E tu come la pensi sul problema immigrazione?
2 aprile, 2011 by while

E’ da moltissimo tempo che ragiono sul problema immigrazione e trovo molto complesso prendere una posizione ben definita. Per questo, visto anche gli ultimi eventi, ho deciso di scrivere un post che non sia un’espressione a senso unico del mio pensiero, ma più una “richiesta di aiuto” e di punti vista in modo che ne possa nascere qualche spunto riflessivo degno di nota.
Per farla breve, quello che mi tormenta è non riuscire a dire né che una politica di chiusura delle frontiere sia cosa buona, perché rispetto la vita umana e sono dell’idea che tutti siamo uguali in questo mondo, ma soprattutto che la fortuna non può essere un fatto di geografia. Però allo stesso tempo mi rendo conto che questi flussi migratori esagerati portano senza ombra di dubbio seri problemi al paese che li subisce, senza un effettivo vantaggio per il migrante che molto probabilmente continuerà a fare una vita d’inferno.
Quale potrebbe essere una soluzione? O almeno quale potrebbe essere una posizione coerente in merito a questo problema?
Io di soluzioni attuabili non ne ho. Certo l’unica idea che mi viene in mente è utopica. Bisognerebbe risolvere il divario di ricchezza che c’è nel mondo. Combattere la povertà a livello globale. Ma questo richiede molto altruismo e come ben sappiamo non è il forte di noi occidentali.
Io sono sicuro che una politica di totale apertura delle frontiere ci devasterebbe, però sono anche sicuro che l’emergenze umanitarie non possono essere ignorate, soprattutto se create da bombe che noi sganciamo e per colpa di dittatori che noi spalleggiamo finché ci fa comodo. Ecco, già l’estinzione della guerra sarebbe un passo in avanti.
Quando penso a queste problematiche, arrivo sempre alla conclusione pessimistica che l’uomo è fatto così e questo mondo, da lui costruito, debba far schifo di conseguenza. Forse dovremmo solo accettare l’ingiustizia e la sofferenza perché intrinseche del nostro modo di essere.
Ma proviamo a sognare un po’ e torniamo un attimo sulla soluzione utopica. Bisognerebbe che gli occidentali e i paesi più fortunati si impegnassero a colmare il gap di richezza mondiale. Non dovrebbero più esistere così tanti uomini in fuga dal loro paese per guerre o per carenza di risorse. Non dovrebbero esistere bambini che muiono di fame. Queste cose sembrano così irreali ed impossibili, che il solo fatto di parlarne lascia un certo amaro in bocca. Ma alla fine il mondo è gestito dall’uomo e di risorse ce ne sono abbastanza per tutti. Ne potremmo fare ciò che vogliamo. Se solo l’umanità volesse tutto questo sarebbe possibile
E tu? Come la pensi sul problema immigrazione?
Forse potrebbero interessarti anche:
- Quel business per le mafie chiamato immigrazione
- E’ la società italiana ad essere marcia e l’informazione è il primo problema del paese
- Berlusconi non ha mai risolto il Problema Spazzatura di Napoli. Ecco dove ha Nascosto tutto!
Approfondisci cercando sul Web:
Aiutaci a fare Informazione. Condivi questa notizia:


Difficile avere una soluzione radicale ed esaustiva.Una possibilità potrebbe essere quella di creare una possibilità di lavoro ( o comunque di sostentamento )in questi stati dai quali si fugge. Avere una crescita demografica responsabile alle condizioni di vita che al momento ci sono
sradicare una persona è molto doloroso e poi migrare in un paese dove la cultura è molto diversa e dove non si può trovare un impiego decente, meglio restare ognuno a casa propria. Credo che vengono solo quelli che scapati di galera , sperano di farcela altrove, ma è un grosso sbaglio e un pericolo per quelli che li raccoglie.
sarebbe gia’ utile smettere di creare falsi miti e propagandarli via mass-media. come il mito dell’ europa paradiso e del “benessere” per tutti, che non esiste. il problema secondo me non e’ la poverta’ nei paesi di provenienza dei migranti, ma la troppa ricchezza (superflua, inutile e dannosa) in quelli dove sono diretti. chiariamo un equivoco: la maggior parte della gente che arriva qui non e’ quella che muore di fame,bensi’ quella che non si accontenta dei lavori umili e malpagati disponibili nel proprio paese e si illude di trovare di meglio in europa.(poi, quando si rendono conto dell’ abbaglio che hanno preso, sono frustrati e incazzati e diventano un problema anche per noi;) allora l’ unica soluzione e’ “downgradare” di un pò il nostro insostenibile stile di vita…ma vallo a spiegare a gente che non rinuncerebbe mai ad andare in macchina nel centro storico, per fare 500 metri fino al supermarcato, a comprare 10m paia di scarpe all’ anno….
Non vedo altra soluzione pacifica se non quella di investire nei paesi meno sviluppati, creando posti di lavoro e migliorando la vita di quei popoli. Investire però è diverso da sfruttare.
Si dovrebbe agire tutti, non solo i paesi principalmente penalizzati dall’immigrazione. Uno status di equità non si raggiungerà mai, ma potrebbero migliorare un minimo le cose.
Peccato che in Italia non sappiamo risolvere i nostri di problemi, figuriamoci quelli degli altri.
Cosa possiamo offrire a questa gente?cosa può offrire un’Italia sfaldata che non ha più nulla da offrire nemmeno agli Italiani?Dovrebbero,o,a questo punto mi vien da dire -dovremmo- cercare di risolvere la nostra situazione prima di accogliere migliaia di disperati in fuga a cui nulla abbiamo da offrire e che è palese dirlo non fanno altro che peggiorare le cose,portando rabbia,delinquenza,e timore.Io sono dell’idea che prima bisogna aiutare gli Italiani,le nostre famiglie senza lavoro,i pensionati che non arrivano alla fine del mese (dopo una vita di sacrifici),i giovani sfruttati e SOTTOPAGATI !!!PRIMA IL NOSTRO POPOLO(e tutta una lunga lunghissima serie di problemi da cui il nostro paese è oppresso). Risolvendo i nostri problemi potremmo avere anche la fortuna e il vanto di poter dare un’opportunità ai giovani immigrati volenterosi e umili che volessero ricostruirsi una vita..peccato che non ci sono controlli non sappiamo chi entra in casa nostra,è un delirio, un’incoscenza, e la maggior parte di queste persone è qui solo perchè non vuole muorire ammazzato nelle rivolte(presumo)..ma la mia domanda è: -dove sono donne e bambini? che uomini sono quegli uomini che scappano da codardi lasciando mogli e figli ? Credo che prima di dare contributi a persone che forse non vogliono nemmeno essere aiutate (vedi le sassaiole contro la protezione civile) ma da quel che dimostrano hanno solo pretese e molta arroganza e noi nei loro confronti non abbiamo nessuna sicurezza nessuna garanzia NON Cè CONTROLLO e questa è la cosa più grave e preoccupante.Proviamo a immaginare il disagio per le persone che abitano e vivono nei paesi in cui sono stati accolti questi clandestini chi ha più diritto alla libertà e alla sicurezza noi o loro ?? Non ci sono le possibilità per accoglierli e aiutarli questa è la verità! E se comunque ci fossero dovrebbe essere una cosa organizzata e monitorata al cento per cento che non metta a rischio la sicurezza della nazione e che garantisca la dignità alle persone ospitate e che soprattuto gli sappia dare un’ IDENTITà!Non cè soluzione perchè il governo non MAI è all’altezza della situazione.
Avete sentito le notizie di oggi? Centro di accoglienza di Lampedusa “distrutto” nave che li portava in sicilia con cabine “distrutte”… vogliamo davvero queste brave persone? Cerchiamo di trovargli una sistemazione… e poi? Che fanno? fuggono, come pensate che si procureranno da vivere? Ma dei Lampedusiani e degli Italiani si preoccupa qualcuno? Che pena mi fa questa nazione! “prostituta” con cui fare i propri comodi. Basta! Chiudiamo i cancelli!
Aiuti si ma a casa loro!
Ugo
Grazie a tutti per queste prime risposte. Il punto di vista di dover investire nei paesi da cui arrivano questi flussi smisurati è molto interessante e molto vicino alla mia idea. Anche se resta un’idea difficile da trasformare in azione concreta, soprattutto quando al potere noi occidentali mettiamo chi risolve tutto lanciando bombe.
Ho sempre visto l’immigrazione come una sommatoria di problemi talmente complicati (umani, economici, sociali) che occorrerebbe scrivere un’enciclopedia, piuttoste che un post, sull’argomento. Volendo essere necessariamente schematici, ho maturato alcune convinzioni personali, frutto dell’ esperienza (vivo negli Stati Uniti, quindi sono un’immigrato anch’io) e degli studi economici effettuati.
1) Reputo l’immigrazione per necessita’ un fattore generalmente negativo; fuggire da un Paese afflitto da fame, guerra, ecc. e’ sicuramente un sollievo per il singolo, ma non risolve il problema “a monte”; a parte il piccolo beneficio delle rimesse (soldi inviati dagli emigrati nel caso che questi riescano a trovare un’occupazione), se non vengono risolti iproblemi del Paese (o Paesi) di provenienza, ci saranno sempre piu’ disperati pronti ad emigrare (Lampedusa docet).
2)L’arrivo di immigrati bisognosi di assistenza sociale toglie inevitabilmente alle gia’ scarse risorse ai bisognosi locali (mi riferisco in particolar modo all’Italia).
3) l’arrivo di lavoratori immigrati da Paesi con monete deboli abbassa inevitabilmente le retribuzioni dei lavoratori locali; un salario basso o bassissimo in euro consente, grazie al gioco dei cambi, l’acquisto di un paniere di beni reali nel Paese di origine del lavoratore immigrato addirittura superiore al paniere acquistabile del lavoratore locale. Quindi queste persone, provenienti in genere da Paesi dove non vi sono diritti sindacali o regolamentazione relativa a condizioni di lavoro accettabili, saranno propensi ad accettare retribuzioni e condizioni di lavoro che i lavoratori locali non accetterebbero mai.
In conclusione, i problemi vanno risolti a livello di Paesi di origine e, secondariamente a livello di regime dei cambi tra monete nel mondo; se il blocco totale dell’immigrazione e’ un’utopia, altrettanto lo e’ un’immigrazione libera e incontrollata, che rischierebbe inoltre di essere una tragedia sociale per il Paese che la subisce.
Ho frequentato una “scuola di politica”, ovvero delle riunioni aperte ad adulti e ragazzi (sono neo-maggiorenne) a Cuneo. Il tema delle 8 lezioni è stato appunto quello dell’immigrazione..ho pagine e pagine di appunti, i relatori sono stati eccellenti (Zagrebelsky, Lerner, Mieli, Remotti). Innanzitutto mi ha colpita il fatto che TUTTI abbiano sottolineato l’umanità come attributo, come aggettivo di noi uomini, che però la stiamo perdendo. Non dovrebbe prima esserci l’uomo invece che le preoccupazioni? Non prima il nutrire tutti invece che la paura di perdere il proprio dialetto? Spero di farmi capire, gli ultimi giorni di scuola sono stancantissimi. è inoltre da notarsi che gli immigrati non portano via lavoro, ma anzi, si distribuiscono su un solo piano, il cosiddetto lavoro “delle P” : pericoloso, precario, pesante, ovvero ciò che gli italiani evitano. Il dato che più mi ha stupito è invece il rapporto ITALIA-DENARO-IMMIGRATI. Il nostro paese ha speso nel 2009 (o 2010, scusate ma non ho gli appunti sottomano, in ogni caso garantisco la veridicità dei dati poichè forniti da demografi e sociologi etc.) 10 miliardi di euro per gli immigrati. MA le entrate in Italia grazie agli immigrati sono state di 11 miliardi. Che dire ancora? Prima siam uomini sulla terra, figli della natura dotati di razionalità (spesso sprecata) poi uomini all’interno di nazioni che adempiono ai doveri delle leggi.
Vorrei portare a conoscenza di tuti i lettori la sofferenza dei nostri fratelli NORDAFRICANI.
Tutti dovrebbero difendere i diritti dei tunisini ad avere una casa a Milano e sostenere le donne musulmane nell’indossare il Burka.
DICO TRE SI:
• SI al diritto dei tunisini ad una casa a Milano
• Si al Burka, perché è purezza della donna….
• Si al libero ingresso ai Fratelli Nordafricani
SI all’ISLAM in Europa Si all’ISLAM a Milano
Robrava di Twitter
Diventiamo tutti dei San Papier: vendiamo le nostre case, chiediamo elemosine, smettiamo di lavorare, mettiamo il Burka per vivere la vera vita della donna.
Viviamo la Sharia, smettiamo di guidare l’automobile,
NO agli inceneritori…..
SI al libero ingresso dei fratelli NORDAFRICANI.
SI all’ISLAM
Robrava on Twitter