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  • CONNY BAUER / WILLIAM PARKER / HAMID DRAKE TRIO

    8 marzo, 2010 by  





    Philadelphia
    Sunday, February 28, 8pm
    CONNY BAUER / WILLIAM PARKER / HAMID DRAKE TRIO
    with Conny Bauer, trombone; William Parker, bass; and Hamid Drake, drums


    Confusione, perdizione, meditazione e soddisfazione oltre la pienezza.
    Questo è quello che provo ad ogni suo concerto. Anche qui, in un teatro dove il palco non è usato, dove la vicinanza con il pubblico crea lo spazio, la ripetizione non genera ovvietà.
    Parlo di William Parker, nato nel Bronx, considerato come uno dei più creativi bassisti/leader dopo Mingus, e tra i 50 migliori jazzisti di New York di tutti i tempi.
    Con lui Hamid Drake descritto come uno dei più grandi percussionisti nella musica improvvisata il quale incorpora strumenti ed influenze afro-cubane, indiane ed africane.
    Parker e Drake hanno invitato il riconosciuto trombonista tedesco Konrad “Conny” Bauer , musicista conoscitore della gran parte delle tecniche contemporanee in cui il suo strumento è protagonista. Ecco il trio.
    Raggiungono il non palco e… nel silenzio si preparano senza fretta. Non è uno spettacolo, semplicemente musica.

    Spiegazioni nulle sui percorsi delineati dai pezzi. Sembra che esista una linea, ma tutto cambia impercettibilmente, come se si esplorassero gli oggetti da ogni possibile punto di vista.
    Ritmo costante non solo di supporto ma profondamente legato a melodia ritmica e improvvisativa. Spesso, purtroppo, si da spazio al bello solo se riconoscibile.
    La fatica della non facilità di ascolto ripaga durante tutta la performance. Gli eleganti e consistenti soli (in questo caso sostenuti dai solisti senza accompagnamento) sono realizzazione delle possibili forme in cui si manifesta l’energia. Bauer incastra melodie ritmiche in progressione creando polimetrie rispetto al costante battito del piede. I suoni gravi e intensi del basso africano di William Parker sono incastonati in atmosfere legate alla terra. Il solo di batteria di Hamid Drake richiama ritmi dell’Africa danzanti tra le infinite e cangianti soluzioni che compongono la maschera del jazz.
    Ecco che le note trascinano i colori, quei colori propri della cultura africana sempre presenti e vividi sui tessuti che vestono la sezione ritmica del trio. L’intensità’ del suono crea solidità nell’apparente inconsistenza, la quale a tratti suggerisce l’avvento di una lenta evoluzione dello stesso respiro. Quindi mi ritrovo a sorpresa imprigionata in qualcosa che fino a qualche momento prima percepivo come distante e per me “troppo difficile”. Il tempo passa, il cambiamento è costante, ma la sensazione è sempre nuova e puntualmente inaspettata.
    Non c’è molto da dire davanti all’arte e soprattutto non c’è molto da pensare.
    Ne esco appagata. Ne esco a colori, nuovi colori che spesso non ricordo di possedere.




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    Commenti

    Una Risposta su “CONNY BAUER / WILLIAM PARKER / HAMID DRAKE TRIO”
    1. Lalo scrive:

      Grazie della recensione, bella.

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