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  • Manifestazione anti Lega Nord: odio chiama odio

    13 settembre, 2009 by while  
    Categoria Flash

    guardia nazionale italiana gniAll’ordine del giorno impiccagione di Bossi pupazzo e falò di bandiere padane. Odio chiama odio e infatti la manifestazione anti Lega Nord, condotta dalla Guarda Nazionale Italiana e da persone vicine all’MSI provenienti da tutta Italia, non si fa aspettare. Succede in Sicilia dove il presidente nazionale del MSI spiega: “Riteniamo offensive le idee della Lega relative alla costituzione della terra Padana, alla bandiera Padana o quelle relative all’insegnamento del dialetto nelle scuole”. In un’Italia in cui ormai non si fa altro che seminare continuamente vento, quanta tempesta dovremo aspettarci il giorno del raccolto?


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    Commenti

    10 Risposte su “Manifestazione anti Lega Nord: odio chiama odio”
    1. fra scrive:

      sono siciliano ma su molte cose la lega dice cose giuste,, da noi l’elite dirigente siciliana sono collusi e corrotti, clientele e mafia,è sbagliato odiarli, ma collaborare, per combattere insieme quello che del sud non va proprio bene…ed è sotto gli occhi di tutti i siciliani onesti

      • while scrive:

        Ciao fra, il problema della Lega è che non vuole, come dici tu, collaborare per combattere i problemi che affliggono il sud, ma vuole lavarsene le mani “erigendo un muro” tra meridione e settentrione. Per esempio non mi pare di aver mai sentito dalle camicie verdi una sola proposta per combattere la mafia. La loro unica soluzione è togliere i soldi. Come se ad un malato grave invece di curargli la malattia gli togli l’alimentazione pensando che con lui morirà anche il virus. Il Sud in queste condizioni è sicuramente colpa di chi ci abita ma anche lo Stato (inteso come Istituzioni) ha le sue responsabilità… perché infondo infondo questa situazione fa comodo anche al nord.

        • Giuseppe scrive:

          x while
          mi dispiace ma la tua sintesi e’ errata, se (come tu dici) il nord pensasse solo hai soldi come mai mister Bossi ha dato il consenso dei 4mld di euro per il sud, non li poteva portare al nord.
          il vero motivo che al sud c’e’ troppa incapacita’ di costruire vice versa al nord e ti do’ l’esempio di 2 regioni autonome trentino autonoma al 90% 10% tasse allo stato == nessuno spreco Sud Sicilia Autonoma al 100% e ogni anno batte cassa, detto questo detto tutto. Ciao

    2. enrico scrive:

      Non e’ la lega che semina odio. I suoi toni sono duri ma mai si e’ macchiata di atti reali di razzismo o di violenza.Altri sono quelli ch eesercitano quotidianamente la violenza..”can che abbaia non morde”.

      Padania libera
      Enrico

      • while scrive:

        Ma se avete uno come Borghezio che dice praticamente tutto sulla Lega:

        Il 1° luglio 2000, al termine di una fiaccolata antidroga del «Coordinamento Piemonte dei volontari verdi», Borghezio viene ritenuto responsabile insieme ad altri sette leghisti dell’incendio scoppiato presso i pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto il ponte Principessa Clotilde a Torino. Per questo gesto verrà rinviato a giudizio e condannato in via definitiva dalla Cassazione nel luglio 2005 a due mesi e venti giorni di reclusione, commutati poi in una multa di 3.040 euro per concorso nel reato di danneggiamento seguito da incendio (Wikipedia)

    3. enrico scrive:

      tutto qui’?

      • while scrive:

        No. Avete anche il “tangentaro” di Bossi:

        Il 5 gennaio 1994, al processo ENIMONT Umberto Bossi ha riconosciuto la colpevolezza dell’amministratore del movimento Alessandro Patelli relativamente ad un finanziamento illecito ricevuto dallo stesso da parte di Carlo Sama della Montedison. Dopo aver restituito integralmente la somma di 200 milioni di lire, raccolta dagli stessi militanti leghisti, e dopo l’allontanamento dal partito di Patelli, è stato condannato con sentenza definitiva dalla Cassazione a 8 mesi di reclusione per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti.
        Bossi è stato in seguito condannato per il reato di vilipendio alla bandiera italiana per averla in più occasioni, il 26 luglio e il 14 settembre 1997, pubblicamente offesa usando, nella prima occasione la frase “Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”, nel secondo caso, rivolto ad una signora che esponeva il tricolore, “Il tricolore lo metta al cesso, signora”, nonché di aver chiosato “Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore”.

        Oppure quello che aggredisce a morsi le forze dell’ordine, Maroni:

        I fatti di via Bellerio e la condanna per resistenza a pubblico ufficiale [modifica]
        Il 18 settembre 1996 il Procuratore della Repubblica di Verona Guido Papalia dispose, nel corso delle indagini su Corinto Marchini, indagato per attentato all’unità dello Stato (reato previsto dal Codice Rocco), una perquisizione di un locale della sede federale di Milano della Lega Nord, ritenuto nella disponibilità dell’indagato. A tale perquisizione, operata dalla Polizia di Stato, si opposero alcuni militanti e politici leghisti fra cui Maroni, che chiamò sul posto una pattuglia di Carabinieri. Alla vista dei militari in arrivo, i poliziotti fecero irruzione nella sede, travolgendo i presenti tra cui Maroni, che rimase ferito[6].
        Corinto Marchini aveva infatti indicato come proprio ufficio un locale che si rivelò invece essere, come scritto sulla porta, l’ufficio di Roberto Maroni; nessun altro locale venne identificato come un possibile ufficio dell’indagato. Il Procuratore decise di ignorare tale informazione e di far perquisire ugualmente l’ufficio.
        Contro la perquisizione la Camera dei Deputati nel 2003 avanzò ricorso per «conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, chiedendo alla Corte Costituzionale di dichiarare che non spetta all’autorità giudiziaria (ed in particolare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona) di disporre e di far eseguire la perquisizione del domicilio del parlamentare Roberto Maroni». Nel 2004 la Corte Costituzionale darà ragione alla Camera[7].
        Roberto Maroni è intanto condannato in primo grado nel 1998 a 8 mesi per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale[8]. In appello nel 2001 la pena è stata ridotta a 4 mesi e 20 giorni perché nel frattempo il reato di oltraggio era stato abrogato[9]. La Cassazione nel 2004 ha poi commutato tutto in una pena pecuniaria di cinquemila euro[10]. Maroni in concreto avrebbe tentato di mordere la caviglia di un agente di polizia

        Bel partito…

    4. enrico scrive:

      decine e decine di righe per dei capi d’imputazione di scarsa rilevanza che hanno valenza solo politica e sono stati enfatizzati da anni dai nemici della lega nord.Significa che si specula ancora su questo perche’ da allora ( e di tempo ne e’ passato, nevvero?) in poi nulla e’ accaduto e nulla puo’ essere usato contro la lega e anche perche’ Maroni e’ stato accusato di resistenza a pubblico uffciale quando la digos fece irruzione senza mandato nella sede della lega nord di via bellerio: e questa itaglietta sarebbe una democrazia?
      Potrei ricordare anche l’azione pensale richiesta dal magistrato papalia al sindaco di verona per incitamento all’odio razziale quando lui e 6 leghisti volantinarono per far sgomberare un campo abusivo di nomadi, che nel frattempo stava ripulendo un’area di verona.
      Comunque io avevo chiesto atti di razzismo perpetrati dalla lega nord come movimento politico, atti veri. Li sto aspettando ancora.
      Piuttosto potrei citarne io alcuni di atti di razzismo (o di deriva antidemocratica contro la lega nord…ditemelo se vi interessano ma dubito che me lo chiederete perche’ siete in malafede).
      Vogliamo poi parlare delle porcate che hanno fatto e fanno altri partiti?
      E’ inutile, non riuscirete a fermarci..molta gente ha capito. Mancate voi e tanti come voi …ma e’ fiato sprecato.

      addio coglioni

    5. while scrive:

      Condanna per Gentilini: niente comizi per 3 anni

      Era lo sceriffo di Treviso. Non potra più parlare a comizi politici. Giancarlo Gentilini, prosindaco di Treviso, leghista della prima ora, è stato condannato dal tribunale di Venezia per aver usato parole troppo forti contro gli immigrati e contro la possibilità di aprire moschee in Italia. Gentilini aveva detto la sua dal palco del raduno della Lega di Venezia nel 2008. Parole forti, come è nel costume dello sceriffo, già noto alle cronache per le sue esternazioni colorite. Ne era seguita una denuncia con l’accusa di istigazione al razzismo. Il tribunale di Venezia, in rito abbreviato, ha accolto la tesi dell’accusa condannando Gentilini a 4mila euro di multa e sospensione per tre anni dai pubblici comizi.

      Le richieste L’accusatore era il procuratore Vittorio Borraccetti che aveva chiesto 6mila euro di multa pari a un anno e 5 mesi di reclusione. Il difensore di Gentilini, avvocato Luca Ravagnan, ha già annunciato ricorso in appello sostenendo che “Non c’era alcuna maliziosità contro le razze, ma il sostegno ad idee ben note nel mio assistito finalizzate all’integrazione tra etnie diverse”. Gentilini sostiene di essere sempre pronto ad esporsi in prima persona “mentre c’è sempre qualcuno pronto a spararmi alle spalle”. Il prosindaco di Treviso quest’anno ha partecipato, acclamatissimo, al raduno veneziano di settembre, ma non ha parlato dal palco.

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