Decreto anti-Sky, ecco il governo più liberale degli ultimi 150 anni
16 dicembre, 2009 by while

Quando la smetteranno gli italiani di vivere la politica come tifo calcistico? Quando cominceranno ad aprire realmente gli occhi per vedere e giudicare obiettivamente che un governo con questo enorme conflitto d’interessi non può fare il bene del paese?
Non è difficile. E’ come fare due più due. Ma il berlusconiano, indottrinato, sedato e rincoglionito dall’informazione feltriana, non ci riuscirebbe nemmeno con un pallottoliere fra le mani.
Un parlamento che deve correre dietro ai capricci di un leader che, per dirla alla Fini, scambia il consenso popolare con la monarchia, non può legiferare pensando ai veri problemi dell’Italia, pensando alla crisi, pensando al debito pubblico in costante aumento, pensando alle famiglie che non arrivano a fine mese, pensando ai milioni di ragazzi precari senza un futuro perché sono i nuovi schiavi da call center.
Nell’agenda delle priorità del governo, dopo “(in)giustizia-salva premier”, viene subito “impero economico del boss”. Ed ecco che un governo di destra, che si annuncia da sempre come liberale, pensa ad una legge che fa a pugni con il libero mercato e che in piena crisi potrebbe mandare a casa molti lavoratori solo per avvantaggiare il gruppo Mediaset sul gruppo Sky.
Era abbastanza fresca la notizia che Sky stava per arrivare al primo posto per introiti pubblicitari, ma questo al monarca pluriprescritto ovviamente non andava giù. Ecco infatti che arriva all’ennesima legge ad personam.
Il decreto anti-sky prevede che le tv a pagamento riducano per legge l’affollamento pubblicitario dal 18 al 12 per cento: ogni ora verranno trasmessi al massimo 7,2 minuti di pubblicità anziché 10,8, con una consistente perdita di guadagni. Il tetto per le reti generaliste si alza invece dal 18 al 20 per cento all’ora. Questo provvedimento è unico al mondo e segue la direttiva europea solo nel senso che la Ue ha deciso che i paesi membri debbano autoregolamentarsi e che il tetto orario non deve superare il 20 per cento dell’affollamento pubblicitario.
Non c’è nessuna indicazione che riguardi una limitazione per le pay tv. Il decreto preannunciato sarebbe un vero e proprio ribalto-ne del nostro sistema televisivo ad uso e consumo delle reti Mediaset perché produrrebbe un’overdose di spot per le tv di Berlusconi che già raccolgono il 63,8 per cento delle inserzioni. La manovra ha l’obiettivo di penalizzare la concorrenza: La pubblicità verrebbe tagliata di un terzo per gli editori che usano la piattaforma Sky” (Paolo Gentiloni)
Chiedetevi perché in questo periodo, con tutti i problemi che affollano il nostro paese, si va a pensare proprio a questa legge che, come sempre, peserà sulle spalle di noi consumatori? Perché dopo aver già raddoppiato l’iva di Sky si vuole scagliare il colpo di grazia al gruppo Murdoch? Davvero troppo facile la risposta. Come dicevo prima, è come fare due più due e in questo caso il risultato è: conflitto d’interessi del nostro Presidente del Consiglio che si sta preparando l‘ennesimo regalo di Natale a nostre spese. Evviva la destra liberale.
Il decreto in lavorazione non colpirà soltanto Sky: tra le vittime anche Sit-com, Disney, De Agostini, Rcs e Fox. L’amministratore delegato di Fox Channels Italy, Diego Londono, ha detto che “un eventuale abbassamento dei tetti pubblicitari ci preoccupa per le conseguenze che avrebbe sull’occupazione, costringendoci a ridurre gli investimenti e, probabilmente, a tagliare posti di lavoro proprio in un momento in cui servirebbe esattamente il contrario”. Fox Channels Italy è la società editrice di 12 canali della piattaforma Sky Italia ed è parte di un gruppo internazionale presente in oltre 90 paesi: in nessuno di questi la pay tv è sottoposta a vincoli di legge diversi da quelli previsti per la televisione gratuita. “Queste iniziative – commenta Siliato – danneggiano le aziende sane, che producono e che offrono contenuti. Sky non può reggere bene questi colpi, e non dimentichiamoci che vi lavorano 4 mila persone più 6 mila di indotto. Se Murdoch rinunciasse a investire in Italia il danno sarebbe enorme” (IFQ 16/12/2009)
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in italia i liberali e i liberisti sono da sempre merce rara.questi e’ solo uno
che “fagocita” alla lunga piano piano di riffa e di raffa TUTTI.compresi i suoi elettori,grandi e piccoli.e alla ‘caduta’ non badera’ a quelli che (vigliaccamente) lo hanno,contro ogni buon senso,sostenuto (per puro cinico interesse).e loro faranno con lui altrettanto.il decreto anti sky non meraviglia: passano il tempo da 35 anni a fare “porcate” d’ogni genere.e lo/li avverso senza odio fisico ma disprezzo politicamente,culturalmente e umanamente. sono un groviglio di facciatostismo e furberia d’ogni tipo avallata
da persone che non riescono a percepirne la portata e il prezzo che si è pagato
sinora.ne citerei uno minimo: la scadente qualita’ delle trasmissioni tv (che
bello! sono [ gratis]….gratis un corno…) che hanno trascinato la rai ad una rincorsa verso il basso.dicevano un tempo:liti da lavandaie,offendendo la cate
goria,che faticava.questi sono anche penosamente laureati:studi sprecati.e il dopo aggressione mostra il lato becero.sempre di più:si accaniscono contro una popolazione che prova a lottare da anni contro un decadimento economico,e prima
ancora morale…scuola pubblica lasciata andare, giustizia alla loro sciagurata
maniera e ora una crisi durissima. in cambio? soldoni ai forti,carita’ ai degenti!carita’ coi soldi pubblici.chiesero allo scrittore lev tolstoj cosa si
potesse fare per alleviare un po’ la poverta’ :…che i ricchi scendano dalle
loro spalle sarebbe gia’ un sollievo…!era nell’ottocento e risulta attualissimo! buone cose a tutti!