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  • L’Italia può considerarsi ancora una potenza mondiale? Oppure è una povera vecchietta che arranca?

    2 marzo, 2009 by  






    Vorrei portare tutti voi ad una semplice conclusione passando per alcuni confronti di dati molto indicativi della situazione del bel paese. Partiamo da quello che mi rende più triste e sconfortato di tutti: Connessione ad Internet.
    In America un ultrasettantenne su quattro naviga e legge un blog. L’80% della popolazione è connessa. Obama fa campagna su internet e diventa Presidente, sfruttando il mezzo più democratico al mondo. In Europa l’utilizzo di internet è in forte ascesa. Nel 2008 la Francia è balzata dal 49% al 62%. La Spagna dal 45% al 51%. L’Inghilterra dal 67% al 71%. La Germania dal 71% al 75% e la Danimarca dal 78% all’82%. L’Italia è l’unico paese dei 27 dell’Europa allargata nel quale si registra una flessione dell’utilizzo di internet. Nel 2007 navigavano 43 famiglie ogni cento. Nel 2008 ne sono rimaste solo 42. Gli italiani erano un popolo di navigatori. Poi sono affondati. (Fonte)
    Diamo ora un’occhiata agli investimenti in quello che si può definire senza problema il motore di un paese avanzato: La Ricerca Scientifica.
    Nel 2004 gli Usa hanno speso in ricerca 312 miliardi di dollari, pari al 2,8 del PIL, contro i 118 del Giappone (3% del PIL) e i 210 dell’Europa (1,9 del PIL).
    La Cina che ha ormai raggiunto il terzo posto nel mondo in quanto a investimenti assoluti, ha speso circa 93 miliardi di dollari, precedendo la Germania (59 mld $), la Francia (38 mld $) e il Regno Unito (32 mld $).
    L’Italia con i suoi 17 miliardi di $ circa, si trova molto al di sotto nella graduatoria delle spese per la ricerca sia in termini assoluti, sia in termini di percentuale del PIL (circa 1,1%).
    Gli Stati Uniti rimangono pertanto i maggiori finanziatori della ricerca scientifica nel mondo. (Fonte)
    Inoltre a questi dati andrebbero aggiunti i costanti tagli compresi gli ultimi freschi freschi del Governo Berlusconi III. Lasciamoci però un attimo la ricerca alle spalle e andiamo a toccare uno dei tasti più dolenti; quello che molto probabilmente sarà la causa del colpo di grazia sull’Italia da parte della crisi: Il Debito Pubblico.
    Per debito pubblico si intende il debito dello Stato nei confronti di altri soggetti, individui, imprese, banche o soggetti stranieri, che hanno sottoscritto obbligazioni (come BOT e CCT) destinate a coprire il fabbisogno finanziario statale. (Wikipedia)



    Potrei continuare per ore elencando altri dati che ci farebbero a pezzi su cose importantissime come infrastrutture, turismo, sanità ecc. Ma secondo me questi tre campi sono più che sufficienti per sbattere fuori dal cerchio delle potenze mondiali la povera e vecchia Italia che arranca zoppicando in un mondo sempre più tecnologico, sviluppato e dinamico. Italiani: scendiamo dal piedistallo e rimbocchiamoci le maniche.



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    Commenti

    Una Risposta su “L’Italia può considerarsi ancora una potenza mondiale? Oppure è una povera vecchietta che arranca?”
    1. Massimo scrive:

      Hai perfettamente ragione.
      In questo paese, troppo abituato ad adagiarsi sugli allori del passato e a sopravvalutare qualsiasi cosa faccia, mancano 2 cose a mio avviso fondamentali: la qualità e l’impegno a migliorarsi sempre, a tutti i livelli.

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