Sembrerebbe proprio che il Governo stia servendo su un piatto d’argento milioni di euro alla mafia
29 maggio, 2009 by while

Alla pessima notizia di ieri (eliminata, dalle mani dei nostri uomini di giustizia, la password per controllare i conti dei boss mafiosi) si aggiunge la decisione del PDL e di Letizia Moratti di abolire la commissione antimafia che avrebbe dovuto controllare gli appalti e i milioni di euro che verranno investiti nell’Expo del 2015.
Le due notizie, apparentemente scollegate, potrebbero invece intrecciarsi e dar luogo ad un gustoso scenario per la malavita organizzata che sicuramente avrà già l’acquolina in bocca per tutti i soldi facili che a questo punto potrà fare sulla fiera milanese.
Infatti, senza una commissione antimafia che vigila direttamente sul numeroso flusso di denaro pubblico che scorrerà, e senza più la possibilità di tenere sotto controllo i conti correnti dei boss, il lavoro per la mafia diventa fin troppo facile.
Sembrerebbe proprio che il Governo stia servendo su un piatto d’argento milioni e milioni di euro dei contribuenti al principale cancro del paese.
Forse qualcuno, vista l’imminente tornata elettorale, sta facendo qualche favoretto nella speranza di un tornaconto in termini di voti?
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Non c’è bisogno di dire nulla, copio soltanto il pezzetto che mette in evidenza chi ha bloccato l’accesso agli uomini di giustizia.
«…se qualcuno dovesse effettuare delle interrogazioni non autorizzate la cosa dovrebbe essere segnalata. Questo
dovrebbe essere sufficiente per contrastare eventuali abusi». On. Vincenzo Visco
Sarebbe bello se bastasse,come deterrente,a chi ruba decine o centinaia di milioni di soldi pubblici,il timore di subire la condanna della collettività e vedere finire a pezzi la prorpia immagine sociale.Ma fino a quando la fanno franca non ci pensano,ma non gli sfiora neanche per l’anticamera del cervello,sicuri come sono,che gli possa capitare una cosa così grave.Perchè non è tanto la pena inflitta dalla giustizia a fare paura,in questi casi,
ma la vergona.Il timore di subire la condanna della collettività,in questi casi,può essere così forte da indurre i protagonisti della corruzione nel panico più totale con forti ripercussioni psicologiche.Sono convinto che la propria autostima si basi anche sulla propria reputazione sociale e quindi sul giudizio della cerchia sociale di cui si fa parte,ma costoro sono troppo sicuri e quindi non temono nulla,sono troppo sicuri e questo dovrebbe far riflettere.Saluti!