La mia banca è indifferente – Satira
20 maggio, 2008 by while
A un anno dall’entrata in vigore della legge sulla portabilità del mutuo,
ovvero il trasferimento da una banca a un’altra del mutuo appunto,
non tutte le banche si sono allineate alla nuova legge che più che entrata in vigore sembra essere entrata da un’altra parte
…ma proseguiamo con i fatti…
La legge Bersani sancisce che l’operazione di portabilità del mutuo,
il trasloco del mutuo da una banca all’altra, sia a costo zero per il cliente;
ma solo due banche su quaranta filiali, come emerge da una ricerca sul campo,
hanno spostato il mutuo a un’altra banca senza chiedere parcelle né bancarie né notarili.
Le altre banche hanno chiesto al cliente somme che vanno da un minimo di 183 a un massimo di 2800 euro.
Ora l’Autorità Garante per la concorrenza e il mercato ha aperto un’istruttoria nei confronti di dieci banche
(Unicredit-Banca di Roma, Bnl, Carige, Intesa SanPaolo,
Montepaschi, Antonveneta, Deutsche Bank, Banca Sella, Ubi Banca, Popolare Milano)
per “pratica commerciale scorretta”.
Innanzitutto cominciamo cambiando il nome.
Perché si chiama Pratica se in realtà è Complicata?
E inoltre fammi capire come funziona amica banca…
Io e te banca abbiamo questo rapporto di amore e odio.
Io ti ho sempre odiato perché ti devo pagare e tu mi ha sempre amato perché ti pago!
Tu amica banca, nonostante l’amore,
mi hai sempre guardato con occhio circospetto e quando ti vengo a trovare mi analizzi,
mi sottoponi ai controlli, mi fai la radiografia davanti alla porta e dato che il metal detector suona sempre mi fai spogliare tutto prima di aprirmi…
io capisco che l’obiettivo è lasciarmi in mutande ma cazzo fammi entrare almeno.
Tu amica banca che sei stata gentile con me.
Io ti ho chiesto i soldi per comprarmi casa e tu me li hai dati.
Sei stata chiara con me:
“Fino a quando non estinguerai il mutuo con noi la casa sarà mezza nostra e mezza tua”.
Sono d’accordo ma così è troppo.
Minchia c’ho l’impiegato dentro casa che gira in pappine con le mutande di Calvin Klein e la maglietta I love New York;
poi mi fa l’occhiolino e mi dice “La mia banca è differente!”;
e se mi faccio prendere dal raptus di slogan pubblicitari e a me mi scappa da dirgli “Ti amo bancario” succede un casino, un buco finanziario difficile da risanare!
Tu banca mi hai detto che la casa io l’avrei presa a rate.
Ho preso la cucina e la camera da letto.
Mi dai in anticipo il bagno che non so dove mandare a cagare l’impiegato?
Tu banca che quando ho acceso il mutuo ti volevo dare fuoco.
Tu banca che se venivo a fare un prelievo bancomat,
l’unica operazione disponibile era la donazione di un polmone.
E poi il bancomat che invece di dirmi “Il prelievo è andato a buon fine” mi guarda e mi dice “Attento a prelevare, tra due giorni devi pagare la rata del mutuo, ce la farai?”.
Si, bancomat parlante bastardo!
Tu banca che quando ho acceso il mutuo ogni ventisette volevi sempre soldi, soldi e soldi.
E oggi che decido di abbandonarti per un’altra banca e ti pago finalmente tutti i soldi che ti devo,
dopo che mi sei stato al collo per anni, tu che fai?
Ti fai rodere il culo e mi chiedi altri soldi?
E allora sei stronza amica banca!
Pietro Sparacino
www.pietrosparacino.it
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