Jeanne Cherhal
12 settembre, 2009 by SAKURA
“Cari lettori mi introduco, sono solo un’appassionata di musica che si nutre di note e silenzi ad un ritmo costante ma con accenti poco prevedibili e velocità oscillante. Ascolto quello che mi incuriosisce senza schemi e bisogno di nozioni. Fidandomi dei sensi ho scovato luoghi di insolita bellezza.Utilizzerò questo spazio per condividere con chi mi leggerà quello su cui inciamperò nel mio cammino musicale. Non è critica, nè giudizio, ma condivisione.” (SAKURA)
Artista: Jeanne Cherhal
Album: Jeanne Cherhal
Luogo, Paris. Tempo, fine Agosto. In una città piena di lustrini e paillettes cercavo la semplicità, la vera vita. In pochi giorni di turismo è difficile non resistere a tentazioni superficiali e andare avanti nella ricerca sapendo di aver poco tempo e non avere la certezza di trovare momenti vissuti, reali e fatti non solo di sorrisi.
Dove cercare…? Nella musica, l’anima di un popolo in piccole confezioni.
La copertina ha attirato la mia attenzione. Jeanne Cherhal, di schiena, un piccolo pianoforte in mano, copertina semplice, all’apparenza per niente commerciale. Ascolto! Dalle prime note accompagnate dalla voce…ero già convinta. Era quello che cercavo e che non sapevo di cercare. Si sente la Francia, si sentono gli anni contemporanei, si sente la personalità dalla naturalezza della sua voce e dalla scelta di un semplice auto-accompagnamento musicale.
Chi è? Una ragazza nata a Nantes nel 1978. Cresciuta nella campagna francese, due sorelle, padre idraulico e madre insegnante. Voleva fare la ballerina ed entrare nell’accademia del Paris Opera ballet, ma all’audizione non passò. Iniziò a suonare il piano a 12 anni e a 14 già si esibiva con diversi gruppi rock. Nel 2002 ha sfondato nella musica e ora è anche attrice.
L’album omonimo è uscito nel 2002, è un live all’Olympic di Nantes, 20 Dicembre 2001. La musica rimanda alla chanson française. I testi parlano di vita quotidiana, raccontati con verve teatrale e intenso carisma. I suoni trascinano in onde di sentimenti che vanno dalla tenerezza alla rabbia con punte di pazzia, colorati da una divertente e pungente ironia. La pianista-’chanteuse’ alterna caricature di concetti comuni a paesaggi nascosti e soffusi. Il pianoforte ha i suoi spazi da solista e nei brevi intervalli tra le frasi delle storie narrate, ma ha anche l’importante ruolo di accompagnatore di una voce duttile che scivola con sicurezza dai toni più acuti ai più graffianti e agile anche nelle note più coraggiose (insoliti accenni di teatralità estrema). Chiusura del concerto decisa e d’effetto con il brano voce e fisarmonica Les bistrots les bastringues. Un’artista da ascoltare e seguire nelle sue evoluzioni immortalate negli album successivi.
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Che energia,che forza,che passione questa jeanne cherhal al piano. Grazie per avermela presentata
Mi sono innamorato di questa canzone