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  • Promesse eterne, la farsa della riduzione delle tasse

    11 gennaio, 2010 by while  
    Categoria News

    Ricordate la campagna elettorale del PDL durante il governo Prodi? “Mortadella ci ammazza di tasse”, “Rialzati italia, meno tasse per tutti”, “Il governo delle tasse”. Berlusconi, anche grazie al solito potere mediatico, costruì nella mente degli italiani il famoso “Stato di polizia tributaria” che secondo le sue parole la sinistra vuole. Peccato che una volta eletto non ha mosso un dito per variare la situazione.

    I berlusconiani adesso, in teoria, stanno pagando le stesse tasse imposte dal governo Prodi, ma ovviamente ora non si lamentano perché non c’è un solo minuto di telegiornale che denuncia l’attuale pressione fiscale.

    Ho detto in teoria perché, magari le tasse sono rimaste invariate, ma per altri fattori la pressione fiscale italiana è salita ancora di più di quella sotto il governo Prodi. Avete capito bene. Il governo del “meno tasse” spreme di più i contribuenti. Ma come si dice?  TV non lo fa vedere, cuore non duole.

    Tutto questo senza contare l‘incredibile boom delle tasse locali. Nel 2010 le tasse locali cresceranno del 5,3%passando da 106,2 a 111,8 miliardi mentre quelle statali aumenteranno solo dello 0,7%. Lo studio è stato condotto da Krls Network of Business Ethics per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani.

    In tutto ciò il pluriprescritto cerca ancora di imbambolare e coltivare il suo elettorato con promesse da cabaret.Parla di ridurre le attuali cinque aliquote in vigore con solo due: una la 23% e l’altra al 33%.

    Ma vediamo un attimo le aliquote attuali:

    da 0 a 15.000 euro -- 23% -- 23% del reddito
    da 15.000,01 a 28.000 euro -- 27% -- 3.450 + 27% sulla parte eccedente i 15.000 euro
    da 28.000,01 a 55.000 euro -- 38% -- 6.960 + 38% sulla parte eccedente i 28.000 euro
    da 55.000,01 a 75.000 euro -- 41% -- 17.220 + 41% sulla parte eccedente i 55.000 euro
    oltre 75.000 euro -- 43% -- 25.420 + 43% sulla parte eccedente i 75.000 euro

    Si capisce subito che la proposta di Berlusconi avvantaggerebbe solo i ricchi. Poiché se il pluriprescritto vuole fare solo due aliquote, una al 23% e una al 33%, il tutto andrà rimodulato per far pagare di più chi ad oggi paga meno del 33% perchè alla fine il totale prelevato deve risultare uguale. In pratica sarà avvantaggiato chi ad oggi paga dal 38% di aliquota in su e saranno svantaggiati tutti gli altri.

    Sfortunati contribuenti che state sotto il 23%, ringraziate RE Silvio per questo ennesimo schiaffone. Guardate questo video e piangete.

    Inoltre fatevi due risate grazie a questa immagine che raccoglie le promesse croniche di un vecchietto che ormai governa da quindici anni e gli italiani ancora gli credono.


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    Commenti

    Una Risposta su “Promesse eterne, la farsa della riduzione delle tasse”
    1. L’effetto della eliminazione dell’ICI sulla prima casa è stato:
      - chi aveva un vecchio monolocale ha avuto un beneficio x;
      - chi aveva cinque stanze in centro città un beneficio x+100;
      tutti accontentati allo stesso modo e tutti hanno votato allo stesso modo.
      Ora con l’effetto dell’annuncio di sole due aliquote per l’IRPEF tutti gli italiani votanti cominceranno a fare i conti. Cadrò nel 23 o cadrò nel 33? Ma che bello evito il 37!
      Quando si fondò questa Repubblica si scrissero poche e chiare parole in materia di imposte e sono riportate nella Costituzione:
      Art. 53.
      Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
      Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

      Concorrere tutti in ragione della loro capacità contributiva, insieme al criterio della progressività, significa chiaramente che: il povero deve pagare anche lui qualcosa, un x; e i ricco deve pagare un x+100.
      L’imposta IRPEF, per il suo carattere di imposta diretta sul reddito, è quella che può essere meglio regolata sull’effettiva ricchezza del cittadino.
      Un ventaglio di aliquote è necessario per tenere conto dei vari stadi di ricchezza.
      Sbagliano quelli che pensano che la riforma proposta da Berlusconi di due aliquote sia solo di fumo negli occhi; può essere applicata con altre imposte sostitutive, e quando decollerà la magia del “Federalismo fiscale”, saranno Regioni e Comuni a doversi dar da fare con nuove imposte.
      francesco zaffuto http://www.lacrisi2009.com

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