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  • Estratto Precario – Satira

    10 giugno, 2008 by  






    Questo è un estratto dello spettacolo InPerfetto Equilibrio Precario,
    a cura della Compagnia Magma, in scena il 14 Giugno presso il Centro Enea di Roma.
    Imperdibile!
    Non è un invito….è una minaccia!
    Info: 3284183543

    http://www.magmateatro.it/



    Sono Sara, lavoratrice precaria.
    Sono laureata in Scienze della Comunicazione con 110 dieci e lode e l’unico lavoro che sono riuscita a trovare è l’operatrice di call center.
    Il capo me l’ha detto al colloquio: “Più Scienze della Comunicazione di questa si muore”.

    L’idea di essere flessibile all’inizio mi entusiasmava.
    Nessun orario fisso, nessun vincolo…volevo un lavoro che mi permettesse di mettere qualcosa da parte ma che allo stesso tempo mi permettesse di dedicare del tempo ai miei sogni.
    Diciamo che ho raggiunto l’obiettivo.
    Sono riuscita a mettere da parte qualcosa, la mia vita e a sognare…
    infatti torno a casa distrutta, mi divoro il letto e a volte mi capita di sognare.

    Ho un contratto full-time.
    Lavoro dalle 9 alle 16.
    Anche il mio ragazzo lavora nello stesso call center, al secondo turno dalle 16 alle 24.
    Praticamente non ci vediamo mai ma ci sentiamo sempre.

    Cercavo un posto di lavoro e mi hanno dato addirittura una postazione!
    Lavoro in un grande open space di duecento metri quadri…i quadri siamo noi.
    Ogni postazione è un quadrato di un metro per un metro.
    Da una parte ci sono il computer, il telefono e la cuffia. Dall’altra parte una flebo fisiologica, un catetere e quindici supposte di nicotina.
    Che io me le fumerei pure, minchia ma non si accendono. Cinque minuti di pausa ogni quattro ore di lavoro che ti alzi dalla sedia che sul sedere c’hai impresso a fuoco il logo della Buffetti.
    Più telefoni, più guadagni; più guadagni, più guadagna l’azienda; più guadagna l’azienda, più il capo è contento; più il capo è contento, più hai speranza di continuare a lavorare.
    E così si chiude il cerchio e a te ti viene un cerchio…alla testa però.
    Così l’economia gira…in realtà c’è qualcosa che ti gira ma non è propriamente l’economia!
    Chiamo e richiamo e ancora chiamo e richiamo.
    Più che farli, a fine giornata lì do i numeri.
    Faccio più numeri di telefono io in un giorno che gli abitanti dell’intera Basilicata in un anno.

    La nostra azienda si divide in due reparti.
    Un reparto che si occupa di telefonate INBOUND e un reparto che si occupa di telefonate OUTBOUND.
    In parole povere, che sono l’uniche che mi posso permettere,
    INBOUND è quando tu chiami un cliente per vendergli qualcosa;
    OUTBOUND è quando il cliente chiama te, in genere, per lamentarsi di quel qualcosa che gli hai venduto.
    Io ho un reparto tutto per me,
    il reparto James Bound, perché con il mio stipendio arrivare alla fine del mese è MISSION IMPOSSIBLE!!!

    Poco prima di finire il tuo turno di lavoro devi presentare la lista dei contatti giornalieri al tuo caporeparto.
    È allucinante constatare che pur avendo avuto decine e decine di contatti,
    l’unico essere che ho guardato negli occhi è il pesciolino rosso del desktop.
    L’Italia è una Repubblica democratica affondata sul lavoro!

    http://www.pietrosparacino.it/
    http://www.magmateatro.it/
    http://www.spettacoliadr.it/





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