• CITAZIONI

  • Scuola Precaria – Satira

    28 ottobre, 2008 by  







    Tempi duri per la scuola italiana.
    Due decreti, un ministro, migliaia di genitori e di studenti in piazza.
    Scuola precaria quella italiana.

    Ho visto bambini disperati scappare dal nido e chiedere asilo.

    Ho visto genitori sbrigare una pratica di iscrizione in soli dodici mesi.
    Che io mi chiedo perchè chiamarla pratica se in realtà è così complicata?

    Ho visto alunni così ignoranti che dopo un anno di prima passavano alla retromarcia.

    Ho visto l’insegnante precario, un organismo scolasticamente modificato.

    L’avventura comincia dall’università,
    poi il concorso, poi la scuola di abilitazione e infine il tirocinio per arrivare finalmente all’inserimento in graduatoria!

    Se sei fortunato cominci con i rinomati incarichi annuali.
    E così un anno sei a Cuneo,
    un anno in uno sperduto paesino del Triveneto e l’anno dopo ti mandano in una scuola tra le montagne sarde.
    E poi ci si lamenta che gli studenti non seguono gli insegnanti…e grazie.
    Gira più un insegnante precario che un Testimone di Geova di domenica mattina.

    Gli unici insegnanti che se la passano bene sono gli insegnanti di religione.
    Per diventare insegnante di religione non serve passare per i concorsi pubblici.
    Serve il SI del vescovo e qualche requisito professionale e addio precariato.
    È più facile che una classe abbia l’insegnante di religione piuttosto che l’insegnante di geografia.
    Io ho conosciuto un sacco di alunni che sanno tutto quello che è successo a Betlemme ma non sanno dove cazzo si trova.

    In Italia la scuola è così precaria che per un liceale Leonardo e una delle tartarughe ninja,
    Giovanna D’arco è la sorella di Robin Hood e Kant è senza dubbio quello che si trasforma in Superman:
    Clarke Kant!

    Nella scuola italiana oggi il vero studente modello è quello che entra in classe e fa le sfilate!

    Dicono però che la scuola italiana sia la migliore d’Europa e che le altre scuole europee la prendono a modello.
    Ora infatti anche nel resto d’Europa i ragazzi picchiano i professori.

    Ho visto alunni minacciare professori e professori minacciare alunni. “Non mi devi mancare di rispetto, io ti rimando”!
    E io ti rimando affanculo.

    Ho visto un ministro della Pubblica Distruzione parlare con gli studenti dopo, non prima, ma dopo aver scritto il decreto.
    Dice lei che si ispira alla politica americana.
    Infatti prima ha lanciato una bomba sui civili e poi ha spiegato il motivo.

    Un ministro che dice di aspirare a diventare come Obama.
    Se continua così ci arriverà presto: la faranno nera!

    Ho visto studenti manifestare perchè perdere un giorno di scuola fa sempre figo.
    Ho visto studenti lanciare sedie e banchi per protesta.
    Ma ho visto anche ragazzi, che considerano la scuola un diritto e un modo per crescere,
    manifestare pacificamente e gridare decisi il proprio NO!
    La sintesi perfetta della scuola delle tre I di Berlusconi:
    ignoranti, imbecilli e incazzati!

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