Cosenza: verso il Ricuglitivi-day
11 novembre, 2008 by while
“A dovuta distanza dalle ultime elezioni cittadine, è tempo di riflessioni sulla qualità della vita nella nostra città.
Senza peraltro voler esagerare, Cosenza appare eterodiretta (sempre dipendente da scelte politiche che avvengono altrove) incapace di autoregolarsi (scelte amministrative, dai servizi alla cultura, copiate e calate nella nostra realtà), inadeguata nel difendere diritti o progettare la realizzazione dei suoi desideri.
Ma non è tutto: abbiamo un Consiglio Comunale afono, muto sulle questioni vitali e attento solo alle logiche di potere, servizi non all’altezza dei bisogni dei cittadini (basta vedere questione delle Cooperative o ciclo dei rifiuti), poteri forti sempre più arroganti ed impuniti. Insomma, senza volerla fare lunga, Cosenza è una città regressa, periferica, in ritardo.
Le responsabilità sono di tutti, dei cittadini, dei movimenti e delle associazioni (cos’altro c’è da aspettare per reagire a questo disastro?) ma soprattutto dei politici e degli amministratori, che sono stati mandati lì giusto per risolvere i problemi di tutti e che invece giocano a scaricarli prima sulla Regione, poi sul Governo e infine nientedimeno che sulla situazione di crisi economica mondiale.
Poniamo domande molte semplici che vorrebbero risposte oneste:
• Perché la cultura, fiore all’occhiello della tradizione cosentina, è in mano a pochi che ne fanno un affare personale?
• Perché a Cosenza, unica città dell’occidente abbiamo un assessorato al CULTO?
• Perché i servizi sociali ed educativi, esperienza ascrivibile interamente alla passione e alla intelligenza di giovani cosentini, si devono privatizzare?
• Perché non esiste un luogo dove i cosentini possano produrre, ascoltare musica, colta, popolare o di qualsiasi genere essa sia?
• Che fine ha fatto il Planetario?
• Perché sul Teatro Morelli e sugli altri spazi pubblici non si apre una discussione larga, aperta, civile?
• Perché sul Teatro Morelli e sugli altri spazi pubblici non si apre una discussione larga, aperta, civile?
• Perché dobbiamo convivere con un traffico caotico e non si riesce a dare ai cittadini una mobilità tale da permettere trasferimenti facili – come in tutte le città d’Europa – per esempio con l’Unical e l’area urbana?
Per noi, abbiamo ribadito, è essenziale la questione dell’idea di città che abbiamo in mente, di quale città parliamo e vogliamo manifestare, rendere pubblica. Se quella di chi vuole i divi e le star degli eventi, avendo rinunciato ad ogni partecipazione, o quella di chi si sperimenta ogni giorno nei vari campi culturali e si sforza di produrre qualcosa per se e per la città: se Invasioni o Esodo, se Lirica o no, se evento o produzioni dal basso lungo tutto l’anno. Ci interessa l’aspetto politico: la possibilità di discussione collettiva, di laboratorio permanente, di messa al lavoro, all’opera di chi in questi anni ha realmente prodotto arte, cultura, socialità.
FACCIAMO APPELLO ALLE COSENTINE E AI COSENTINI PER UN RICOGLITIVI-DAY. Crediamo che le cosentine e i cosentini siano stanchi di avere come palle ai piedi questi piccoli feudatari quali sono i nostri amministratori che si arroccano nelle segreterie dei partiti o all’interno delle loro case con i soliti amici e decidere da quei luoghi i destini della città.
I movimenti, la cooperazione sociale cosentina, devono fare un passo in avanti: i partiti hanno esaurito il loro ruolo e sono ai saldi, alle svendite di magazzino. Chi in questi anni si è battuto e ha agito con disinteresse e per il bene di tutti facendo di Cosenza un luogo amabile e vivibile, deve farsi avanti con il consueto coraggio. La partita si gioca fra chi vuole ripristinare il potere delle lobby e delle oligarchie sulla città e chi in questi anni ha agito per mantenerla libera, potente e autodeterminata”
ADERISCI ALL’APPELLO, MANDA UNA MAIL DI CONFERMA ALL’INDIRIZZO ricuglitividay@ciroma.org
Fonte: Radio Ciroma
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