Stretta sulle intercettazioni e sulla libertà di stampa: chi non sa si manovra meglio
19 maggio, 2010 by while
Solo in Italia, con un popolo abituato a qualsiasi sopruso, si può mettere al primo posto dell’agenda parlamentare una legge contro le intercettazioni e la libertà di stampa in pieno periodo scandalo. Proprio quando, citando le parole del corruttore di David Mills, si scopre che “rubano tutti o quasi tutti”. Per quanto ancora ci faremo trattare come delle pecore senza valori? L’Italia ha bisogno di una sterzata. Italiani SVEGLIA!
Il ritorno dei “gravi indizi di reato” è solo un’immaginetta. Per poter intercettare sono stati posti tanti di quegli ostacoli che latitanti, mafiosi, corruttori, criminali dai colletti bianchi, stalker e stupratori possono festeggiare. I pm potranno intercettare un indagato solo se avranno raccolto a suo carico indizi come se fosse già a processo, solo sulle sue utenze.
Anche quelle di altri soggetti ma se coinvolti strettamente nei fatti oggetto dell’indagine. Quindi vietate le intercettazioni “a strascico”, che hanno permesso alla procura di Trani di passare dall’inchiesta su una truffa con carte di credito a quella sulle pressioni di Berlusconi all’Agcom per far chiudere Annozero. Limitato anche il tempo a disposizione per intercettare: 75 giorni. Impossibile, statistiche alla mano, per indagini complesse come quelle di mafia, corruzione e terrorismo. Ardue anche le intercettazioni ambientali e le riprese da parte degli inquirenti. Cimici e telecamere si potranno piazzare soltanto nei luoghi dove “vi è fondato motivo” che si stia commettendo un crimine.
La maggioranza ha però pensato di proteggere gli 007. Ha approvato l’emendamento che prevede un iter speciale per cui sarà il presidente del Consiglio, con l’opposizione o meno del segreto di Stato, a decidere il destino di quelle registrazioni. Mentre scriviamo è in corso la seduta notturna della Commissione che deve approvare (al massimo lo farà giovedì) anche gli emendamenti che imbavagliano la stampa. Non si potrà scrivere nulla su indagini, intercettazioni e arresti fino alla fine dell’udienza preliminare. Previsto carcere e multe per giornalisti, multe stratosferiche per gli editori. I cittadini anche per anni non potranno avere alcuna notizia su politici corrotti o medici-macellai o banchieri truffatori. E, come sempre, chi non sa si manovra meglio.
di Antonella Mascali e Sara Nicoli
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