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  • Quel misero un per cento

    23 aprile, 2008 by  






    Cosa sono i rimborsi elettorali?
    Sostanzialmente sono gli stanziamenti ai partiti, previsti per legge, per sostenere i costi della campagna elettorale. In pratica ad ogni elezione viene dato 1 euro, per ciascuna camera, per ogni cittadino iscritto nelle liste elettorali avente diritto di voto. Dunque 1 euro ad elettore per ogni anno, che dovrà moltiplicarsi per 5 (gli anni della legislatura). Tradotto in soldoni, i partiti intascano ad ogni consultazione elettorale circa 450 milioni di euro. Mica noccioline.
    Tutto questo in barba ai cittadini, ed alla loro presunta sovranità, i quali nel 1993 avevano abolito i finanziamenti pubblici ai partiti tramite un referendum abrogativo (con una maggioranza del 90,3 %). Ma la restaurazione partitocratica trovò il modo di aggirare il referendum, attraverso, per l’appunto, i rimborsi elettorali, che inizialmente erano sostenibili (800 lire ad elettore per ciascuna camera) sono divenuti ora insopportabili, dal punto di vista economico e morale. C’è di più, se la legge del 15 anni fà, prevedeva un quorum al 3% per ottenere il rimborso, attualmente questo limite è sceso all’1 %. Capite ora la faccia scura di Boselli subito dopo la batosta elettorale? (il suo partito infatti si è fermato allo 0.97%).
    Altro problema: i rimborsi elettorali vengono usati solo in minima parte per le campagne elettorali. Per la gran parte servono a mantenere le strutture delle varie formazioni politiche anche negli anni in cui non si vota. Emblematico il caso del partito dei pensionati che spese alle ultime europee circa 16 mila euro, incassandone 3 milioni (180 volte più alto).
    Ma gli sberleffi più scandalosi sono i seguenti:
    1. Il fondo dei rimborsi elettorali è una cifra fissa calcolata in base al numero degli aventi diritto e non al numero di coloro che si recano alle urne (quest’anno circa l’80%, la c.d. “affluenza”). Uno spreco nello spreco che vale qualche milione di euro.
    2. I rimborsi per il Senato vengono calcolati in base agli elettori della camera, che sono oltre 4 milioni in più (cioè la quota di under 25 che non può votare al Senato). Incomprensibile anche questo.
    3. Il terzo scandalo, riguarda il caso di scioglimento anticipato delle camere. Fino al 2006 il rimborso veniva interrotto se si andava al voto. Più che logico visto che con la nuova legislatura scatta il rimborso nuovo. Nel febbraio 2006(Governo Berlusconi) la norma viene così modificata: “In caso di scioglimento delle Camere l’erogazione del rimborso è comunque effettuata”. Una riga che vale qualche centinaia di milioni di euro. Una sorta di liquidazione che non fa altro che incentivare la caduta anticipata del governo.
    Questo è solo un esempio dei mille benefici concessi, anzi auto-concessi, dallo Stato ai partiti. A delle strutture ormai vecchie, clientelari e mangiasoldi.
    Sono sempre più indignato.

    Odio gli indifferenti. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.”

    (A. Gramsci, 11 febbraio 1917)

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    Commenti

    Una Risposta su “Quel misero un per cento”
    1. Luigi MG scrive:

      Ottimo lavoro Biagio ;) e benvenuto ufficialmente fra noi! Mi sono permesso di segnalare il post su oknotizie e inserire il codice per votarla. Di nuovo Ben fatto ;) …Matteo e Marco? Quando due righe anche da parte vostra? ihihihi

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