Editto Bulgaro 2: cooming soon!

Hanno trovato la scusa. Stanno sensibilizzando l’opinione pubblica attraverso i loro servi giornalisti. Sono determinati. Sono tutti uniti. Il nuovo Editto Bulgaro presto si abbatterà sulle nostre televisioni. Prima vittima: Marco Travaglio, uno dei pochi giornalisti scomodi rimasti in quest’era di servilismo. Secondo obiettivo: Michele Santoro e la sua trasmissione Annozero. Terzo possibile obiettivo: Report, sempre se non si chini al volere dei nuovi padroni. Il nuovo governo lo ha sempre preannunciato, lo volevano da tempo questo nuovo editto, ora tutto è quasi pronto…
Al centro del ciclone per uccidere il pensiero dei cittadini ed evitare quindi l’indignazione popolare un episodio con protagonista Travaglio, ospite del tappetino Fazio. Il giornalista ha creato indignazione e scalpore perché in diretta su RAI3 ha osato criticare l’intoccabile e sacrosanta seconda carica dello Stato. Ma come? Travaglio non te l’hanno insegnato a scuola che i padroni non si toccano? Le pesantissime accuse sarebbero quelle di aver scherzato sul fatto che nella parabola discendente dei presidenti di Senato dopo il nostro neo acquisto Schifani potrebbe esserci un lombrico o la muffa. Oddio! Mandate i bambini a letto! Tappatevi le orecchie! Quali pesanti e cattivi affronti in prima serata devono sentire gli ormai dormienti italiani? Questo Travaglio deve essere l’incarnazione dell’anticristo. Un Blasfema. Un demonio. Purtroppo il giochetto è così da anni, e funziona anche bene. Ora l’attenzione pubblica è concentrata tutta su quelle due piccole paroline e non ricorda nemmeno il vero nucleo del discorso del giornalista, e cioè: “Come diavolo possiamo accettare di avere come seconda carica dello Stato un individuo che nel passato fondava società con boss mafiosi accertati?”. Che poi è la vera ragione della bufera politica attorno alla questione. Secondo voi si sarebbe creato tutto questo scandalo solo per la parola lombrico? Ingenui. Ma qualcosa sta cambiando, la campagna di ipnosi mediatica sembra non funzionare sui navigatori del web. Da questo sondaggio possiamo vedere come la netta maggioranza (82%) degli internauti si schiera a favore di Travaglio. La TV anche se ancora nettamente al primo posto come mezzo di comunicazione di massa è destinata a morire e ad essere inglobata da internet, dove la censura e il controllo dell’informazione non esistono e non devono mai esistere. Difendiamo, ora e sempre, l’espressione tecnologica della collettività e dell’uguaglianza dell’uomo. Per chiudere permettetemi di ritornare sul caso Schifani quotando un grande della lotta alla mafia: Paolo Borsellino.
Tre anni prima di saltare in aria in via Amelio per una bomba messa dalla mafia, Borsellino che di mafiosi se ne intendeva scriveva:
“L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso.
Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica.
Questi giudizi non sono stati tratti perchè ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato quindi è un uomo onesto. Il sospetto dovrebbe indurre soprattutto i partiti politici quantomeno a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati.”
Qui trovate molti video sulla questione, tra cui anche l’intera puntata incriminata di “Che Tempo che Fa”
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Ciao, concordo in pieno. Anche sul nostro blog ieri abbiamo scritto praticamente le stesse cose. L’unica risposta che si può dare ai cialtroni che attaccano travaglio dalle testate di tutti i giornali sono le parole di paolo borsellino. Quelle e solo quelle dovrebbero servirci da guida per distinguere il marcio dal sano.
Ciao e benvenuto.
Ho dato uno sguardo al tuo blog. Ottimo lavoro
Italia, Italia
Di terra bella e uguale non ce n’è
Italia, Italia