Sulle strade si muore come mosche ma il governo azzera la manutenzione

4 novembre, 2009 by while  
Categoria News

morti strade

Mentre il Parlamento non fa altro che occuparsi dei guai giudiziari del pluriprescritto, nell’Italia del governo della sicurezza si muore con una facilità straordinaria.

Si può morire sotto le manganellate di un omino fascista che si nasconde dietro una divisa. Si può, da un giorno all’altro, perire di morte bianca finendo in una di quelle  500 bare  l’anno avvolta in nessun tricolore.

Ma in Italia si muore anche e soprattutto mentre si guida la propria automobile  e state certi che la colpa non è solo degli ubriaconi o dei drogati come la TV vuole far credere. Buona parte della responsabilità di questi omicidi ricade sulle spalle di una rete stradale da terzo mondo.

E’ un dato, le strade in Italia sono fra le peggiori d’Europa, ma visto che questo governo ha deciso di toccare il fondo in qualsiasi campo, in Finanziaria spariscono i fondi per la loro manutenzione.

Avete capito bene. Manutenzione delle strade zero. Mentre il “governo del fare” continua a parlare del favoloso Ponte sullo Stretto, sapete quanto stanzia davvero con la Finanziaria 2010 per tenere in sesto le grandi vie di comunicazione? Zero euro, appunto. Niente. Nonostante il piano quadriennale di investimenti dell’azienda pubblica delle strade prevedesse per l’anno prossimo un fabbisogno di 1.660 milioni.

Gli effetti dell’incuria sono devastanti. Gli incidenti sono la prima causa di morte nella fascia di età fino a 40 anni, in un anno ce ne sono stati 231 mila con 5.131 morti (10 volte i caduti sul lavoro e 100 volte più di tutti gli altri sistemi di trasporto messi insieme, dall’aereo alla nave al treno) e 326 mila i feriti. Immaginate cosa può succedere senza fondi per la manutenzione.

Italiani, vi sentite più sicuri vero?

Per invertire questa tendenza ci vorrebbero investimenti: il confronto con il resto d’Europa è umiliante. Secondo il Libro bianco sulla sicurezza stradale, mentre in Italia per le strade si spende in media 1 euro per abitante, in Svizzera spendono 26 euro, Svezia 23, Francia 22, Belgio 10, Regno Unito 5. Eppure le risorse, a volerle trovare, ci sarebbero anche in Italia. Secondo uno studio dell’Anfia (l’associazione della filiera dell’industria automobilistica) il carico fiscale sul settore, dalla tassa di immatricolazione al bollo, in 5 anni è cresciuto di quasi il 10 per cento arrivando a circa 80 miliardi di euro. Quasi niente di questa montagna di quattrini, però, ritorna sulle strade. “Non si può soltanto prendere dalle tasche degli automobilisti”, ammonisce Enrico Gelpi, presidente dell’Automobile Club (Aci). Poi ci sarebbe tutto lo stock delle multe stradali, un tesoro di circa 1,2 miliardi. In base al Codice della strada il 50 per cento delle multe locali e il 20 per cento di quelle nazionali (Polizia stradale, Carabinieri, Guardia di Finanza) dovrebbero andare alla manutenzione delle strade. Ma nessuno lo fa, anche perché finora non erano previste sanzioni per gli enti inadempienti. (Il Fatto Quotidiano cartaceo)

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