attimo di vita. L´insieme assume una <strong>forma inafferrabile</strong> e all´apparenza indescrivibile ma il senso che guida la performance ha una sua direzione. <strong>Rabbia</strong>, <strong>disperazione </strong>sono descritte lentamente, il cambiamento ha il suo respiro ma è interrotto da frenetiche mancanze di sostegno.</p><p>Le acque ribelli sono state finalmente domate, ed alla calma frenetica sopraggiunge la risoluzione definitiva per un eterno riposo.</p><p>Il crepuscolo, l´ora rossa&#8230; l´uomo diventa sole, la moglie acqua e il figlio si solleva e diventa firmamento&#8230; le luci si affievoliscono e pian piano tutto finisce sospeso&#8230;</p><p>Jen Shyu - voice, dance, er hu</p><p style="text-align: left;">Satoshi Haga - choreography, dance</p><p style="text-align: left;">Ivan Barenboim - clarinet</p><p style="text-align: left;">Chris Dingman - vibraphone</p><p style="text-align: left;">Mat Maneri - viola</p><p style="text-align: left;">Satoshi Takeishi - percussion</p><p style="text-align: left;">Poetry by Patricia Magalhaes</p><p style="text-align: left;"><center><span class="youtube"> <object width="580" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/eHbnVmcw2iY?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /> <embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/eHbnVmcw2iY?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="580" height="350"></embed><param name="wmode" value="opaque" /> </object> </span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=eHbnVmcw2iY&fmt=18">www.youtube.com/watch?v=eHbnVmcw2iY</a></p></center></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2009/12/jen-shyu-raging-waters-red-sands.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Nascita ed evoluzione della Tap Dance</title><link>http://www.byteliberi.com/2009/12/nascita-ed-evoluzione-della-tap-dance.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2009/12/nascita-ed-evoluzione-della-tap-dance.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 02 Dec 2009 15:09:23 +0000</pubDate> <dc:creator>SAKURA</dc:creator> <category><![CDATA[Musica]]></category> <category><![CDATA[danza]]></category> <category><![CDATA[jazz]]></category> <category><![CDATA[tap dance]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=2141</guid> <description><![CDATA[ Ci fu un periodo durato più di cento anni in cui gli schiavi neri dell’Africa Occidentale e gli irlandesi si ritrovarono a vivere e lavorare uno accanto all’altro. Si parla della seconda metà del XVII secolo in cui sotto il commando di Oliver Cromwell molti soldati irlandesi si ritrovarono esiliati e venduti per lavorare nei [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2143" title="Bill Bojangles Robinson" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2009/12/Bill-Bojangles-Robinson.jpg" alt="Bill Bojangles Robinson" width="580" height="330" /></p><p>Ci fu un periodo durato più di cento anni in cui gli <strong>schiavi neri dell’Africa Occidentale</strong> e gli <strong>irlandesi </strong>si ritrovarono a vivere e lavorare uno accanto all’altro. Si parla della seconda metà del XVII secolo in cui sotto il commando di Oliver Cromwell molti soldati irlandesi si ritrovarono esiliati e venduti per lavorare nei Caraibi per il commercio inglese del tabacco. Dopo qualche anno molti africani della costa atlantica furono trasportati anch’essi nei Caraibi (trasportati dalle coffin ships) per lavorare sotto il dominio inglese.</p><p>Da qui nacque uno <strong>scambio di materiale artistico</strong> che portò alla fusione dei loro rispettivi stili di step-dance e quindi, alla nascita ed evoluzione della danza ora nota come tap dance.</p><p>Ma l’opportunità per bianchi e neri di osservarsi risale al 1500 quando gli schiavi africani, durante il Middle passage, per il divieto di usare strumenti ritmici per paura della nascita di codici dovuti al drumming, usarono i piedi e non solo i piedi come accompagnamento di strumenti quali cornamuse, arpe e violini. Le navi arrivarono nel Nord America e Caraibi, e gli africani entrarono in contatto con le danze europee assimilando figure e movimenti pur mantenendo i loro ritmi africani.</p><p>Quando gli africani si stabilirono in America, le <strong>danze rituali religiose</strong> di grande importanza nella loro vita e cultura furono riadattate e si trasformarono in base al nuovo contesto sociale.</p><p>La <em><strong>juba </strong></em>afro-americana deriva dalla <em><strong>djouba</strong></em><em> </em>africana, nella quale si danza in cerchio muovendosi in senso antiorario producendo ritmi con i piedi, le mani e percuotendo il corpo come se fosse un grande tamburo.</p><p>Il <strong>forte senso del ritmo</strong> e il racconto di storie sono elementi fondamentali per entrambe le culture ed è proprio in queste caratteristiche che si è formato un forte <strong>legame </strong>e <strong>scambio</strong>.</p><p>La misura in 6/8 della <em><strong>jig </strong></em>irlandese, suonata da violino o piffero, si contrapponeva al drumming poliritmico dell’africa occidentale. La fusione di questi produsse ritmi sincopati nelle melodie irlandesi.</p><p>Nella danza, la fusione prese il nome di <em><strong>jigging </strong></em>noto come stile <em><strong>black </strong></em>di danza nel quale la parte superiore del corpo è curva e rilassata, proprio della danza africana, e nei piedi viene prodotto un ritmo che utilizza velocità e tecnica irlandese, ma per la creazione di pattern musicali tipici della ritmica africana.</p><p>La <strong>tap dance</strong> scrive la sua storia non solo nei locali, ma anche per strada, qualsiasi luogo era pretesto delle cosiddette sfide (<em><strong>challenge</strong></em>) dove i ballerini si guardavano, si ascoltavano, rubavano e reinventavano i passi. La tradizione è stata trasmessa “oralmente” tramite il corpo ed i gesti. Le sfide erano particolarmente entusiasmanti anche perché non erano solo i ballerini a prenderne parte, ma anche il pubblico partecipava e rispondeva ai gesti e alle costruzione ritmiche dei danzatori.</p><p>La sfida era una <strong>battaglia vera e propria</strong> senza esclusione di colpi…&#8221;tappisticamente” parlando.</p><p><img class="alignleft size-medium wp-image-2155" title="cotton-club" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2009/12/cotton-club-300x294.jpg" alt="cotton-club" width="300" height="294" />Sono tante le storie e luoghi in cui ha preso vita la tap dance, non interessa il contesto, tutte le sfide necessitano dell’abilità di guardare, ascoltare, copiare e modificare creativamente. Come dissero all’<strong>Hoofer’s Club ad Harlem</strong> nel 1930, dove la i ballerini si ritrovavano per allenarsi, provare i loro passi e</p><p>sfidarsi: “Thou Shalt Not Copy Anyone’s Steps-Exactly”.</p><p>Al giungere del XX secolo, quando il ritmo sincopato e raddoppiato del ragtime fu introdotto sui palchi musicali, la tap dance subì la sua più significativa trasformazione.</p><p>Il <strong>ragtime </strong>nato dalla miscela della complessità melodica e armonica europea e i ritmi sincopati di derivazione africana divenne la prima forma di quello che poi venne chiamato jazz.</p><p>Nello stesso modo la <strong>tap dance</strong>, che assorbì i ritmi del <strong>ragtime </strong>e del <strong>jazz</strong>, divenne la <strong>jazz tap dance.</strong></p><p>Nella <strong>Jazz Age</strong> degli anni ‘20, sia ballerini bianchi che neri scoprirono il potere ritmico del jazz. In questo periodo in cui la musica jazz divenne un intrattenimento popolare notturno, la jazz tap dance, che si distinse per le poliritmie e polimetrie, divenne la forma ritmicamente più complessa di jazz dancing la quale non solo prendeva i ritmi propri del jazz, ma li raddoppiava.</p><p>Negli anni ’30 e ’40 il linguaggio del jazz divenne il linguaggio della tap dance. L’enfatizzazione della dina</p><p>mica ritmica, lo stesso peso dato ai quattro beat di ogni battuta (da qui il termine <em><strong>four-beat jazz</strong></em>), l’improvvisazione</p><p>e tutto ciò che faceva parte del ritmo e del suono dei musicisti divennero elementi per danzare.</p><p>I tap dancers non solo trovavano spazio in nightclubs come il Cotton Club, ma avevano la possibilità di esibirsi assieme ad orchestre jazz come quella di Duke Ellington e Count Basie il cui swing in 4/4 era ideale per gli <em><strong>hoofers</strong></em>.</p><p><center><span class="youtube"> <object width="580" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_8yGGtVKrD8?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /> <embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/_8yGGtVKrD8?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="580" height="350"></embed><param name="wmode" value="opaque" /> </object> </span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=_8yGGtVKrD8&fmt=18">www.youtube.com/watch?v=_8yGGtVKrD8</a></p></center></p><p>A causa della segregazione, i ballerini neri non avevano accesso all’industria cinematografica bianca, per questo si svilupparono due strade diverse generate da un percorso comune. Il genere <em>black </em>prese forma nei movimenti di artisti come John Bubbles, che continuavano la tradizione dando importanza al ritmo, mentre artisti bianchi, come Gene Kelly, sviluppavano uno stile in cui ritmo fu messo in secondo piano rispetto all’integrazione dello stile ballettistico nella struttura narrativa del musical.</p><p><center><span class="youtube"> <object width="580" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bQxrTD7Hx-U?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /> <embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/bQxrTD7Hx-U?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="580" height="350"></embed><param name="wmode" value="opaque" /> </object> </span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=bQxrTD7Hx-U&fmt=18">www.youtube.com/watch?v=bQxrTD7Hx-U</a></p></center></p><p>Negli anni ’80 e ’90 la tap dance assorbì i ritmi hip hop, il che attrasse danzatori multi-etnici che continuarono a sfidarsi e ad evolvere la forma della danza, facendo della tap dance l’espressione di danza <em><strong>cutting-edge</strong></em> nell’America di oggi.</p><p><center><span class="youtube"> <object width="580" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/nzG_AvRZmh0?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /> <embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/nzG_AvRZmh0?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="580" height="350"></embed><param name="wmode" value="opaque" /> </object> </span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=nzG_AvRZmh0&fmt=18">www.youtube.com/watch?v=nzG_AvRZmh0</a></p></center></p><p style="text-align: right; "><strong>Bibliografia</strong>: <em>Tap Dance in America: A Very Short History by Constance Valis Hill  (2002)</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2009/12/nascita-ed-evoluzione-della-tap-dance.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Tori Amos &#8211; 1 Ottobre 2009, Teatro Smeraldo Milano</title><link>http://www.byteliberi.com/2009/10/tori-amos-1-ottobre-2009-teatro-smeraldo-milano.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2009/10/tori-amos-1-ottobre-2009-teatro-smeraldo-milano.html#comments</comments> <pubDate>Tue, 06 Oct 2009 06:35:57 +0000</pubDate> <dc:creator>SAKURA</dc:creator> <category><![CDATA[Musica]]></category> <category><![CDATA[live]]></category> <category><![CDATA[piano-voce]]></category> <category><![CDATA[pianoforte]]></category> <category><![CDATA[Tori Amos]]></category> <category><![CDATA[voce]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=1676</guid> <description><![CDATA[	Tori Amos 1 Ottobre 2009, Teatro Smeraldo MilanoSembra di essere ad un concerto hard-rock. La hard-rock star ammalia il suo pubblico con parole dai toni forti e movenze estatiche ed elegantemente perverse. Qualcosa non quadra…non c’è la chitarra elettrica! Siamo verso la fine del concerto il cui apice è raggiunto con Strong Black Vine da Abnormally [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tori Amos</strong><br /> <strong> 1 Ottobre 2009, Teatro Smeraldo Milano<img class="alignright size-full wp-image-1678" title="Tori Amos" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2009/10/Tori1.jpg" alt="Tori Amos" width="263" height="350" /><br /> </strong></p><p>Sembra di essere ad un concerto hard-rock. La hard-rock star ammalia il suo pubblico con parole dai toni forti e movenze estatiche ed elegantemente perverse. Qualcosa non quadra…non c’è la chitarra elettrica!</p><p>Siamo verso la fine del concerto il cui apice è raggiunto con Strong Black Vine da Abnormally Attracted To Sin (2009). Tori Amos divinizzata dal suo sempre fedele pubblico anche questa volta è tornata in Italia. Due sole date! Poche ma decisamente buone.</p><p>Presenta il suo nuovo lavoro, ma la scaletta riporta alla luce vecchi brani anche non tra i più noti. L’atmosfera è evocata dalla batteria e delineata dal basso sui quali si spiegano intrecci piano-voce che riprendono liberamente le versioni originali registrate.</p><p>Ad ogni nuovo tour si sa a cosa si assisterà, ma lo si riscopre con una profondità diversa. Quattro anni fa Tori Amos si presenta in piano solo. Era eterea, rassicurante. Due anni fa in trio. Si traveste rispetto ai ruoli che interpreta per ogni canzone su sonorità decisamente rock, ma in ambienti dai ritmi lussureggianti ed onirici. Nel 2009 osa. Non dimentica la dolcezza con la quale narra le sue favole, non rinnega la sensualità, ma esce dal suo essere donna. Esprime la sua rabbia e ribellione con aggressività non appartenente ad un genere definito dalla società, ma proprio di noi tutti, l’istinto primitivo.</p><p>Non esiste pudore, né esagerazione, ma ogni gesto e suono è essenza della sua dinamica. Ogni pezzo ha la sua storia e linguaggio, il suo pubblico lo riconosce, lo vive e la osanna con costanti richiami di godimento e affamata condivisione.<br /> Dal mio canto non ne avremo mai abbastanza, perché è importante quello che si fa, ma il segreto sta nel come lo si fa.</p><p><center><span class="youtube"> <object width="580" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2lwKpwo8xBo?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /> <embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/2lwKpwo8xBo?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1&amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="580" height="350"></embed><param name="wmode" value="opaque" /> </object> </span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=2lwKpwo8xBo&fmt=18">www.youtube.com/watch?v=2lwKpwo8xBo</a></p></center></p><blockquote><p>“Cari lettori mi introduco, sono solo un’appassionata di musica che si nutre di note e silenzi ad un ritmo costante ma con accenti poco prevedibili e velocità oscillante. Ascolto quello che mi incuriosisce senza schemi e bisogno di nozioni. Fidandomi dei sensi ho scovato luoghi di insolita bellezza.Utilizzerò questo spazio per condividere con chi mi leggerà quello su cui inciamperò nel mio cammino musicale. Non è critica, nè giudizio, ma condivisione.” (SAKURA)</p></blockquote> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2009/10/tori-amos-1-ottobre-2009-teatro-smeraldo-milano.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Jeanne Cherhal</title><link>http://www.byteliberi.com/2009/09/jeanne-cherhal.html</link> <comments>http://www.byteliberi.com/2009/09/jeanne-cherhal.html#comments</comments> <pubDate>Sat, 12 Sep 2009 06:40:29 +0000</pubDate> <dc:creator>SAKURA</dc:creator> <category><![CDATA[Musica]]></category> <category><![CDATA[album]]></category> <category><![CDATA[Francia]]></category> <category><![CDATA[Jeanne Cherhal]]></category> <category><![CDATA[piano-voce]]></category> <category><![CDATA[pianoforte]]></category> <category><![CDATA[voce]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.byteliberi.com/?p=1416</guid> <description><![CDATA[	&#8220;Cari lettori mi introduco, sono solo un&#8217;appassionata di musica che si nutre di note e silenzi ad un ritmo costante ma con accenti poco prevedibili e velocità oscillante. Ascolto quello che mi incuriosisce senza schemi e bisogno di nozioni. Fidandomi dei sensi ho scovato luoghi di insolita bellezza.Utilizzerò questo spazio per condividere con chi mi [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>&#8220;Cari lettori mi introduco, sono solo un&#8217;appassionata di musica che si nutre di note e silenzi ad un ritmo costante ma con accenti poco prevedibili e velocità oscillante. Ascolto quello che mi incuriosisce senza schemi e bisogno di nozioni. Fidandomi dei sensi ho scovato luoghi di insolita bellezza.Utilizzerò questo spazio per condividere con chi mi leggerà quello su cui inciamperò nel mio cammino musicale. Non è critica, nè giudizio, ma condivisione.&#8221; </em>(SAKURA)</p></blockquote><p><strong>Artista:</strong> Jeanne Cherhal<img class="alignright size-full wp-image-1425" src="http://www.byteliberi.com/wp-content/uploads/2009/09/37192_1.jpg" alt="37192_1" width="270" height="270" /></p><p><strong>Album:</strong> Jeanne Cherhal</p><p>Luogo, Paris. Tempo, fine Agosto. In una città piena di lustrini e paillettes cercavo la semplicità, la vera vita. In pochi giorni di turismo è difficile non resistere a tentazioni superficiali e andare avanti nella ricerca sapendo di aver poco tempo e non avere la certezza di trovare momenti vissuti, reali e fatti non solo di sorrisi.</p><p>Dove cercare…? Nella musica, l’anima di un popolo in piccole confezioni.</p><p>La copertina ha attirato la mia attenzione. Jeanne Cherhal, di schiena, un piccolo pianoforte in mano, copertina semplice, all’apparenza per niente commerciale. Ascolto! Dalle prime note accompagnate dalla voce…ero già convinta. Era quello che cercavo e che non sapevo di cercare. Si sente la Francia, si sentono gli anni contemporanei, si sente la personalità dalla naturalezza della sua voce e dalla scelta di un semplice auto-accompagnamento musicale.</p><p>Chi è? Una ragazza nata a Nantes nel 1978. Cresciuta nella campagna francese, due sorelle, padre idraulico e madre insegnante. Voleva fare la ballerina ed entrare nell’accademia del Paris Opera ballet, ma all’audizione non passò. Iniziò a suonare il piano a 12 anni e a 14 già si esibiva con diversi gruppi rock. Nel 2002  ha sfondato nella musica e ora è anche attrice.</p><p>L’album omonimo è uscito nel 2002, è un live all’Olympic di Nantes, 20 Dicembre 2001. La musica rimanda alla chanson française. I testi parlano di vita quotidiana, raccontati con verve teatrale e intenso carisma. I suoni trascinano in onde di sentimenti che vanno dalla tenerezza alla rabbia con punte di pazzia, colorati da una divertente e pungente ironia. La pianista-&#8217;chanteuse&#8217; alterna caricature di concetti comuni a paesaggi nascosti e soffusi. Il pianoforte ha i suoi spazi da solista e nei brevi intervalli tra le frasi delle storie narrate, ma ha anche l’importante ruolo di accompagnatore di una voce duttile che scivola con sicurezza dai toni più acuti ai più graffianti e agile anche nelle note più coraggiose (insoliti accenni di teatralità estrema). Chiusura del concerto decisa e d’effetto con il brano voce e fisarmonica <em>Les bistrots les bastringues</em>. Un’artista da ascoltare e seguire nelle sue evoluzioni immortalate negli album successivi.</p><p><center><span class="youtube"> <object width="300" height="250"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gg8soD1KcDA?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /> <embed wmode="opaque" src="http://www.youtube.com/v/gg8soD1KcDA?color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;loop=&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="300" height="250"></embed><param name="wmode" value="opaque" /> </object> </span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gg8soD1KcDA">www.youtube.com/watch?v=gg8soD1KcDA</a></p></center></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://www.byteliberi.com/2009/09/jeanne-cherhal.html/feed</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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