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  • On Berlusconi, la mafia darà un appoggio non di poco alla sua posizione politica se….

    6 luglio, 2009 by while  
    Categoria News



    Quasi mi sento in colpa per aver dedicato l’ultimo post alle foto scottanti annunciate dal Times quando sapevo già che era uscita una notizia incredibile passata casualmente inosservata.

    Stasera rivedendo l’ultimo passaparola di Travaglio ho appreso che la notizia è ancora più incredibile e scottante di quel che pensassi quindi non ho esitato più e ho aperto subito Byte Liberi. Ma bando alle ciance, passiamo al dunque…
    Qualche giorno fa alcuni giornali hanno pubblicato una notizia che informava che che la procura antimafia di Palermo ha trasmesso ai giudici della Corde d’appello una lettera per Silvio Berlusconi ritrovata tra le carte di Vito Ciancimino.
    Vito Calogero Ciancimino (Corleone, 2 aprile 1924 – Roma, 19 novembre 2002) è stato un politico e criminale italiano, appartenente alla Democrazia Cristiana e facente parte di Cosa Nostra. (Wiki)
    La lettera proviene dalla mafia corleonese cioè quella di Riina, e secondo molti contiene solo minacce indirizzate al nostro premier.
    Nel verbale di sequestro redatto dai carabinieri, si legge: “Parte di foglio A4 manoscritto contenente richieste all’on. Berlusconi di mettere a disposizione una delle sue reti televisive”. Nel testo della missiva, che è incompleto perché la prima parte è stracciata, emerge, però, l’intimidazione legata al fatto che se non si fosse dato corso alla richiesta avanzata ci sarebbe stato “il luttuoso evento”.
    Peccato che manca la parte più importante. Il pluriprescritto infatti riceve anche promesse, la lettera recita più o meno così:
    On Berlusconi, la mafia le darà un appoggio che non sarà di poco alla sua posizione politica se ci darà in uso una sua televisione.
    Assurdo vero? Come mai la stampa fa tante belle domande sulle Noemi di turno e nemmeno una mezza domanda su questo caso? La mafia è passata di moda?
    E perché queste carte escono fuori solo adesso se sono state ritrovate quasi cinque anni fa? Perché il procuratore antimafia di Palermo del 2005 Piero Grasso non le ha comunicate subito?
    Pietro Grasso (Licata, 1º gennaio 1945) è un magistrato italiano.
    L’11 ottobre 2005 è stato scelto come procuratore nazionale antimafia, subentrando a Pier Luigi Vigna che ha lasciato l’incarico nell’agosto 2005 per raggiunti limiti di età. La sua nomina fu al centro di aspre polemiche nel mondo giudiziario e politico, infatti essendo molto probabile la nomina dell’altro candidato, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo Gian Carlo Caselli, il governo Berlusconi III per evitare questo effettuo’ una modifica legislativa. Venne presentato un emendamento dal senatore Luigi Bobbio (AN) alla legge delega di riforma dell’ordinamento giudiziario (la cosiddetta “Riforma Castelli”). Con questo emendamento, Caselli non poté più essere nominato per quel ruolo per superamento del limite di età. La Corte Costituzionale, successivamente alla nomina di Piero Grasso quale nuovo Procuratore Nazionale Antimafia, dichiarò illegittimo il provvedimento che aveva escluso il giudice Gian Carlo Caselli dal concorso. (Wiki)
    Ma soprattutto perché dopo il 94 le TV di berlusconi iniziano una campagna denigratoria contro Caselli e il pool antimafia? Campagna che cessa non appena il fedelissimo Grasso viene messo al posto giusto.

    Evviva l’Italia.

    PS: Per approfondire consiglio caldamente la puntata di Passaparola di Travaglio.


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