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  • La Russa e crocifissi, ma un uomo così può essere un Ministro?

    5 novembre, 2009 by  





    la russa orecchie

    Qualche tempo fa è scoppiata la tragedia mediatica per un gruppetto di idioti che su Facebook inneggiavano alla morte del pluriprescritto Silvio Berlusconi. Per quanto credo nella libertà di espressione di ognuno di noi, sottolineo che quella è stata solo cattiva pubblicità per la Rete, un assist a questo governo che cerca da tempo di imbavagliarla.

    Certo però fin quando a parlare di morte e istituzioni sono quattro sbarbatelli è un conto. Come la mettiamo se invece a farlo è un Ministro della Repubblica? Ovviamente i telegiornali non gonfiano il caso e il popolo bue non si indigna.

    Era già successo con il simpaticissimo Renato Brunetta che dall’alto di un palco gridò: “La sinistra vada a morire ammazzata”. Niente martellamento mediatico per quella squallida e infelice uscita da parte di una delle più alte - almeno istituzionalmente - cariche della Repubblica.

    Ieri, come Brunetta, anche il Ministro La Russa ha dato grande dimostrazione della sua educazione e del suo senso delle Istituzioni. Infatti l’omino, riferendosi a chi vorrebbe il crocifisso fuori dalle scuole laiche e alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ha recitato testuali parole:

    “Non leveremo il crocifisso. Possono morire! Il crocifisso resterà in tutte le aule della scuola. POSSONO MORIRE! Possono morire loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla”. (Ignazio La Russa)

    Come si vede nel video tutta la scenata ha il retrogusto del falso e del preparato a tavolino. Il giornalista finge di fare un po’ di opposizione al Ministro ma poi alla fine, dopo le pesantissime parole, si allinea: “Io la penso come lei”

    Ma La Russa non è nuovo a questi siparietti da bambinello brufoloso e viziato. In questo video di Qui New York Liberi offende un contestatore pacifico gridandogli: “sei un pedofilo”.

    In quest’altro video pur di non ascoltare le parole di Piergiorgio Odifreddi si mette le dita nelle orecchie e fa rumore come un bimbo dell’asilo.

    Se questo è un Ministro: povera Italia!




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