Carnevalata d’ottobre
14 ottobre, 2008 by while
Ed eccola li, tra le piege di un decreto legge, la nuova norma ad personam del governo Berlusconi.
Questa volta, il fortunato che gioverà di una leggina confezionata su misura è Corrado Carnevale.
Attualmente presiede una sezione civile della Cassazione ma la sua grande aspirazione è arrivare alla punta della piramide, al vertice: alla presidenza della Corte suprema di Cassazione.
Carnevale, o altrimenti detto “l’ ammazzasentenze”, era noto per la sua facilità con cui annullava importanti sentenze che condannavano esponenti mafiosi .
Acerrimo nemico di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Carnevale, alla presidenza della prima sezione penale della Cassazione si incaricava di cassare, annullare, decine di sentenze di condanna emesse dai giudici di Palermo nei confronti dei capi mafia. Sempre con cavilli, virgole mancanti, timbri incompleti. Era il re del garbuglio.
I sospetti di collusione con la mafia diedero vita ad un processo con l’imputazione di concorso esterno in associazione mafiosa. Carnevale è stato assolto in primo grado, condannato in appello e salvato dalla Cassazione ha annullato la sentenza.
Dopo la sentenza di appello si dimise ma quando la Cassazione lo assolse lui ottenne una legge per poter rientrare in magistratura dopo che si era messo in prepensionamento.
Dopo la sentenza di appello si dimise ma quando la Cassazione lo assolse lui ottenne una legge per poter rientrare in magistratura dopo che si era messo in prepensionamento.
Per capire il personaggio Carnevale basta riportare qualche intercettazione a suo carico. In alcune telefonate definiva Falcone e Borsellino “due incapaci, con un livello di professionalità prossimo allo zero”. Chiamava Falcone “quel cretino”, “io i morti li rispetto, ma certi morti no”. Ancora: “a me Falcone non è mai piaciuto”. Sostenne anche che Falcone avesse messo sua moglie, Francesca Morvillo, nella corte d’Appello di Palermo per far confermare le condanne che Falcone otteneva in primo grado. Lo accusava di aggiustare i processi per “fregare qualche mafioso”. Secondo lui condannare i mafiosi significava fregarli.
Costui, molto probabilmente, diventerà presidente della Cassazione alla giovanissima età di 80 anni e ci potrà restare fino ai suoi 83, anche se i suoi colleghi vanno in pensione a 75. Grazie ad un comma, infilato giovedì 9 ottobre, al Senato all’interno del decreto legge che dà più soldi ai magistrati che accettano di trasferirsi in sedi disagiate. Lo propone Luigi Compagna, forzista.
A leggerla, l’anonima norma pro-Carnevale sembra incomprensibile.Ma la sostanza della norma è chiara: la disposizione dell’ordinamento giudiziario dell’ex Guardasigilli Clemente Mastella (2007) per cui, chi fu graziato nel 2004 e ottenne la ricostruzione della carriera non può ottenere posti di vertice oltre i 75 anni, “è abrogata”. La Mastella cancellava la Castelli che invece non poneva limiti d’età. Ora si torna indietro. E si dà via libera a Carnevale.
Dunque ecco la terza leggina pro-Carnevale. La prima ripescò Carnevale dalla pensione, dov’era finito per via del processo per concorso in associazione mafiosa che gli aveva mosso la procura di Gian Carlo Caselli. Fu assolto nel 2002. L’anno dopo ecco un comma nella Finanziaria per restituire onore e carriera ai dipendenti pubblici, toghe comprese, finite nelle maglie della giustizia ma uscitene illese. Non solo possono tornare in servizio, ma recuperare pure gli anni persi sforando l’età pensionabile.
Dunque ecco la terza leggina pro-Carnevale. La prima ripescò Carnevale dalla pensione, dov’era finito per via del processo per concorso in associazione mafiosa che gli aveva mosso la procura di Gian Carlo Caselli. Fu assolto nel 2002. L’anno dopo ecco un comma nella Finanziaria per restituire onore e carriera ai dipendenti pubblici, toghe comprese, finite nelle maglie della giustizia ma uscitene illese. Non solo possono tornare in servizio, ma recuperare pure gli anni persi sforando l’età pensionabile.
Ora invece, se la Camera dovesse confermare il decreto, permetterà a Carnevale di coronare il suo sogno. L’attuale capo, Vincenzo Carbone, va in pensione a metà del 2010. Lui avrà 80 anni, ed in quanto più anziano e titolato rispetto agli altri ce la farà.
Farà compagnia ai “giovanotti” Berlusconi e Napolitano al vertice delle istituzioni italiane.
Tristezza, profonda tristezza!!!
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