lunedì 7 luglio 2008

8 per mille?? ottomila...no, un miliardo!!!!

Oggi ci occupiamo della chiesa e del suo incredibile impero economico, creato e mantenuto grazie a rapporti privilegiati con lo Stato ed alimentato dai suoi referenti politici impiantati in parlamento da più di mezzo secolo.
Uno dei “simpatici” meccanismi che permette alla chiesa cattolica di avere introiti abnormi ed ingiustficati è l’otto per mille. Vediamo perché.
L’otto per mille è quel meccanismo con cui lo Stato italiano, attraverso la scelta dei contribuenti, devolve una percentuale fissa del gettito fiscale Irpef allo Stato, alla Chiesa Cattolica o ad altre confessioni religiose.
L’inghippo sta proprio nel meccanismo vizioso con cui si attribuiscono le quote inespresse. Infatti solo poco più di un terzo dei contribuenti italiani opera una scelta a favore dei destinatari dell'otto per mille. Tutti gli altri si astengono dal fare questa scelta e non dichiarano a chi destinare l’otto per mille.
Tra quelli che operano una scelta (circa il 40%) molti scelgono la Chiesa cattolica, ma nonostante la bassa percentuale di quote espresse la Chiesa riceve l' 87 % per cento dell'intero monte premi.
Questo è possibile grazie al meccanismo perverso contenuto in una norma, votata da quasi tutti i partiti, per la quale le somme di chi non ha operato una scelta vengono ripartite tra i destinatari in misura proporzionale alla percentuale di firme ricevute.
In sostanza la Chiesa riceverà l’87% del gettito totale, pur avendo ricevuto solo il 34 % di sostegni espressi. Tradotto in soldoni, la Chiesa riceve ogni anno quasi 1 miliardo di euro mentre, se non fosse stata ideata questa truffa, ne avrebbe ricevuto meno di 400. In altre parole, la Chiesa ha ricevuto circa 600 milioni in più di quanto non le fosse dovuto.
C' è da aggiungere che la Chiesa cattolica si avvale di tutta la sua potenza mediatica per indurre la gente a farsi destinare l’otto per mille realizzano spot in TV o iniziative come opuscoli alle famiglie, numero verde a cui chiedere spiegazioni o siti Internet, mentre lo Stato non fa altrettanto in suo favore.
E poi solo una minima parte di questi introiti viene destinata ad opere di beneficienza o progetti nel sociale (circa il 20 %) contrariamente a quanto viene fatto credere ai contribuenti grazie a spot televisivi molto accattivanti.
Ancora: Come mai non tutte le religioni possono ricevere l'otto per mille? Come mai, ad esempio, l'Islamismo non compare tra i beneficiari, pur rappresentando una comunità numerosa? La confessione Islamica ha stipulato con lo stato Italiano la convenzione necessaria a diventare beneficiario da oltre dieci anni! Ma da oltre dieci anni i parlamentari di obbligo cattolico (sapientemente piazzati in entrambi gli schieramenti) impediscono regolarmente la ratifica da parte del Parlamento, con buona pace della libertà confessionale sancita dalla Costituzione.
Questo trattamento privilegiato è condito con altre agevolazioni a suo vantaggio: esenzione dell’ ICI, fondi alle scuole cattoliche ed innumerevoli altri privilegi, che portano le sue entrate a circa 12 miliardi di euro. Una vera e propria macchina mangiasoldi che succhia sempre più denaro pubblico.
Come ovviare a questo meccanismo? Tutti quelli che non vogliono destinare l’otto per mille alla chiesa cattolica dovranno semplicemente affettuare una scelta per non finire nel calderone delle quote inespresse e destinare la propia quota allo Stato o ad una delle confessioni religiose indicate dalla legge - cattolici, valdesi, ebrei, luterani, avventisti o assemblee di Dio- . Il mio consiglio è quello di infomarsi sulle varie confessioni e scegliere quella che gestisce questi fondi con la massima trasparenza e li utilizzi esclusivamente per finanziare progetti di natura assistenziale, sociale e culturale.

"Talvolta mi chiedo se la Chiesa crede ancora in Dio. È certo un'affermazione paradossale e provocatoria, ma ha una sua giustificazione: quando la Chiesa interviene massicciamente per promuovere una legislazione favorevole alla sua etica, allora ci possiamo chiedere se chi gestisce il potere ecclesiastico crede più agli strumenti del mondo o all'opera di Dio."
(Umberto Galimberti )

"In Italia non abbiamo avuto l'Illuminismo ma abbiamo avuto la Chiesa, il che è una gravissima pecca. Il risultato è che l'italiano è abituato ad avere altri che interpretino i testi per lui. "
(Daniele Luttazzi)

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