• CITAZIONI

  • GIU’ LE MANI DALLE UNIVERSITA’

    22 ottobre, 2008 by  





    L’accesso ad un’istruzione di qualità è condizione fondamentale per la crescita culturale della società. Le nuove generazioni non avranno questa possibilità.

    Da troppi anni la Scuola e l’Università pubblica hanno rappresentato per i governi che si sono succeduti solo onerose voci di spesa da tagliare, piuttosto che istituzioni su cui investire. La legge Tremonti (133/08) rappresenta il passo conclusivo di un processo di destrutturazione dell’Università pubblica.

    La Legge 133/08 presenta una serie di misure che, considerata la gravità inaudita, devono essere ritirate immediatamente:

    • I tagli progressivi fino a 1400 milioni di euro costringeranno gli Atenei a trasformarsi in fondazioni di diritto privato, con un inevitabile e incontrollato aumento delle tasse d’iscrizione: l’Università per tutti di fatto sparirà, l’accesso all’istruzione diventerà un privilegio legato al reddito e non più un diritto.
    • La privatizzazione delle Università-fondazioni renderà meno libera e indipendente la ricerca, vincolandola agli interessi dei finanziatori privati: la ricerca di base – non suscettibile di un immediato sfruttamento economico – sarà annientata.
    • La riduzione indiscriminata degli organici (solo 1 nuovo assunto per ogni 5 pensionamenti) renderà del tutto impossibile garantire una didattica di qualità, con un appiattimento generale dell’offerta e l’incapacità di mantenere la copertura anche dei corsi fondamentali.
    • Migliaia di precari della ricerca e del settore tecnico-amministrativo vedranno definitivamente svanire – dopo numerosi anni dedicati alla ricerca e all’Università – la possibilità di una stabilizzazione della propria posizione lavorativa. Un licenziamento preventivo.
    Gli effetti di questi provvedimenti graveranno su ogni grado dell’Istruzione, negheranno a moltissimi l’accesso alla cultura, colpiranno anche le economie delle città universitarie.

    QUESTI PROBLEMI RIGUARDANO TUTTI

    E’ necessario rimettere subito il tema dell’istruzione pubblica, dell’Università e della ricerca al primo punto dell’agenda politica del paese.

    MANIFESTARE! MANIFESTARE! MANIFESTARE!
    Farsi sentire. Unirsi a chi già lotta. Combattere questo stato sempre più fascista.
    Nessuna Paura. Uniti.


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