mercoledì 16 luglio 2008

Una sinistra inesistente e berlusconiana


Berlusconi. Berlusconi. Berlusconi. Anche se sono convinto che il parlare male di un individuo sia sempre direttamente proporzionale alla sua disonestà, ormai l'evolutissima specie berlusconiana, prendendo esempio dal proprio leader, usa la tecnica del vittimismo per rafforzare e giustificare la propria scelta di voto dato al partito con più collusi e corrotti d'Italia. Ecco così, come per incanto, che il nucleo delle accuse, la sostanza vera delle parole perde valore. Berlusconi diventa un martire. Il dialogo è negato. Ogni ragionamento logico è calpestato perché poverino il nostro simpatico folletto stuccato è un perseguitato. E' proprio per questo che oggi voglio mettere da parte, anche se con difficoltà (visto che al governo c'è lui e visto che ne combina due o tre al giorno), il nostro amato Mr B. e dedicarmi alla nostra simpatica e inesistente sinistra. Almeno così i berlusconiani non potranno usare contro di noi la vecchissima tecnica le cui origini risalgono ai tempi del mafioso Andreotti, quando addirittura un cantante (Baccini) scrisse una canzone per plasmare l'opinione pubblica verso il comodo vittimismo.

Violante e le promesse a Berlusconi.
Partiamo subito in quarta. Luciano Violante, storico esponente della sinistra italiana è diventato famoso sulla rete (in TV certe cose non si devono far vedere) per le scioccanti dichiarazioni fatte nel 2003 in qualità di capogruppo dei DS. Affermò testuali parole:

"L'onorevole Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena, non adesso, nel 1994 che non sarebbero state toccate le sue televisioni, quando ci fu il cambio di governo. E lo sa! Lo sa lui e lo sa l'onorevole Letta! Comunque a parte questo la questione qui è un'altra: voi ci avete accusato di regime nonostante, vi ripeto, non avessimo fatto il conflitto di interessi. Avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni. Avessimo aumentato durante il centro sinistra, il fatturato di mediaset è aumentato di 25 volte!!" (Luciano Violante - 2003)
Anche se Berlusconi purtroppo riesce sempre a farsi mettere in mezzo, il profilo che emerge da questa vicenda è quello, ormai risaputo, della casta. Come dice Sabina Guzzanti nel film "Viva Zapataro": Ma in nome di quale mandato elettorale sono state prese queste decisioni? E nell'interesse di chi? Viene la nausea lo so. Ma facciamoci forza e andiamo avanti.



Bancopoli: la scalata dei furbetti del quartierino.
La questione della scalata illegale dell'Unipol a BNL ai danni di banche estere, è divenuta il baluardo di ogni berlusconiano DOC dopo che Il Giornale pubblicò alcune interessanti anche se irrilevanti ai fini giudiziari (Berlusconi predica bene ma razzola male) intercettazioni di alcuni esponenti del centro sinistra, risalenti al 2005. Rivediamole insieme.

Il 5 luglio 2005 Piero Fassino parla con Consorte, e gli spiega che l'allora numero uno di Bnl, Luigi Abete, vuole vederlo per parlargli. Ecco un brano della telefonata:

- Fassino: Gli... gli altri cosa fa? Perchè mi ha chiamato Abete.
- Consorte: sì
- Fassino: chiedendomi di vederci, non mi ha spiegato, cioè voglio parlarti, parlarti a voce, a voce, viene tra un po'.
- Consorte: uhm.
- Fassino: su quel fronte lì cosa succede?
- Consorte: mah, guarda, su quel fronte lì... eh noi con.. però tu... ma questa... eh... non gliela devi dire a lui...
- Fassino: ma io non gli dico niente, voglio sapere, voglio solo avere elementi utili per il colloquio.
- Consorte: no, no, no. No, no. Ti sto infatti...
- Fassino: sto abbottonatissimo.
- Consorte: eh. No, ma ti dico anche quello che puoi dire e non dire, solo questo.
- Fassino: ecco meglio così. Dimmi tu.
- Consorte: noi, sostanzialmente con gli spagnoli un accordo l'abbiamo raggiunto.
- Fassino: sì.
- Consorte: anzi, non sostanzialmente ma di fatto proprio, concreto. Uhm! Naturalmente ci siamo riservati di sentire i nostri organi.

La telefonata proseguirebbe su argomenti personali per poi riprendere:

- Fassino: ma sarebbe un accordo che si configurerebbe come?
- Consorte: l'accordo si configura che noi aderiamo alla loro ops...
- Fassino: eh.
- Consorte: loro ci danno il controllo di Bnl Vita.

La conversazione poco più sotto proseguirebbe:

- Fassino: vi passano a voi le quote di Bnl Vita?
- Consorte: sì.

Dopo ancora qualche battuta, la telefonata andrebbe avanti così:

- Consorte: sì, sì e soprattutto ci danno tutti gli assets, quindi otto miliardi di euro che Bnl Vita gestisce, cioè tutta l'azienda proprio, praticamente no? Poi ci danno un altro
oggetto...
- Fassino: ehm.
- Consorte: che però non si può dire oggi.

Ancora più avanti la telefonata proseguirebbe:

- Consorte: e poi d'altra parte il vero problema è che noi non riusciamo a chiudere l'accordo con Caltagirone, questo è il problema vero.
- Fassino: qual è il problema?
- Consorte: fa richieste assurde.


Il 7 luglio del 2005 Massimo D'Alema interviene in una telefonata tra Nicola La Torre e Gianni Consorte. Consorte spiega a D'Alema che riusciranno ad avere circa il 70% di Bnl:

- D'Alema: va bene. Vai avanti vai!
- Consorte: Massimo noi ce la mettiamo tutta.
- D'Alema: facci sognare. Vai!
- Consorte: anche perchè se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perchè la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo.
- D'Alema: e si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?
- Consorte: esatto. È da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni.
- D'Alema: va bene, vai!

«Dobbiamo vederci personalmente, stai attento alle comunicazioni». Massimo D'Alema a Gianni
Consorte.
Il 18 luglio 2005 Stefano Ricucci parla al telefono con Nicola Latorre:

- Latorre: Stefano!
- Ricucci: eccolo! Il compagno Ricucci all'appello!
- Latorre: (ride)
- Ricucci: ormai questa mattina a Consorte glielo ho detto: "datemi una tessera perchè io non gliela faccio piu", eh!
- Latorre: ormai sei diventato un pericolo sovversivo.
- Ricucci: e sì, eh!
- Latorre: un pericolo sovversivo, rosso oltretutto.
- Ricucci: c'è anche il bollino stamattina!
- Latorre: sì.
- Ricucci: ho preso da Unipol io tutto... Ho preso, tutto a posto, abbiamo fatto tutte le operazioni con Unipol quindi...
- Latorre: sì sì.
- Ricucci: non ti posso dire niente, eh!

Latorre nel concludere la telefonata esorterebbe Ricucci a incontrarsi:

- Latorre: sì, sì, sì. No, ci do... non possiamo, dobbiamo parlarci un po'.


Bavaglio alla stampa? Tutti d'accordo!
Quando c'è da mettere il bavaglio alla stampa la politica stranamente si ritrova tutta compatta.
Non tutti si ricordano che la tanto discussa legge sulle intercettazioni che mette il bavaglio alla stampa era stata già avanzata, se pur molto più moderata, dall'ultimo governo Prodi dall'allora ministro di Giustizia Clemente Mastella. Per ricordare quei tempi vi suggerisco di guardare questo video di Qui Milano Libera:




Salviamo Previti, liberiamo migliaia di delinquenti.
Come scordarci il maledetto indulto dell'ultimo governo Prodi firmato ancora una volta: Clemente Mastella? Anche da questo episodio emerge il solito profilo di casta che si chiude a riccio quando c'è qualcuno dei loro da salvare. Tutto parte da quando Cesare Previti, braccio destro di Berlusconi (cazzo ci rientra sempre), deve scontare cinque anni per una sentenza passata in giudicato. Con l'indulto, votato da tutti tranne che da IDV, AN e Lega, la pena si riduce a due anni per i quali sono previsti provvedimenti alternativi come l'affidamento ai servizi sociali.

La riabilitazione di un defunto politico e l'opposizione fasulla.
Come non concludere questo articolo parlando dell'ultimo sgorbio nato? Il Partito Democratico. C'era un tempo in cui Berlusconi era disperato. Annunciava nuovi partiti contro il volere dei suoi alleati che lo davano per pazzo. Ma proprio quando tutto sembrava dover andare nei migliori dei modi ecco che entra in gioco il super eroe Walter Veltroni che con delle primarie FASULLE e grazie alla spinta dei telegiornali (ricordo che in quel periodo non si parlava altro che di Walterino) prende le redini del nuovo nato Partito Democratico. Quando tutto è ormai pronto con un'ottima strategia fa cadere il governo Prodi e corre verso le nuove elezioni. Riabilita Berlusconi e perde miseramente incentrato una campagna elettorale sul ridicolo fatto di non voler nominare il proprio avversario Politico. Nel frattempo perde anche il controllo della capitale che finisce nelle mani di un fascistone. Salito all'opposizione diventa più berlusconiano di Bondi e Fede messi insieme. E' d'accordo su molti degli scempi berlusconiani. Annuncia una manifestazioni ad ottobre contro le leggi vergogna che vengono approvate oggi. Si dissocia dalle piazze piene di cittadini stanchi di questa malapolitica. Come non mandarlo a quel paese?
Grazie al cielo la gente è sveglia e infatti il povero Walter perde giorno dopo giorno consensi a favore di IDV.