Intervista esclusiva a Claudio Messora creatore di ByoBlu
30 settembre, 2009 by while

Chi è Claudio Messora e come è diventato uno dei blogger di attualità più letti d’Italia?
Claudio Messora è uno che ha fatto l’artista per almeno dieci anni, poi l’informatico per altri dieci anni, e finalmente ha sintetizzato due nature apparentemente così antitetiche in un mix sinergico che gli ha permesso di fare da solo quello che molti devono fare trovando validissimi collaboratori.
Da una parte l’abilità artistica e la sensibilità musicale, che implica il senso del ritmo e quindi una certa predisposizione per creare montaggi video di un certo impatto, dall’altra parte la competenza tecnica e l’esperienza del mondo web per scrivere il codice di una piattaforma di blogging da zero in un paio di giorni, e iniziare così un’avventura personalizzata anche a livello di espressività funzionale, con una forte caratterizzazione video.
E’ diventato blogger davvero per caso. Dopo avere maturato discrete soddisfazioni in ambito informatico, avere lavorato con le realtà aziendali più imponenti in tutta Europa, dopo avere passato un anno a Dubai dome direttore generale di un’azienda di interior design e avere ricoperto il ruolo di direttore generale di una start-up di riconoscimento vocale, improvvisamente mi sono ritrovato fermo a causa di un problema di cassa dell’azienda in cui lavoravo. Questo mi ha permesso di avere tempo per divertirmi. Ho iniziato a produrre qualche video, concentrandomi fin da subito sul significato di una parola come “democrazia” (Qui il primo video di Byoblu che parla della democrazia), proseguendo con le energie rinnovabili producendo mini documentari che venivano molto apprezzati in rete.
L’incoraggiamento della gente mi ha stimolato a continuare. Il blog di Grillo ha pubblicato parecchi miei video e mi ha invitato sul palco del V2-Day di Torino. Ho cantato davanti a centomila persone dopo dieci anni che avevo appeso tastiera e microfono al chiodo. E’ una di quelle situazioni in cui sperimenti sulla tua pelle che la vita ti riserva sorprese infinite.
La spinta della gente che apprezza il tuo lavoro è tale e tanta da non permetterti di sottrarti al tuo impegno. Ho sentito come una mano, una volontà che si impossessava di me e mi portava avanti lungo un percorso che non potevo più abbandonare neppure volendolo. In un certo senso, mi piace vederla come la realizzazione compiuta del mio personale destino o, meno solennemente, come la realizzazione professionale che gratifica un uomo che ha la fortuna di fare un lavoro che lo appassiona e gli riserva infinite soddisfazioni. Per non parlare della valenza sociale: una molla che già da sola basta a spingermi avanti, anche quando le difficoltà sembrano prendere definitivamente il sopravvento e non avere soluzione.
Il tuo blog si chiama Byoblu, perché? cosa significa esattamente?
Come ho detto, questa esperienza è nata casualmente. Non c’è nessunissimo progetto editoriale alle spalle, e forse è proprio questa spontaneità e la totale libertà di poter affrontare qualsiasi argomento senza dover rendere conto a nessuno, neppure ad una linea editoriale, che ha determinato il successo che sto avendo. Così, il nome del blog è stato semplicemente il nome che avevo dato già da qualche anno al mio sito web. Un giorno del 2001, scelsi un nickname in rete che poi rimase definitivo.
Era la composizione di “byo”, che vuole dire “vita”, e “blu”, un colore rilassante, enigmatico, misterioso, carico di charme. Ecco svelato l’arcano.
La tua unica fonte di sostentamento è il tuo blog? E’ dura?
Dura è un eufemismo. Quello che spesso si fa fatica a comprendere è che un blog come questo ha bisogno di attrezzature, tecnologia, connessioni veloci, spostamenti, alloggi, tempo e risorse infinite. Faccio da solo il lavoro di tre o quattro persone, da oltre un anno e mezzo, e questo significa che accade di non dormire la notte per buttare fuori un video, un articolo. I tempi di lavorazione multimediali sono lunghissimi ed estenuanti. Poi c’è tutta la parte di documentazione, ricerca, scrittura, pubblicazione, cura dei social network.
Avrei bisogno di collaboratori. Quindi, oltre alle spese vive di cui sopra, devi sommarci lo stipendio che avevi ma che non potendo più fare nessun lavoro, perdi. Devi pagare il mutuo, le rate della macchina, se hai una famiglia e dei figli puoi immaginare… Sono partito senza liquidità, solo con la fiducia che un giorno tutto questo sarebbe stato ripagato, e ora sono discretamente pieno di debiti, e la situazione peggiora.
Il problema è che se avessi aperto un blog di cucina, ora sarei pieno di inserzionisti. Ma l’informazione libera è un’altra cosa. Parli di politica, lo fai senza peli sulla lingua: le aziende non vogliono mescolarsi a questo genere di cose, hanno paura. Così devi affidarti alle donazioni, ma c’è la crisi, qualcuno ti da quello che può ma è raro che l’ammontare mensile superi qualche centinaio di euro. Per rientrare delle spese, spostamenti compresi, dovrei almeno raccogliere 4/5mila euro al mese. Un obiettivo che forse può essere raggiunto razionalizzando meglio l’attività, coinvolgendo qualche pazzo che come me sia sufficientemente incosciente da aiutarmi senza riserve. Sembra una battaglia persa, ma se la vinci allora puoi davvero essere soddisfatto, perché hai realizzato una grande impresa.
Ultimamente ti sei molto avvicinato a Giampaolo Giuliani, cosa ti ha colpito in lui?
Non conoscevo Giampaolo. L’ho sentito nominare il giorno dopo del forte sisma. Ero a L’Aquila, davanti alla casa dello studente. Facevo riprese. Attonito. Allibito, come del resto chiunque. Mi si è avvicinato un operatore Rai. Mi ha riconosciuto. Mi ha detto che la settimana prima avevano intervistato un tizio che aveva previsto tutto, ma che la direzione RAI aveva ordinato di non far passare l’intervista in alcun modo.
Io mi batto per un’informazione libera, non strumentale e soprattutto non autoritaria né autoreferenziale. Informare è semplice: basta lasciare parlare la gente. Molte persone potevano essere salvate, se qualcuno avesse detto loro: state in campana, anziché tranquillizzare tutti e dire di stare nelle proprie case, perfino dopo scosse molto forti. Ho conosciuto molta gente cui Giuliani ha salvato la vita.
L’ho intervistato, mi è parsa una brava persona. Non so se la sua ricerca sia valida al 100% oppure no. Credo comunque che molti aspetti siano fin da subito applicabili in un sistema di previsione che tenga conto di tutti i precursori sismici. Invece lui era ufficiosamente ascoltato dal sindaco, dai vigili del fuoco, dalla prefettura, mentre le istituzioni centrali, l’INGV, i pezzi grossi lo ostacolavano, lo rifiutavano, lo facevano passare esclusivamente come un ciarlatano.
La sola necessità di riequilibrare un evidente stato di disinformazione è stata sufficiente per farmi tentare di compensare questo vuoto artificiale. Recentemente mi ha contattato un altro operatore RAI e mi ha consegnato la cassetta del girato grezzo di quel famigerato 31 marzo. Ha assistito personalmente a due telefonate, arrivate da due alte cariche presenti alla Commissione Grandi Rischi, che hanno imposto che l’intervista non andasse in onda.
Tutto questo è intollerabile e ogni cittadino ancora non addomesticato da una televisione criminale costruita in trent’anni di prese per i fondelli, dovrebbe reagire con fermezza e ribellarsi a questo stato di cose. L’informazione è fondamentale, è il quarto potere, è la reale opposizione. Dove l’informazione non è libera, tutto ciò che resta è solo regime, per quanto dolce o camuffato esso sia.
Stai lavorando ad un progetto chiamato “Internet 4 Giuliani”, di cosa si tratta esattamente?
Ho assistito a diverse puntate di Superquark che affrontavano il tema della prevedibilità dei terremoti. Mandavano costose troupe in America a intervistare ricercatori che seguivano teorie completamente diverse da quelle di Giuliani, anch’esse basate sul radon ma obsolete e non fruttifere, e non inviavano un operatore con una telecamera in mano a 100Km da Roma, per intervistare un ricercatore di cui parla tutto il mondo e che i dicembre è stato invitato dal congresso più importante sui terremoti, che ogni anno si tiene a San Francisco.
Un’altra riprova della nostra informazione manipolata, dove ad emergere devono essere sempre gli stessi, quelli che hanno interessi materiali a mantenere lo status quo, quelli che controllano tutto e tutti. Nel contempo l’interesse delle popolazioni colpite nei confronti di Giampaolo era altissimo, comprensibilmente. Così ho pensato che era giunto il momento di realizzare uno speciale sulle sue ricerche.
Lo scopo non è quello di santificare né di dimostrare che la tecnica funziona, ma ancora una volta quello di dare informazioni. Quelle informazioni che la TV generalista controllata da un potere oligarchico e autoreferenziale ha smesso di dare. Inoltre, la vendita del DVD avrebbe potuto anche finanziare le attività del blog. Così ho lanciato il progetto in rete. Sarà il primo caso di prodotto editoriale nato in rete, dalla gente per la gente. E’ molto elettrizzante.
Sul tuo blog si può leggere: “Italia dei Valori sponsorizza questo Blog”, inoltre hai condotto diverse interviste per conto di questo partito politico. In qualche modo sei influenzato (direttamente o indirettamente) da ciò?
Nonostante quello che si potrebbe credere, non ne sono influenzato in alcun modo. I miei rapporti con Italia dei Valori sono iniziati nel mese di settembre di un anno fa, quando mi hanno invitato a partecipare a Vasto. Intervistai Antonio Di Pietro per conto del blog. Poi fui contattato per curare il blog di Carlo Costantini, candidato presidente alle regionali d’Abruzzo, e poi per realizzare qualche servizio durante le ultime elezioni europee.
Non mi è stato mai chiesto, neppure una sola volta, di scrivere o dire qualcosa che arrivasse dall’alto. Tutt’al più, da contratto, si riservavano la possibilità di non accettare un servizio, ma questo era tutto.
In quel periodo, parliamo di aprile, avevo il problema del cambio di server, così ho chiesto se erano interessati ad acquistare un piccolo spazio pubblicitario. Poiché il blog, spontaneamente, era su posizioni vicine a quelle portate avanti da IDV, mi diedero 2.000€ per avere un piccolo banner per 12 mesi, su un blog che attualmente fa circa un milione di pagine viste al mese. Successivamente, verso l’inizio di maggio, in concomitanza con i fatti del terremoto che mi impegnavano moralmente a sostenere la popolazione abruzzese, e poiché non riuscivo a portare avanti con una certa costanza le attività del mio blog, interruppi la collaborazione con Italia Dei Valori a metà mandato, e non chiesi né presi più un solo centesimo di euro. Da allora mi dedico solo al blog, e non ho più rapporti di collaborazione esterna con nessuno, anche se non escludo che potrebbe ricapitare, magari per brevi periodi e in circostanze ben specifiche.
Credi che la Rete possa rivoluzionare questo paese o addirittura questo mondo?
Lo ha già fatto. Ci sono video miei che hanno avuto un pubblico che avrebbe riempito due o tre stadi della capacità di S.Siro. Questo non era in alcun modo possibile fino a cinque o sei anni fa. La rete cambia in fretta. Sempre più persone si collegano, sempre più persone si stupiscono di come non riescano più a guardare la televisione né a credere a quello che il magico scatolotto propina giorno e notte.
Una volta che sperimenti la magia e l’emozione dell’interattività, quella speciale sensazione di essere collegati uno per uno saltando intermediari e megafoni, poi non torni indietro.
E’ solo questione di tempo, la televisione ha i giorni contati. Nel frattempo, dobbiamo difendere con le unghie e con i denti la libertà che internet ci regala, questa grossa opportunità che i nostri nonni e i nostri padri non avevano, e che non avevamo perfino nemmeno noi fino a pochissimi anni fa. L’establishment mediatico e il potere politico guardano alla rete come a un pericolo, ed è comprensibile: per questo cercano di introdurre sempre nuove norme, anacronistiche, frutto di ignoranza, di paura e di ostinazione a voler conservare il mondo tale e quale a come era prima, a tutto vantaggio di pochi e a svantaggio di molti tenuti sotto il vuoto spinto delle informazioni controllate.
Non ci si crede, di vivere in un mondo simile. Non ci si crede neppure quando è evidente. Per fortuna poi capita di parlare con chi vive queste realtà dall’interno, come gli operatori RAI o MEDIASET, ad esempio, e ti raccontano cose che neppure nei tuoi sogni più Orwelliani avresti mai osato immaginare.
Qual è il tuo sogno più grande?
Riuscire a guadagnarmi il pane con il mio lavoro. Non voglio diventare ricco. Voglio solo poter mantenere me, la mia famiglia, con un tenore di vita semplice a cui non manchino le cose essenziali e qualche svago. E poi mi piacerebbe molto vivere in mezzo alla natura. Un bel giardino, un bel panorama, lontano dalla vita caotica, dalla frenesia di chi si è dimenticato il sapore dell’erba tagliata, l’odore della pioggia tra gli alberi, il silenzio che può avvolgere ogni cosa quando cala la sera, il rumore delle cicale… Ma finché il digital divide sarà uno spartiacque così profondo che separa le grandi aree metropolitane dalle campagne, e il nord dal sud, credo che dovrò aspettare ancora parecchio, perché ho bisogno di molta banda internet per il mio lavoro.
Qual è il consiglio più importante che ti senti di dare ad un giovane blogger che vuole intraprendere la strada della libera informazione?
Documentarsi molto bene, fare controlli incrociati e non riportare mai qualcosa “per sentito dire”. Poi descrivere quanto appreso con uno stile sintetico. Frasi brevi, concise, di effetto ma che descrivono la realtà senza alterarla. Andare subito al sodo, non farsi prendere dall’emorragia letteraria: in rete la comunicazione deve essere il più possibile rapida, veloce. La gente clicca via in fretta, l’interattività estrema porta queste conseguenze, e poi il tempo è sempre poco, e le informazioni molte.
Curare molto l’estetica e soprattutto l’usabilità. Leggere non deve affaticare la vista, gli spazi non devono essere disordinati e troppi pieni, altrimenti i lettori abbandonano in fretta.
Condire le proprie affermazioni con fonti, links, grafici, documenti scaricabili. Usare tutti i social networks al massimo delle proprie possibilità, integrandone le funzionalità, segnalando i vari canali disponibili sul blog.
A differenza di quanto fanno certi grossi nomi della rete, è fondamentale interagire con i propri utenti. Non cancellare mai i commenti, tranne quelli volgari. Rispondere quando possibile a tutti. Farsi aiutare dalla gente, raccogliere le loro segnalazioni, intraprendere concrete iniziative cui la gente possa aderire, attraverso le quali possa sentirsi partecipe.
E soprattutto, soprattutto: essere se stessi. Non farsi condizionare da niente e da nessuno. Non condizionare a propria volta gli interventi degli ospiti che si intervistano, ma lasciarli parlare e pubblicarli in maniera integrale, o comunque con tagli che non snaturino mai il significato di quanto detto. La rete deve essere l’informazione libera, deve distinguersi nettamente da quanto siamo abituati a (non) vedere in televisione. Altrimenti la gente abbandona. C’è un grande desiderio di spontaneità, di verità, di immediatezza, di realismo in rete.
Come diceva Gandhi, “diventa il cambiamento che vuoi vedere intorno a te”.
Se ancora non lo conosci, scopri il blog ByoBlu.com
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Molta gente è stanca della corruzione e degli egoismi personali,vuole capire come vanno esattamente le cose e la rete sta operando in questa direzione trovando il plauso e il sotegno di QUANTI ACCEDONO ALLA RETE.La libera informazione PASSA PER LA RETE è questa è una verità di fatto.Niente censure ed è questo che fa della rete uno strumento eccezionale e io penso di saperne qualcosa.Spegni la TV e PASSA ALLA RETE.Ciao a tutti, complimenti per l’articolo e un grazie a Claudio Messora per il suo estenuante lavoro.
CLAUDIO MESSORA è UN GRANDE SPERO ANDRAI AVANTI COSI , te lo meriti , il tuo costante tenerti in contatto con giuliani per noi è molto rassicurante specialmente in questo periodo. FORZA CLAUDIO SIAMO TUTTI CON TE…CI SENTIAMO PRESTO ORMAI VISITERò IL TUO VIDEO BLOG OGNI GIORNO. W CLUDIO MESSORA.
I tuoi servizi sono sempre essenziali e mirano sempre al punto giusto.Sembra che tu abbia la capacità di sentire nell’aria quanto sta accadendo man mano che andiamo avanti e questo ti riesce su argomenti molto importanti.Ma come fai?Hai davvero naso.Pensa,io non so ancora caricare la mia foto e quella della mia bambina su FACEBOOK e me ne vergogno tremendamente,ma presto mi farò aiutare da mio fratello.Sei una persona sincera e questo lo si vede da come ti proponi nei tuoi bei e preziosi servizi.Sei davvero corraggioso,ma forse un pò troppo solo e dico forse perchè ho visto che nei vari video che ti vedono protagonista delle volte sei affiancato da persone splendite.Ti faccio i miei migliori auguri per quello ormai che è diventato il tuo lavoro e cioè informare sulla RETE.Grazie!