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Elio Letizia: ora è più credibile la versione che fossero amici da tempo...


Ricordate Elio Letizia?
Come chi è? Il padre di Noemi, la ragazzina più amata dai pluriprescritti.

Ecco, il caro Elio Letizia aveva un elenco di accuse a suo carico da fare invidia a Bonnie e Clyde. Secondo l'accusa bussava alle porte di bar e ristoranti per chiedere mazzette.
Una presunta tangente di 35 milioni delle vecchie lire per una licenza a una pizzeria di via Piave dopo che il locale era stato chiuso perchè privo di autorizzazioni amministrative; 4 milioni per l’approvazione di una domanda per una licenza commerciale; 30 milioni per la licenza di un bar alla Riviera di Chiaia; 30 milioni per una licenza relativa a un esercizio di via San Pasquale a Chiaia; 30 milioni per un bar in piazza Municipio e altri 30 per l’attività di vendita di cibi cotti; 15 milioni per un bar di via Carelli; 28 milioni per una pizzeria in via Alabardieri; 20 milioni per un bar in via Giordano Bruno, 20 milioni per l’elettroforno di piazza San Luigi a Posillipo; 15 milioni per un bar a Secondigliano; 25 per un negozio di abbigliamento in via Fossa del Lupo; 28 milioni per un negozio di abbigliamento al corso Secondigliano; 20 milioni per la licenza a un venditore ambulante di alimenti; 25 milioni per un negozio di abbigliamento al corso Italia; 30 per un negozio di abbigliamento in via Cardinale Filomarino; 15 milioni per un Minimarket in via Camposanto; 17 per un negozio di generi alimentari in via delle Galassie; 30 milioni per un negozio di calzature al corso Secondigliano; 30 milioni per il locale «Il Castello» in via Manzoni; 30 milioni per una pizzeria al corso Secondigliano; 15 milioni per una licenza commerciale; 40 milioni per un locale pubblico in via Santa Teresa a Chiaia e 13 milioni per un chiosco al corso Umberto. (Fonte)
Ho scritto "aveva un elenco di accuse" perché ovviamente tutto è appena andato in prescrizione. Bruciato. Distrutto dal grande e magnifico sistema giudiziario italiano. Non sapremo mai se Elio Letizia è innocente oppure il nostro premier era ospite di un delinquente.

Certo ora è più credibile la versione che fossero amici da tempo...

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In Italia la polizia ha licenza di uccidere. Ecco come riporta la notizia Libero di Vittorio Feltri



Federico Aldrovandi era un giovane ragazzo. E' stato ucciso senza alcun motivo dalla nostra cara polizia. Le persone che dovrebbero proteggerci hanno ammazzato un ragazzo a suon di botte.

Gli agenti si chiamano: Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri.

Per loro è arrivata una condanna ridicola di tre anni e mezzo di carcere. Di cui tre saranno scontati grazie all'indulto. Un poliziotto che uccide un ragazzo se la cava con solo sei mesi (sempre se li fa) di carcere.

Ma non solo, i quattro assassini non sono stati radiati dalle forze dell'ordine e continueranno a ricevere il loro stipendio pagato da tutti noi.

Intanto c'è qualcosa di altrettanto scandaloso sulla vicenda e cioè come tratta la notizia Libero del giornalista radiato dall'albo Vittorio Feltri.

Ecco come lo sterco-giornale titola e riporta la notizia:
Drogato morì dopo l’arresto Poliziotti condannati a tre anni
Nel pomeriggio di ieri il giudice Francesco Maria Caruso, del Tribunale di Ferrara, ha condannato a una pena di 3 anni e sei mesi di reclusione i quattro agenti di polizia accusati di eccesso colposo nella vicenda che ha visto la morte di Federico Aldrovandi. Il giovane, all’epoca della morte, il 25 settembre 2005, aveva 18 anni. L'accusa, sostenuta dal Pm Nicola Proto, ha ribadito la tesi che la causa della morte del giovane sia dovuta ad asfissia per un errato comportamento degli agenti e a cause meccaniche dovute alla colluttazione con loro. Il magistrato ha sottolineato infatti la concausalità del comportamento degli agenti del «tutto imprudente e sproporzionato», confermando la richiesta di condanna a tre anni e otto mesi per ciascuno dei quattro agenti, Luca Pollastri, Paolo Forlani, Enzo Pontani e Monica Segatto. A sottolineare il carattere politico del processo, alcuni anarchici, poi identificati dai carabinieri, hanno lanciato in aula alcuni volantini, nei qual (Libero)
Rabbia.

Federico Aldrovandi

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On Berlusconi, la mafia darà un appoggio non di poco alla sua posizione politica se....


Quasi mi sento in colpa per aver dedicato l'ultimo post alle foto scottanti annunciate dal Times quando sapevo già che era uscita una notizia incredibile passata casualmente inosservata.

Stasera rivedendo l'ultimo passaparola di Travaglio ho appreso che la notizia è ancora più incredibile e scottante di quel che pensassi quindi non ho esitato più e ho aperto subito Byte Liberi. Ma bando alle ciance, passiamo al dunque...

Qualche giorno fa alcuni giornali hanno pubblicato una notizia che informava che che la procura antimafia di Palermo ha trasmesso ai giudici della Corde d'appello una lettera per Silvio Berlusconi ritrovata tra le carte di Vito Ciancimino.
Vito Calogero Ciancimino (Corleone, 2 aprile 1924 – Roma, 19 novembre 2002) è stato un politico e criminale italiano, appartenente alla Democrazia Cristiana e facente parte di Cosa Nostra. (Wiki)
La lettera proviene dalla mafia corleonese cioè quella di Riina, e secondo molti contiene solo minacce indirizzate al nostro premier.
Nel verbale di sequestro redatto dai carabinieri, si legge: "Parte di foglio A4 manoscritto contenente richieste all'on. Berlusconi di mettere a disposizione una delle sue reti televisive". Nel testo della missiva, che è incompleto perché la prima parte è stracciata, emerge, però, l'intimidazione legata al fatto che se non si fosse dato corso alla richiesta avanzata ci sarebbe stato "il luttuoso evento".
Peccato che manca la parte più importante. Il pluriprescritto infatti riceve anche promesse, la lettera recita più o meno così:
On Berlusconi, la mafia le darà un appoggio che non sarà di poco alla sua posizione politica se ci darà in uso una sua televisione.
Assurdo vero? Come mai la stampa fa tante belle domande sulle Noemi di turno e nemmeno una mezza domanda su questo caso? La mafia è passata di moda?

E perché queste carte escono fuori solo adesso se sono state ritrovate quasi cinque anni fa? Perché il procuratore antimafia di Palermo del 2005 Piero Grasso non le ha comunicate subito?
Pietro Grasso (Licata, 1º gennaio 1945) è un magistrato italiano.
L'11 ottobre 2005 è stato scelto come procuratore nazionale antimafia, subentrando a Pier Luigi Vigna che ha lasciato l'incarico nell'agosto 2005 per raggiunti limiti di età. La sua nomina fu al centro di aspre polemiche nel mondo giudiziario e politico, infatti essendo molto probabile la nomina dell'altro candidato, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo Gian Carlo Caselli, il governo Berlusconi III per evitare questo effettuo' una modifica legislativa. Venne presentato un emendamento dal senatore Luigi Bobbio (AN) alla legge delega di riforma dell'ordinamento giudiziario (la cosiddetta "Riforma Castelli"). Con questo emendamento, Caselli non poté più essere nominato per quel ruolo per superamento del limite di età. La Corte Costituzionale, successivamente alla nomina di Piero Grasso quale nuovo Procuratore Nazionale Antimafia, dichiarò illegittimo il provvedimento che aveva escluso il giudice Gian Carlo Caselli dal concorso. (Wiki)
Ma soprattutto perché dopo il 94 le TV di berlusconi iniziano una campagna denigratoria contro Caselli e il pool antimafia? Campagna che cessa non appena il fedelissimo Grasso viene messo al posto giusto.

Evviva l'Italia.


PS: Per approfondire consiglio caldamente la puntata di Passaparola di Travaglio.