Giulio Andreotti: Mafioso con tanto di pedigree
16 maggio, 2008 by while
Giulio Andreotti nato a Roma il 14 gennaio 1919 condannato nel 2003 per reato di partecipazione all’associazione per delinquere: Cosa Nostra. Oggi Senatore a vita. Questa è l’Italia.
Andreotti viene sottoposto a giudizio a Palermo per associazione mafiosa. La sentenza di primo grado del 23 ottobre 1999 lo assolve per insufficienza di prove, ma purtroppo per lui la giustizia arriva con la sentenza d’appello del 2 maggio 2003 la quale stabilisce che Andreotti ha commesso il reato di partecipazione a Cosa Nostra. Tale reato viene completamente riconosciuto fino alla primavera del 1980 ma non punito per intervenuta prescrizione.
Nella sentenza della Corte di Appello di Palermo, si legge:
«una autentica, stabile ed amichevole disponibilità dell’imputato verso i mafiosi fino alla primavera del 1980».
Testimone di questi contatti anche un sovraintendente capo della polizia, che dichiarò di aver assistito nell’agosto del 1985 ad un incontro di Giulio Andreotti con Andrea Manciaracina noto uomo di fiducia dell’ormai famoso Totò Riina.
La Corte di Cassazione nel 15 ottobre 2004 conferma la sentenza di appello esprimendo la seguente motivazione.
Se la sentenza fosse arrivata nel 2002 (termine per la prescrizione) Andreotti sarebbe stato condannato. La prescrizione non elimina però l’accertamento del reato commesso.
In pratica è stato accertato che Giulio Andreotti è stato colluso con la mafia però la giustizia è arrivata in ritardo e il fatto non è stato perseguibile perché prescritto.
In Italia un uomo così lo fanno Senatore a vita. Welcome to Italy.
Onesti di tutto il paese: INDIGNATEVI.
Da Demauro.it:
in|di|gna|zió|ne
AU sentimento di sdegno e risentimento, spec. provocato da ciò che si considera riprovevole, immorale o sconveniente.
Qui le sentenze e i rapporti con la mafia di Giulio Andreotti.
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Non sono cosi’ addentro nelle cose legali per dare un giudizio sul risultato ottenuto dopo che Castelli , Violante & C. hanno speso milioni di Euro (nostri…).
Propongo una lettura, semplice come sono io di quello che e’ successo sino alla ‘primavera del 1980′. Ora, in una localita’ segreta, il nostro capocosca Andreotti incontra Riina, Bagarella e quant’altro e gli dice: ” Sapete, questa e’ l’ultima volta che ci vediamo. Infatti tra 23 anni saro’ processato e non verro’ condannato che per pochi mesi di prescrizione (guarda caso..). Quindi, come dicevano gia’ allora i Pooh, ‘mi dispiace devo andare’” e se ne usci’, lasciandoli tutti a bocca aperta.
Ora, tutti sappiamo che in organizzazioni mafiose si puo’ entrare ed uscire come da un supermercato, per cui questa ricostruzione , fatta dai giudici di Palermo, e’ assolutamente corretta…
Per fortuna in Italia di Toto’ non c’e’ stato solo Riina e, come faceva il principe de Curtis, mi viene solo da commentare ” MA MI FACCIA IL PIACERE…”