• CITAZIONI

  • Savion Glover: Jammin’ with the Masters

    28 dicembre, 2009 by SAKURA  
    Categoria Musica


    Blue Note- New York 21 Novembre 2009

    Sempre New York, sempre il solito freddo così diverso da quello a cui sono abituata. Quartiere degli artisti, gente strana per strada, gente estrosa e friendly. Arrivo molto presto ma già qualcuno è in fila per la performance di Savion Glover, JAMMIN´ WITH THE MASTERS, con ospite Jack DeJohnette. Solo 89 le persone che possono entrare nel Blue Note. Da fuori scorgo con curiosità l’atmosfera intima, soffusa, blue.

    Prendo posto accanto al palco. Una pedana non molto grande per Mr. Glover, pianoforte, batteria, contrabbasso, microfoni, spie. Cerco di immaginare quello che sarà.

    Entra il quartetto e prepara il terreno per Savion. Un boato al suo arrivo. Canottiera, camicia aperta, dreadlocks e barba. Unica protagonista la musica, nient’altro è importante. Danza sulle sue gocce di sudore, non smette mai di suonare e di gioire di quello che sta succedendo. Improvvisa e cambia posizione rispetto al musicista con cui interagisce. La magia del suono, del ritmo, l´incrocio, lo scontro e i contrasti ritmici sono gli elementi con cui giocare e scambiarsi energia. Il pubblico partecipa attentamente alla performance. È strano come in un locale così piccolo tutti abbiano la possibilità di esprimersi completamente divertendosi ed allo stesso tempo riuscire a rispettare ed ascoltare gli altri.

    “And now I have the honour and the privilege to play with Mr. Jack Dejohnette” dice Savion Glover.

    Inizia una battagliaa colpi di suoni. La sfida viene lanciata e rilanciata. La voglia di competizione trasforma la tensione in entusiasmo. Non solo c´è tecnica spaventosa, ma si avverte nell´aria quel flusso naturale dell´arte che nasce come gioco e non fa sentire la fatica e lo sforzo. La concentrazione è parte del respiro e la liberazione ha la velocità del ritmo e l´intensità del suono.

    La sfida comincia con il silenzio e l´osservazione, si mettono pian piano alla prova, osano, rilanciano, ed alla fine “finalmente” il nostro momento. Un´esplosione di applausi travolge il locale. Instancabili usano la nostra energia come stimolo per continuare fino a che non ho visto lui, l´eroe afro-americano, il rivoluzionario della tap dance, il bambino prodigio, colui che Gregory Hines ha definito come “the greatest tap dancer that ever lived” passarmi vicino sorridente, scendere dal palco e trascinare via i suoi battiti scavalcando la gente seduta che con la testa alzata lo guarda portare via gli echi del sui passi.

    Savion Glover tap dance

    Jack DeJohnette drums

    Kurt Faussette piano

    Patience Higgins saxophone

    Andy  McCloud bass

    Brian Grice drums


    Forse potrebbero interessarti anche:

    1. Michel Camilo – Blue Note, New York – 21 Aprile 2010
    2. Jen Shyu – Raging Waters, Red Sands

    Approfondisci cercando sul Web:


    Aiutaci a fare Informazione. Condivi questa notizia:

    Perche' non esprimi la tua opinione?

    Scrivi cosa ne pensi...
    e se vuoi un avatar personalizzato, scopri gravatar!