La Crisi non Esiste – Satira
13 marzo, 2009 by while
C’è preoccupazione in giro.
Siamo tutti preoccupati perché c’è la crisi.
Ovunque ti giri, qualunque cosa chiedi, c’è crisi.
Provate a chiedere a un qualcuno come va?!
Vi risponderà quasi sicuramente c’è crisi.
Come va con le donne?
C’è crisi.
Coma va il lavoro?
C’è crisi.
Che c’è al cinema?
C’è crisi.
La crisi si è propagata a macchia d’olio e tutti ci stiamo chiedendo come riusciremo ad andare avanti.
Intere famiglie che non riescono più a pagare i beni di prima necessità.
Famiglie che non riescono a pagare le rate del televisore al plasma, del frullatore, dell’Ipod nano, del condizionatore, del divano,
l’abbonamento a SKY, il Nintendo WII…
Tutta roba che avevamo comprato a rate,
perché qualcuno ci aveva detto che l’unico modo per uscire dalla crisi era spendere, spendere, spendere.
Tutta roba che avevi comprato a rate, tutto al costo di un caffè al giorno.
L’LCD a rate, al costo di un caffè al giorno!
La macchina a rate, al costo di un caffè al giorno!
Il videofonino a rate, al costo di un caffè al giorno!
Non prendi più caffè, minchia ma sei nervoso!
Berlusconi l’ha sempre detto che bisogna spendere i fondi che ci sono rimasti.
Presidente a me l’unico fondo che mi è rimasto è il fondo del caffè.
Provo a leggere il futuro e lo vedo nero!
Siamo confusi e siamo alla ricerca affannosa di una guida, un vate, qualcuno che ci dica cosa fare.
Come la pecorella smarrita cerca il pastore.
Quando una pecorella è smarrita il pastore è preoccupato.
In un’equazione matematica sarebbe così:
PECORA SMARRITA = PASTORE PREOCCUPATO
Nella realtà il pastore dovrebbe essere Berlusconi e la pecora, noi.
Quindi:
BERLUSCONI = NOI
Berlusconi sta a PASTORE come noi stiamo a PECORA.
Se la pecora però non si fida del pastore, se il pastore è inaffidabile, la pecora ha paura.
In un equazione matematica sarebbe così:
PASTORE INAFFIDABILE = PAURA
Nella realtà il pastore inaffidabile è Berlusconi e la pecora che ha paura, noi.
Quindi:
BERLUSCONI sta a PASTORE INAFFIDABILE come noi stiamo a PAURA.
La paura fa novanta e allora
BERLUSCONI sta a PASTORE come noi stiamo a NOVANTA.
Il nostro amato presidente del consiglio che sta cercando in tutti i modi di dirci che è tutto apposto, che la crisi non c’è,
che va alla grande, che insieme supereremo questo momento difficile, che insieme ci riusciremo, che insieme ce la faremo.
Presidente venga a casa mia e paghiamo l’affitto. Insieme.
L’8 marzo Berlusconi si è fatto una passeggiata in centro a Roma,
a via Veneto, una delle strade più chic di Roma.
Il Presidente ha potuto constatare che la crisi non è così drammatica.
Innanzitutto dice che i prezzi sono come quelli dell’anno scorso e i negozianti non si lamentano, anzi,
dicono che le cose funzionano più o meno come l’ anno scorso.
Quindi se volete comprate un orologio da BULGARI tranquilli;
ventimila euro costava l’anno scorso e ventimila euro costa quest’anno.
Potete comprarlo al costo dui un caffè al giorno, ma il caffè a via Veneto costa 4 euro!
In questo suo fervente ottimismo il presidente e il ministro dell’economia dicono di ispirarsi alla politica di Roosvelt
che nella crisi americana del ’29 diceva agli americani:
uscite, andate a mangiare un hamburger e pitturate il garage.
Io ho provato a seguire i consigli di Berlusconi-Tremonti-Roosvelt.
Sono uscito e sono andato a comprare un ha un panino con la porchetta.
E poi ho cominciato a dipingere il garage.
E mentre dipingevo ripetevo come un mantra LA CRISI NON ESISTE, LA CRISI NON ESISTE, LA CRISI NON ESISTE.
E dipingevo, e dipingevo e dipingevo…
Dopo mezz’ora un tipo tutto incazzato mi ha tolto il pennello dalle mani e m’ha detto:
ma che cosa fai? Dipingo il garage, l’ha detto Berlusconi. Ho capito, ma vai a dipingere il tuo di garage, non il mio!!! Il mio?! Io non ho neanche la macchina! C’è crisi!
Già mi immagino i prossimi consigli che ci darà il Presidente per uscire dalla crisi.
Per uscire dalla crisi bisogna comprare un gratta e vinci.
Per uscire dalla crisi partecipate al gioco dei pacchi.
Per uscire dalla crisi fate una rapina in banca.
Che io c’ho pensato seriamente a fare una rapina in banca.
Mi immagino a fare la rapina in banca, una banca a caso, l’Unicredit.
Fermi o sparo questa è una rapina. Mi dia tutto quello che ha in cassa.
L’impiegato l’unica cosa che ha in cassa è qualche titolo della Lehmann Brothers.
In carcere con i titoli della Lehmann Brothers.
Povero e disperato ma almeno in carcere ho la carta igienica.
Il governo comunque ha assicurato che varerà provvedimenti urgenti per uscirne tutti in buono stato.
Intanto hanno stanziato 17,8 miliardi di euro per le grandi opere compreso il Ponte di Messina.
Un anziano con la minima, intesa come pressione e come pensione, ha chiesto a Berlusconi:
Presidente ma se non possiamo permetterci neanche il pane perché stanziare i soldi per il Ponte?
E lui ha risposto ottimista e fiducioso, come la canzone de Il Libro della Giungla:
Ci bastan poche briciole ma lo Stretto è indispensabile e i tuoi malanni puoi dimenticare
In fondo bastan il minimo e sapessi quanto è facile trovar quel che ci basta per campar.
È come sempre il nostro presidente vive nelle favole!
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Ciò che è descritto dalla satira è vero, è reale e, soprattutto, non offre molte soluzioni, al contrario delle convinzioni del Sig Presidente del Consiglio. e questo mi preoccupa perché il problema oltre che di soldi è anche di rapporto umano, in quanto se ad una persona gli togli un senso compiuto a ciò che fa, per il quale si impegna, e da questo ne riceverebbe un saldo che gli permetterebbe di esprimere se stesso, e questo non c’è più o non c’è come si può ipotizzare debba essere un’equa ripartizione, sia dell’impegno che del mezzo con il quale egli poi esprime se stesso e si rapporta – (sia con sé che con gli altri) – nell’ambiente, questa mancanza fondamentale e del tutto umana genera inevitabilmente un conflitto anche molto profondo ed una crisi di identità di certo non auspicabile. Per cui il nostro capo del governo dimostra un notevole senso di incomprensione verso le reali conseguenze che il disagio di questo secolo sta maturando, anche in tempi forse più veloci del previsto. Personalmente ritengo che perché il nostro sistema non decada, a nostro discapito ulteriore, sia necessaria una presa di coscienza del cittadino verso le possibilità che ci sono per rinnovare questo sistema, a cominciare dall’energia rinnovabile e ad una mentalità basata rigorosamente sull’onestà ed il senso di responsabilità adulta, cioè critica non solo verso gli altri, ma anche verso se stessi, anzi forse prima di tutto in quel senso. Il capo del governo, nella fattispecie, il Sig. Cav. Berlusconi, dovrebbe dare un esempio limpido e indiscutibilmente comprovabile, per esempio stanziando un fondo unico per risanare il bilancio martoriato dei cittadini sia single che con famiglia, i quali , aderendo a dei consigli azzardati e falsati da disinformazione, ora non possono più andare avanti. Senza questo stanziamento il sistema economico italiano , per l’uomo medio , si blocca. Che cosa deve fare un ragazzo, un genitore, una donna, un libero professionista, un ente per poter sopravvivere ad un blocco del cuore del sistema? Certo non può considerare delle utopie alla rovescia come quelle del nostro capo del governo, bensì esigere, forse per la prima volta in tanti secoli, che un reale riscontro dell’impegno di un cittadino onesto e lavoratore venga contrassegnato dalla possibilità di esistere in modo dignitoso e realmente umano
vedremo .
come andrà a finire , non si sa