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  • Lodo Alfano, pronto il piano di riserva. La falla nella nostra democrazia è evidente.

    8 ottobre, 2009 by while  
    Categoria News


    lodo alfano incostituzionale

    Come tutti ormai sapranno, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo ed incostituzionale il Lodo Alfano perché non rispetta l’articolo 3 (la legge è uguale per tutti) e l’articolo 138 che impone che una legge sull’immunità debba essere di tipo costituzionale e non di tipo ordinario.

    Questo ultimo particolare è sicuramente un ottima notizia e giustifica l’esplosione di nervosismo da parte del pluriprescritto Silvio Berlusconi in diretta a Porta a Porta. In pratica la Corte Costituzionale ha ucciso le ultime speranze di questo Governo di poter riprovare a varare uno scudo anti-processi per il premier, perché ora sono obbligati a modificare la Costituzione e  per farlo serve una maggioranza parlamentare che nemmeno re Silvio ha.

    Questa la notizia positiva. Analizziamo però il lato negativo di tutta questa vicenda. Di fatto, il Presidente del Consiglio, grazie ad una legge incostituzionale – quindi possiamo anche dire illegalmente – è riuscito ad evitare una condanna praticamente quasi certa per aver corrotto l’avvocato Mills.

    Il processo Mills dovrebbe ripartire molto presto, ma, come spiega Peter Gomez su Il Fatto di oggi, Berlusconi ha già pronta una Exit Strategy. Un piano B per farla franca, un’ennesima legge ad personam che toglie il valore di prova alle sentenze passate in giudicato. In altre parole nel processo contro Berlusconi non si potranno usare le sentenze e le prove già accertate nel processo contro Mills.

    Se passa una legge del genere, e fidatevi che il governo farà di tutto per farla passare, Berlusconi andrà verso prescrizione certa. Senza questa legge, invece, il pericolo che incombe sul pluriprescritto è enorme. Infatti nei 24 mesi di tempo (periodo dopo il quale B. sarà prescritto), potendo usare già le sentenze Mills, il processo contro Berlusconi potrebbe addirittura arrivare in Cassazione e cioè giudicarlo definitivamente. Un miracolo italiano.

    La falla nella nostra democrazia in ogni caso è evidente. Come successe già tempo fa con la legge anti Caselli, una legge illegale apporta comunque un cambiamento alla storia italiana. Questo perché la Corte Costituzionale può dichiararne l’incostituzionalità solo dopo un lungo periodo di tempo. Periodo nel quale la legge ha già fatto i suoi danni. Caselli estromesso dalla nomina a procuratore nazionale antimafia allora, Berlusconi scampato ad  una condanna per corruzione oggi.


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    10 Risposte su “Lodo Alfano, pronto il piano di riserva. La falla nella nostra democrazia è evidente.”
    1. lotarino scrive:

      Forse la legge in Italia è cambiata… visto che il lodo Schifani, precursore dell’Alfano , è stato bloccato x motivi differenti di quelli usati adesso,eppure la costituzione italiana non è cambiata dal 2004 ad oggi
      http://www.loccidentale.it/articolo/una+sentenza+politica+che+tiene+in+ostaggio+il+paese.0079273

      • while scrive:

        BUGIARDI SENZA GLORIA

        di Marco Travaglio

        Tra le balle spaziali che circolano in questi giorni a proposito della bocciatura del lodo della vergogna, la più notevole riguarda la presunta retromarcia della Corte costituzionale, che nella sentenza del 2004 sul lodo Maccanico-Schifani non avrebbe eccepito nulla sull’uso di una legge ordinaria, anziché costituzionale, per derogare all’articolo 3 della Carta, mentre l’altroieri ha giudicato illegittimo il lodo Alfano proprio perché fatto con legge ordinaria. Si tratta di una bugia pietosa per salvare la faccia non solo ad Al Fano e al suo mandante e utilizzatore, ma anche al capo dello Stato, che quel lodo firmò (e forse ispirò) due estati fa, sostenendo per giunta che esso recepiva le indicazioni precedenti della Consulta e quindi non appariva manifestamente incostituzionale. In realtà, nella sentenza del 13 gennaio 2004 firmata dall’allora presidente Riccardo Chieppa e dal redattore Francesco Amirante, si faceva più volte riferimento all’articolo 138 della Costituzione, quello che regolamenta le leggi costituzionali. Prima i giudici ricordavano che il Tribunale di Milano aveva chiesto alla Corte di annullare il lodo Schifani anche perché “attribuisce alle persone che ricoprono una delle menzionate alte cariche dello Stato una prerogativa non prevista dalle citate disposizioni della Costituzione, che verrebbero quindi ad essere illegittimamente modificate con legge ordinaria, in violazione anche dell’art. 138 Cost.”. Poi aggiungevano: “Né va omesso di considerare che il principio di eguaglianza rientra tra i principi fondanti della Carta costituzionale, derogabile solo dalla stessa Costituzione o con modifiche costituzionali adottate ai sensi dell’art. 138 Cost., come risulta confermato dal fatto che tutte le prerogative riguardanti cariche o funzioni costituzionali sono regolate da fonti di tale rango”. Più avanti, la Corte osservava che per creare un «regime differenziato» rispetto al principio di eguaglianza fra tutti i cittadini sancito dall’articolo 3, occorre prevedere limiti ben precisi, che né il lodo Maccanico-Schifani né l’Alfano contemplavano: “Il principio di eguaglianza comporta infatti che, se situazioni eguali esigono eguale disciplina, situazioni diverse possono implicare differenti normative. In tale seconda ipotesi, tuttavia, ha decisivo rilievo il livello che l’ordinamento attribuisce ai valori rispetto ai quali la connotazione di diversità può venire in considerazione. Nel caso in esame sono fondamentali i valori rispetto ai quali il legislatore ha ritenuto prevalente l’esigenza di protezione della serenità dello svolgimento delle attività connesse alle cariche in questione”. Valori costituzionali, ai quali ovviamente non si può derogare con legge ordinaria: “Alle origini dello Stato di diritto sta il principio della parità di trattamento rispetto alla giurisdizione, il cui esercizio, nel nostro ordinamento, sotto più profili è regolato da precetti costituzionali”. Più chiaro di così…Alla fine, tirando le somme, la Consulta individuava ben quattro profili di incostituzionalità nel merito del lodo, per cui non riteneva di doversi occupare anche della forma, cioè della sua veste di legge ordinaria. Ma concludeva significativamente: “Resta assorbito ogni altro profilo di illegittimità costituzionale”. E assorbito non vuol dire escluso. Vuol dire, appunto, assorbito: cioè implicito. Bastava saper leggere la lingua italiana per scoprire che anche il lodo Alfano sarebbe stato bocciato. E non con un voltafaccia rispetto alla sentenza del 2004. Ma in base alla stessa giurisprudenza di cinque anni fa. Con buona pace dei tanti, troppi bugiardi senza gloria che infestano le tv e i giornali. Bisognava pensarci prima di scriverlo, il lodo. E prima di firmarlo

        • Stefano Ramagnano scrive:

          Sono pienamente d’accordo con te WHILE, che hai riportato lo scritto di MARCO TRAVAGLIO in BUGIARDI SENZA GLORIA,la tua è un’annotazione importante.Lasciami dire però della soddisfazione che ho provato quando ho saputo che questa volta la Consulta ha bocciato il lodo ALFANO.Per questo bugiardo ed immorale personaggio che è Silvio Berlusconi e che ha trasformato palazzo GRAZIOLI in un bordello le cose incominciano a farsi davvero difficili come è giusto che sia visto il punto in cui siamo arrivati.E pensare che non molto tempo fa anch’ io ho creduto, per un istante, nei suoi buoni propositi fino a quando non ho scoperto la verità sulla RETE che mi ha dato delle importantissime conferme.La VERITA e la GIUSTIZIA portano alla LIBERTA e Silvio Berlusconi non possiede ne l’una ne l’altra.CIAO e grazie davvero del tuo prezioso intervento perchè mi è stato davvero utile.

    2. simona scrive:

      Ma dico: lo conoscete tutti il lodo Alfano??? Non solo risulterebbe anticostituzionale in quanto impedisce alla magistratura di intervenire nei riguardi della alte cariche dello stato se dovesse sopravvenire Corruzione nei loro mandati, e già questo mi sembra a dir poco folle…Ma proprio per questo motivo consentirebbe a coloro che siano investiti di tali poteri di costruirsi delle ali che renderebbero le loro mansioni settarie e il posto praticamente insostituibilmente coperto dalla loro persona…In quanto l’immunità prevede la mancanza di controllo delle azioni compiute. Il problema è che però le conseguenze di tante malsane azioni già compiute, purtroppo, non si possono nascondere..e chi ci rimette è la persona, corretta, onesta, realmente umana…Sembra che ciò non riscuota il debito riserbo ed indignazione, tale da sollevare un vero e proprio rifiuto di simili leggi, soprattutto da parte delle alte cariche, che dovrebbero invece impedirne il solo proporsi..
      Come non ci si può sentire presi nella schiena ????

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    1. [...] giustifica l’esplosione di nervosismo da parte del pluriprescritto premier, scrive byteliberi. Anche Sergiodimariano è impressionato dal suo intervento e sul potere del Presidente, [...]

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    4. [...] ad una legge ad personam – questa volta è stato il Lodo Alfano, che pur se incostituzionale ha fatto quel che doveva fare – e il vecchietto, ormai un disco rotto, ripete sempre le stesse [...]

    5. [...] i processi in realtà sono due: uno a carico di Mills e uno a carico di Berlusconi. Questo perché il Lodo Alfano, se pur incostituzionale, ha raggiunto due obiettivi [...]

    6. [...] Lodo Alfano, pronto il piano di riserva. La falla nella nostra democrazia è evidente. Come tutti ormai sapranno, la Corte Costituzionale ha dichiarato  illegittimo ed incostituzionale il Lodo Alfano perché non rispetta l’ articolo 3 (la legge è uguale per tutti) e l’ articolo 138 che impone che una legge sull’immunità debba essere di tipo costituzionale e non di tipo ordinario. blog: Byte Liberi | leggi l'articolo [...]



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