Un appello per Rudra Bianzino
5 ore fa
18.34

Una presunta tangente di 35 milioni delle vecchie lire per una licenza a una pizzeria di via Piave dopo che il locale era stato chiuso perchè privo di autorizzazioni amministrative; 4 milioni per l’approvazione di una domanda per una licenza commerciale; 30 milioni per la licenza di un bar alla Riviera di Chiaia; 30 milioni per una licenza relativa a un esercizio di via San Pasquale a Chiaia; 30 milioni per un bar in piazza Municipio e altri 30 per l’attività di vendita di cibi cotti; 15 milioni per un bar di via Carelli; 28 milioni per una pizzeria in via Alabardieri; 20 milioni per un bar in via Giordano Bruno, 20 milioni per l’elettroforno di piazza San Luigi a Posillipo; 15 milioni per un bar a Secondigliano; 25 per un negozio di abbigliamento in via Fossa del Lupo; 28 milioni per un negozio di abbigliamento al corso Secondigliano; 20 milioni per la licenza a un venditore ambulante di alimenti; 25 milioni per un negozio di abbigliamento al corso Italia; 30 per un negozio di abbigliamento in via Cardinale Filomarino; 15 milioni per un Minimarket in via Camposanto; 17 per un negozio di generi alimentari in via delle Galassie; 30 milioni per un negozio di calzature al corso Secondigliano; 30 milioni per il locale «Il Castello» in via Manzoni; 30 milioni per una pizzeria al corso Secondigliano; 15 milioni per una licenza commerciale; 40 milioni per un locale pubblico in via Santa Teresa a Chiaia e 13 milioni per un chiosco al corso Umberto. (Fonte)Ho scritto "aveva un elenco di accuse" perché ovviamente tutto è appena andato in prescrizione. Bruciato. Distrutto dal grande e magnifico sistema giudiziario italiano. Non sapremo mai se Elio Letizia è innocente oppure il nostro premier era ospite di un delinquente.
19.45

Drogato morì dopo l’arresto Poliziotti condannati a tre anniRabbia.
Nel pomeriggio di ieri il giudice Francesco Maria Caruso, del Tribunale di Ferrara, ha condannato a una pena di 3 anni e sei mesi di reclusione i quattro agenti di polizia accusati di eccesso colposo nella vicenda che ha visto la morte di Federico Aldrovandi. Il giovane, all’epoca della morte, il 25 settembre 2005, aveva 18 anni. L'accusa, sostenuta dal Pm Nicola Proto, ha ribadito la tesi che la causa della morte del giovane sia dovuta ad asfissia per un errato comportamento degli agenti e a cause meccaniche dovute alla colluttazione con loro. Il magistrato ha sottolineato infatti la concausalità del comportamento degli agenti del «tutto imprudente e sproporzionato», confermando la richiesta di condanna a tre anni e otto mesi per ciascuno dei quattro agenti, Luca Pollastri, Paolo Forlani, Enzo Pontani e Monica Segatto. A sottolineare il carattere politico del processo, alcuni anarchici, poi identificati dai carabinieri, hanno lanciato in aula alcuni volantini, nei qual (Libero)

21.32

Vito Calogero Ciancimino (Corleone, 2 aprile 1924 – Roma, 19 novembre 2002) è stato un politico e criminale italiano, appartenente alla Democrazia Cristiana e facente parte di Cosa Nostra. (Wiki)
Nel verbale di sequestro redatto dai carabinieri, si legge: "Parte di foglio A4 manoscritto contenente richieste all'on. Berlusconi di mettere a disposizione una delle sue reti televisive". Nel testo della missiva, che è incompleto perché la prima parte è stracciata, emerge, però, l'intimidazione legata al fatto che se non si fosse dato corso alla richiesta avanzata ci sarebbe stato "il luttuoso evento".Peccato che manca la parte più importante. Il pluriprescritto infatti riceve anche promesse, la lettera recita più o meno così:
On Berlusconi, la mafia le darà un appoggio che non sarà di poco alla sua posizione politica se ci darà in uso una sua televisione.Assurdo vero? Come mai la stampa fa tante belle domande sulle Noemi di turno e nemmeno una mezza domanda su questo caso? La mafia è passata di moda?
Pietro Grasso (Licata, 1º gennaio 1945) è un magistrato italiano.
L'11 ottobre 2005 è stato scelto come procuratore nazionale antimafia, subentrando a Pier Luigi Vigna che ha lasciato l'incarico nell'agosto 2005 per raggiunti limiti di età. La sua nomina fu al centro di aspre polemiche nel mondo giudiziario e politico, infatti essendo molto probabile la nomina dell'altro candidato, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo Gian Carlo Caselli, il governo Berlusconi III per evitare questo effettuo' una modifica legislativa. Venne presentato un emendamento dal senatore Luigi Bobbio (AN) alla legge delega di riforma dell'ordinamento giudiziario (la cosiddetta "Riforma Castelli"). Con questo emendamento, Caselli non poté più essere nominato per quel ruolo per superamento del limite di età. La Corte Costituzionale, successivamente alla nomina di Piero Grasso quale nuovo Procuratore Nazionale Antimafia, dichiarò illegittimo il provvedimento che aveva escluso il giudice Gian Carlo Caselli dal concorso. (Wiki)




